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Brasile, rivolta contro l’uccisione di una bimba nella favela: “È stata la polizia”

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Sarebbe stata colpita alla nuca da un proiettile sparato dalle forze di polizia. Così è morta una bambina di 8 anni in una favela (baraccopoli) di Rio de Janeiro in Brasile.

Il fatto ha destato polemiche e proteste da parte della popolazione. Sui social media è cominciata una campagna per chiedere giustizia, corredata dalla foto della piccola. Agatha Félix, questo il nome della bambina, è mostrata in fotografia sorridente e felice mentre indossa un costume dell’eroina dei fumetti Wonder Woman.

Agatha vestita da Wonder Woman

Molti brasiliani denunciano adesso, con ancora più forza, l’aggressiva politica del governatore di Rio, Wilson Witzel, alleato del presidente Jair Bolsonaro. Le autorità di Rio de Janeiro hanno annunciato l’apertura di un’indagine per chiarire chi abbia effettivamente sparato e perché.

Nei giorni scorsi centinaia di persone, tra le quali attivisti, politici e il presidente dell’associazione degli avvocati di Rio, hanno manifestato nelle strade nella favela del Complexo do Alemão. Lì è avvenuta la sparatoria che ha coinvolto la piccola Agatha, uccidendola.

Centinaia in strada per protestare contro la polizia

I post sui social media – con la foto della bimba e l’hashtag #aculpaedowitzel (è colpa di Witzel) – hanno fatto il giro del mondo. Alcuni hanno condiviso un cartone animato di Witzel sorridente che si asciugava il sangue dal viso. Nel giorno del funerale di Agatha si svolgerà una nuova manifestazione con i bambini che hanno marciato. Avranno in mano palloncini gialli, sotto lo striscione “smetti di ucciderci”.

La vignetta contro Wilson Witzel, governatore di Rio

Photo credits: Twitter

Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma. Ha scritto La Storia di Asti e la Storia di Pisa per Typimedia Editore. Segui Domenico su Facebook Segui Domenico su Linkedin

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