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Trapianti, intervento record a Torino: fegato tenuto in vita per 24 ore

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Intervento chirurgico all’avanguardia in Italia. All’ospedale Le Molinette di Torino una équipe medica ha trapiantato con successo un fegato che prima aveva tenuto in vita artificialmente per quasi un giorno.

Per oltre 23 ore si è provveduto prima ad “alimentare” il fegato nel corpo di una donna deceduta per un improvviso infarto, la donatrice. Poi all’interno di apposite macchine da perfusione. In sequenza i medici hanno attuato le più innovative tecnologie di “preservazione” d’organo attualmente disponibili.

Il fegato è stato trapiantato così come i due reni. L’ospedale ha comunicato di aver dimesso i tre pazienti che hanno ricevuto gli organi. La ricerca, spiegano dalle Molinette, ha individuato nella possibilità di “curare” e “far vivere fuori dal corpo” gli organi prima del trapianto la reale innovazione in ambito trapiantologico.

Al momento del prelievo degli organi, le équipe mediche erano già impegnate in due trapianti di fegato e in due di rene. Si è scelto quindi di posizionare gli organi della donatrice all’interno di sistemi di preservazione “ex vivo”, ovvero extracorporei. Dopo le iniziali cinque ore all’interno del cadavere, gli organi hanno quindi continuato restare in vita all’esterno, grazie a sangue umano.

I chirurghi e l’équipe medica hanno trattato e valutato il fegato per il suo corretto funzionamento per altre 16 ore. Mediante “perfusione normotermica”. Ciò grazie a una apposita macchina da perfusione in grado di mantenere in vita fuori dal corpo un fegato fino a 24 ore. I reni sono stati invece preservati in “perfusione ipotermica ossigenata”, ovvero a 12 gradi con aggiunta di ossigeno, utilizzando un’altra apposita macchina da perfusione per una durata di 10 ore complessive.

Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma. Ha scritto La Storia di Asti e la Storia di Pisa per Typimedia Editore. Segui Domenico su Facebook Segui Domenico su Linkedin

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