I dati del coronavirus in Italia oggi sono, sotto certi punti di vista, in miglioramento. Lo testimoniano i dati resi noti oggi 27 novembre del consueto monitoraggio dell’Istituto superiore di sanità. (Iss) Nel periodo 4-17 novembre 2020, l’indice di trasmissibilità del contagio del virus, il famigerato Rt, risulta pari a 1,08. L’indice lo si calcola sui casi sintomatici. Vuol dire che, almeno in teoria, una persona positiva e contagiosa ne contagia un’altra. Nel pieno della prima ondata, gli scorsi mesi di marzo e aprile, l’indice era arrivato a toccare il 3, cioè una persona poteva contagiare fino ad altre tre persone.
Adesso invece si riscontrano valori medi di Rt tra 1 e 1,25 nella maggior parte delle regioni italiane. In 4 regioni l’Rt puntuale è inferiore a 1. Questo indica una diminuzione significativa nella trasmissibilità del virus. Il dato proviene sempre dalla bozza del monitoraggio settimanale Iss-ministero della Salute, secondo quanto riporta l’Ansa. Questa settimana si osserva – per la prima volta da varie settimane – una diminuzione nell’incidenza dei casi Covid a livello nazionale negli ultimi 14 giorni.
L’incidenza si misura, per l’esattezza, in 706,27 casi per 100.000 abitanti nel periodo contro 732,6 per 100.000 (il dato precedente). Nella bozza si sottolinea che “in diverse Regioni, tuttavia, si continua a segnalare una incidenza in aumento”. In questo momento quasi tutte le regioni sono classificate a rischio alto di una epidemia non controllata e non gestibile. Oppure a rischio moderato con alta probabilità di progredire a rischio alto nelle prossime settimane. In buona sostanza: 10 regioni sono classificate a rischio alto. Le rimanenti sono a rischio moderato, di cui 7 con una probabilità elevata di progredire a rischio alto nel prossimo mese, rileva ancora la bozza di monitoraggio dell’Iss. Al 24 novembre, 17 regioni avevano superato almeno una soglia critica in area medica o terapia intensiva. Nel caso si mantenga l’attuale RT, quasi tutte le regioni hanno una probabilità maggiore del 50% di superare almeno una di queste soglie entro il prossimo mese.
I ricoverati in terapia intensiva sono passati da 3.612 a 3.816 (24/11/2020), mentre i ricoverate in aree mediche sono passati da 33.074 a 34.577 il 24 novembre. I medici, intanto, lanciano un accorato appello a non rallentare le restrizioni. I dati “mostrano segnali di rallentamento della crescita dell’epidemia da Sars-Cov-2, tuttavia le condizioni di sovraccarico del sistema ospedaliero, con occupazione delle terapie Intensive e aree Covid particolarmente elevata, impongono di non allentare le misure restrittive. Ricordiamo che nell’ultima settimana si sono contati oltre 200mila nuovi casi e 4.980 decessi mentre i ricoveri con sintomi sono attualmente più di 34mila”. È l’appello dell’Intersindacale della Dirigenza Medica, Sanitaria e Veterinaria sulle riaperture in prossimità delle festività natalizie.
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