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“Andate tutti affanculo”: il primo romanzo anti-biografico dei The Zen Circus

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Andate tutti affanculo“: questo il titolo del primo romanzo anti-biografico dei The Zen Circus, uscito il 10 settembre e scritto insieme all’autore Marco Amerighi, edito da Mondadori. Gli appuntamenti firmacopie stanno continuando in tutta la penisola e andranno avanti fino all’11 dicembre, data conclusiva (almeno al momento) milanese.

«Ce la faremo o la vita ci prenderà di nuovo a schiaffi rispedendoci da dove siamo partiti?»

Il romanzo è un insieme di ricordi, anche malinconici, che racconta la nascita del gruppo in quanto tale, dal punto di vista di semplici ragazzi che utilizzano la musica nel tentativo di definire loro stessi. Il libro è un excursus dal loro primo concerto all’occupazione scolastica fino ai viaggi in camper, le notti sotto le stelle, i palchi, le emozioni dei live. È anche una panoramica sull’Italia di fine e inizio millennio vista dagli occhi di una periferia frustrata e dei suoi giovani che nonostante tutto rimangono innamorati della libertà.

Sono più di 4000 le copie vendute dall’uscita nei negozi; il libro è riuscito a piazzarsi al quarto posto della classifica dei libri più venduti secondo IBS e all’ottavo posto delle classifiche della ‘Narrativa Italiana’ stilate da Tuttolibri (La Stampa) e Robinson (La Repubblica). Marco Amerighi, braccio destro della band nella loro impresa letteraria, è uno scrittore di Pisa, classe ’82, che ha scritto sempre per Mondadori “Le nostre ore contate” con il quale ha vinto il premio Bagutta Opera Prima.

La band pisana nasce circa vent’anni fa e ha all’attivo dieci album e un EP. Il loro sesto album, che porta lo stesso nome del romanzo, è considerato per la rivista Rolling Stones uno dei cento album italiani migliori di sempre. Nati per Subire (2011) è stato il disco che li ha portati al grande pubblico, entrando peraltro nella top 10 della classifica FIMI/Gfk ed il primo posto in quella generale di ITunes con il brano Canzoni contro la Natura.

A febbraio 2019 presentano alla 69esima edizione del Festival di Sanremo la canzone L’Amore è una dittatura, contenuto nella loro raccolta Vivi Si Muore 1999-2019 come uno dei due brani inediti oltre le 17 tracce rimasterizzate.

Marta Angelucci

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