Il Sud Italia, e in particolare a Bari, come località tropicali. Per l’invasione dei pappagalli verdi. Si assiste infatti, in queste settimane, a un’autentica proliferazione di questi amatissimi uccelli. Che però che si nutrono di frutta e soprattutto di mandorle, con gravi danni sulla produzione agricola locale.
Una produzione già minata dagli effetti della crisi del coronavirus e del clima senza più regole certe. In provincia di Bari, in un anno già difficile, il prodotto ortofrutticolo è ridotto ai minimi termini. Così Coldiretti Puglia – l’associazione di categoria degli agricoltori – ha chiesto all’Assessorato all’Agricoltura regionale di prevedere un piano di contenimento e controllo dei parrocchetti verdi. Di concerto con l’Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale).
“Le campagne – spiega una nota di Coldiretti – sono divenute l’Eldorado di frutta e mandorle per i pappagalli che evidentemente si sono adattati perfettamente al microclima pugliese. Prediligono soprattutto le mandorle, dimostrando una straordinaria abilità nel beccare e rompere il guscio”. I pappagalli estraggono il frutto e lasciano il mallo e le valve legnose attaccate all’albero.
“Si sono moltiplicate le segnalazioni da parte degli agricoltori – prosegue la nota -, colpiti dalla presenza sempre più evidente di stormi di pappagalli. Qualcosa che ricrea una atmosfera tropicale, “attirando l’attenzione con suoni acuti persistenti“, è la denuncia di Savino Muraglia, presidente di Coldiretti Puglia.
Con la tropicalizzazione del clima, è l’allarme di Coldiretti, si sta verificando una invasione di pappagalli nelle campagne che, dal primo insediamento a Molfetta, hanno preso possesso di città e campagne a Bisceglie, Giovinazzo, Palese, Santo Spirito, Bitonto, Bitetto, Palo del Colle, Binetto, Grumo Appula, fino a spingersi sull’Alta Murgia. Si tratta dei parrocchetti monaci della specie Myiopsitta Bonaparte, apparsi con un primo “insediamento” su un eucalipto nella contrada molfettese “Madonna delle Rose”, passati poi a stabilirsi, costruendo nidi “multifamiliari”.
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