Ancora sangue negli Stati Uniti. Un afroamericano è stato colpito e ucciso dagli agenti di polizia della contea di Los Angeles a South Los Angeles. Lo riferiscono le agenzie di stampa. Il clima nella megalopoli della California è pesantissimo.
Sta esplodendo la rabbia popolare. Secondo quanto riferisce la polizia, la sparatoria è avvenuta alla fine di un inseguimento. Sempre stando alla versione ufficiale dei fatti – quella delle forze dell’ordine – prima della tragedia la vittima avrebbe preso a pugni in faccia uno degli agenti. Nella notte sono scoppiate le proteste e numerosi manifestanti si sono radunati sul luogo della sparatoria con momenti di tensione.
Secondo la ricostruzione ufficiale dei fatti i due agenti coinvolti avrebbero visto la vittima in sella alla sua bicicletta e avrebbero deciso di fermarla per un controllo. A quel punto l’uomo – che la famiglia ha identificato con i media come Dijon Kizzee, 29 anni – avrebbe abbandonato la bici dandosi alla fuga. Quando gli agenti lo hanno raggiunto l’uomo avrebbe opposto resistenza e avrebbe sferrato un pugno contro uno dei poliziotti. Poi avrebbe lasciato cadere alcuni indumenti a terra. I poliziotti, allora, hanno aperto il fuoco. “Gli agenti hanno notato che all’interno dei capi di abbigliamento lasciati cadere c’era una pistola semiautomatica nera – è stato spiegato -. A quel punto si è verificata la sparatoria”. L’uomo è stato colpito più volte ed è morto sul colpo.
La morte del 29enne Dijon Kizzee è l’ennesimo decesso causato dalla polizia negli Stati Uniti. Dallo scorsa primavera, quando il 25 maggio è stato ucciso l’afroamericano di 46 anni George Floyd a Minneapolis, gli Stati Uniti sono senza pace. Da allora si susseguono in molte città manifestazioni e scontri fra militanti e simpatizzanti del movimento antirazzista Black Lives Matter e le forze dell’ordine.
È di una settimana fa la notizia dell’uccisione di due persone da parte di un ragazzo di appena 17 anni a Kenosha nel Wisconsin. Armato di fucile, l’adolescente, K. R., ha sparato contro i manifestanti antirazzisti. Donald Trump in conferenza stampa ha dichiarato che il ragazzo si è difeso. “Ci sono delle indagini – ha detto il presidente americano – ma quando ha tentato di fuggire lo hanno attaccato in maniera molto violenta: probabilmente sarebbe stato ucciso”.
Affermazioni che a molti americani appaiono come benzina sul fuoco delle tensioni razziali. Spettri del passato mai davvero svaniti che adesso hanno ripreso corpo. “Abbiamo bisogno di ordine nelle nostre città – ha detto Trump -. Per questo sono pronto a schierare gli uomini della Guardia nazionale“. Inutile aggiungere che tutto questo avrà un riflesso sulle elezioni presidenziali del prossimo novembre, in vista delle quali il presidente uscente cerca la riconferma contro lo sfidante democratico Joe Biden.
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