Musica

Peppino Di Capri: “Cameriere? Champagne”

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Chi ha avuto l’occasione di chiedere a Giuseppe Faiella qual è la canzone che ha segnato la sua vita, naturalmente si è sentito rispondere Champagne. Era il 1973 quando il giovane chansonnier campano omaggiò l’isola che gli aveva dato i natali e anche il nome d’arte con un brano che avrebbe fatto il giro del mondo. “Ormai resta solo un bicchiere”, Peppino Di Capri raccontava l’ultima scusa banale per rimanere soli, fermando in un’immagine l’amore proibito e la malinconia di un addio, lui che da Capri arrivava e che a Capri apparteneva. Ma non era scontato che quel “Cameriere? Champagne” diventasse un successo. Composta su un taxi a Napoli da Mimmo Di Francia e scritta da Depsa e Sergio Iodice, partendo da una frase appuntata su un taccuino, la canzone è stata presentata su Rai 1 nel 1973.

La lanciai alla Canzonissima  – ha raccontato Di Capri a Il Mattino – dissanguandomi per investire nelle cartoline-voto, come si faceva allora. Ma non bastò, non andai oltre il quinto posto, vinse la Cinquetti con Alle porte del sole. Cinque o sei mesi dopo, però, quel pezzo scritto pensando ad Aznavour e Modugno iniziò il suo giro del mondo, che continua ancora”.

Una canzone per l’isola più bella del mondo

Peppino, in effetti, il successo lo aveva già incontrato. Nel ’70 aveva trionfato al Festival della Canzone Napoletana con Me chiamme ammore, e proprio nel ’73 a Sanremo con Un grande amore e niente più. Ma nella sua terra, che era considerata davvero l’isola più bella del mondo, suonava già Champagne. Erano gli anni della dolce vita caprese, sfilavano tra Capri e Anacrapri le grandi star internazionali. Era ancora vivo il ricordo di Brigitte Bardot, spettinata e irraggiungibile, stretta nel suo accappatoio giallo sul tetto di Casa Malaparte, in uno dei più bei film di Godard e della stessa BB, Le Mépris (Il Disprezzo).
Champagne 
arrivava a coronare il sogno dell’isola, rappresentando il simbolo languido e romantico di quella magia, orchestrata a meraviglia dall’Opera di Roma.

Tradotta nel mondo e interpretata negli anni da moltissimi artisti, tra cui Mino Reitano, Andrea Bocelli e Nico Fidenco, Champagne non si è mai emancipata davvero da Peppino Di Capri. È uno di quei casi in cui la chiave del successo del brano è tutta nella gentilezza del suo interprete originale, nel turbamento che Peppino comunica, nella malinconia con cui già nel ’73, sul palco di Canzonissima chiudeva le palpebre dietro la montatura spessa degli occhiali e… “Amarti come sei, la prima volta, l’ultima”.

Chiara Del Zanno

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