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Il Recovery e i piccoli borghi: come e perché il Pnrr può rilanciare l’Italia dei paesi

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Grazie ai promessi 200 miliardi del Recovery fund destinati all’Italia, il nostro paese ha davanti a sé un’occasione storica di modernizzazione. Davvero senza precedenti. Generalmente pensando al piano europeo Next Generation Eu, declinato nel nostro Piano nazionale di ripresa e resilienza, si immagina in grande. Entro il 2026, è la convinzione di molti, avremo più green, più digitale, più infrastrutture, più alta velocità. E chi più ne ha più ne metta. È bene però ricordarsi anche dei “piccoli”. Come ad esempio i borghi, i paesi disseminati sulle colline e fra le campagne di tutta l’Italia, dall’estremo Nord alpino all’ultimo lembo del Sud.

Tante “Italie” a confronto

L’Italia, si sa, è fatta di tante “Italie”: quella delle città, quella degli 8mila chilometri di coste sul mare, quella dei borghi storici e dei piccoli paesi appenninici. E adesso il Recovery offre un’opportunità unica e forse irripetibile di progettare il futuro anche per loro. Su questo tema delicato è intervenuta oggi 14 giugno su Repubblica la sottosegretaria all’Economia Alessandra Sartore (Pd). Una parte non secondaria del Pnrr – dice Sartore – è destinata al rilancio in chiave sostenibile dei settori del Turismo e della Cultura: oltre 6,5 miliardi di euro. In questo contesto, nel Pnrr è inserito il Piano Nazionale Borghi con una dotazione finanziaria di 1 miliardo.

Riscoprire l’attenzione al piccolo

Secondo Sartore si tratta di una novità rilevante poiché mai, finora, una cifra così corposa la si era riservata ai piccoli comuni. Un segnale positivo? Forse sì. Fermo restando che per far rinascere i paesi dell’ “Italia interna”, l’Italia profonda dei piccoli borghi sempre più spopolati e ai margini della civilizzazione nostrana, occorre anche altro. “Per ripopolarli – ha detto il poeta e paesologo irpino Franco Arminio in un’intervista a VelvetMag lo scorso 15 settembre – occorrono politiche e investimenti ma non solo. Serve prima di tutto l’attenzione: cambiare il proprio approccio, riservare attenzione al piccolo.”

I paesi possiedono un futuro

Chissà che il Recovery e il Pnrr non possano concretamente diventare un’occasione per fare questo. La sottosegretaria Sartore si professa ottimista. Il Pnrr può servire, sostiene, “ad un grande cambiamento che la pandemia ha accelerato vorticosamente”. Ovvero “la riscoperta delle aree fuori delle città anche come luoghi dove vivere e non solo di villeggiatura.” Il punto è proprio questo. Occorre un “nuovo approccio alle tematiche del territorio che porti a un cambiamento di filosofia anche rispetto alle questioni demografiche”. E alle problematiche che spesso appaiono irrisolvibili ma che non lo sono. “La residenza, l’innovazione, nuovi servizi, sviluppo di formazione e autoimprenditorialità”. Un passo in questo senso è stato fatto grazie alla vendita di case e abitazioni dei borghi spopolati a 1 euro da parte dei Comuni, per coloro che si impegnano poi a ristrutturazioni e rilancio del piccolo paese dove magari si trasferiscono a vivere. Grazie al Next Generation Eu si può fare di più. L’occasione è adesso.

Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma. Ha scritto La Storia di Asti e la Storia di Pisa per Typimedia Editore. Segui Domenico su Facebook Segui Domenico su Linkedin

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