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Venezia 76, Scarlett e Brad infiammano il Lido, Almodovar commuove

La grande emozione di Pedro Almodovar. La bellezza mozzafiato di una Scarlett Johansson in versione Jessica Rabbit. Il fascino intramontabile di Brad Pitt. Sono queste le tre immagini che più di tante altre hanno caratterizzato la seconda, intensa e ricca giornata della 76esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia.

Ma andiamo con ordine… Il primo grande appuntamento del giorno è stato l’incontro con il regista spagnolo più amato al mondo, quel Pedro Almodovar che tanto aveva fatto parlare di sé allo scorso Festival di Cannes, dove aveva presentato la sua più recente fatica “Dolor Y Gloria” con Antonio Banderas e Penelope Cruz. Ebbene, il cineasta di “Donne sull’orlo di una crisi di nervi”, “Tutto su mia madre” e “Volver” (solo per citare alcuni dei suoi titoli più famosi) ha ritirato al Lido il Leone d’oro alla carriera, dalle mani del Presidente della Biennale Paolo Baratta. “Non un premio consolatorio per la mancata Palma d’oro a Cannes”, aveva specificato nella conferenza stampa di fine luglio il direttore artistico Alberto Barbera, bensì un premio già stabilito ben prima della kermesse della Costa Azzurra. A proposito del prestigioso riconoscimento lagunare, Barbera ha dichiarato: “Almodóvar non è solo il più grande e influente regista spagnolo dopo Buñuel, ma l’autore che è stato capace di offrire della Spagna post-franchista il ritratto più articolato, controverso e provocatorio. Almodóvar eccelle soprattutto nel dipingere ritratti femminili incredibilmente originali, in virtù della rara empatia che gli consente di rappresentarne la forza, la ricchezza emotiva e le inevitabili debolezze con un’autenticità rara e toccante”.

L’emozione di Pedro Almodovar nel ricevere il Leone d’oro alla carriera alla Mostra del Cinema di Venezia

In conferenza stampa il sessantanovenne cineasta originario de La Mancha si è detto particolarmente onorato di ricevere un premio così prestigioso, che ha definito “un atto di giustizia poetica” ricordando la sua prima partecipazione alla Mostra nel 1983 con “L’indiscreto fascino del peccato”. “All’epoca il direttore era Gianluigi Rondi. Al governo c’era la Democrazia Cristiana. Io ero giovanissimo, non avevo ancora compiuto trentaquattro anni. Vivevo la partecipazione ad un Festival come una sorta di miracolo, nonostante ciò il mio film venne considerato osceno: ricordo che volevano toglierlo dalla selezione. Alla fine, però, le mie dichiarazioni e quelle di Rondi fecero il giro del mondo grazie alla stampa e questo riuscì a suscitare una sorta di empatia. E così il film venne apprezzato! Tutto sommato, ho davvero un bel ricordo di quell’edizione”.
Emozionato ma generoso nel raccontare i dettagli delle sue esperienze veneziane, Almodovar ha anche ricordato la sua partecipazione del 1988 con “Donne sull’orlo di una crisi di nervi”. “Era tutto così eccitante, così elettrizzante. Il film vinse il premio per la migliore sceneggiatura. Ero e sono ancora orgoglioso di quel film: Carmen Maura, Julieta Serrano, Rossy De Palma… furono tutte in grado di raccontare la Spagna dell’epoca attraverso una vitalità a dir poco contagiosa. All’epoca il presidente di giuria era Sergio Leone e tra i giurati c’era anche Lina Wertmüller. Ricordo che mi dissero che avevano amato moltissimo il mio lavoro, e che per loro era molto importante avere un film come il mio in concorso. A 31 anni da quell’incontro e da quelle parole, mi sento di considerare questo Leone d’Oro come un atto di giustizia tanto poetica quanto politica”.

Al regista spagnolo Pedro Almodovar il Leone d’oro alla carriera della Mostra dei Cinema di Venezia

Applausi, emozione e consenso per un commosso Almodovar, che ha riscaldato il cuore di giornalisti e addetti ai lavori nella prima parte della giornata, baciando il suo Leone d’oro e giocando con i fotografi. Ovazione vera in serata sul red carpet di presentazione di “Marriage Story”, il nuovo film del regista newyorkese Noah Baumbach (“Il calamaro e la balena”, “Giovani si diventa”, “The Meyerowitz Stories”) con Scarlett Johansson, Laura Dern e Adam Driver. La lunga attesa per l’arrivo sul tappeto rosso della divina Scarlett è stato ampiamente ripagato dall’attrice, che ha sfoggiato una mise davvero mozzafiato. Abito rosso firmato Celine a sirena di strass, strapless con corpetto a punta, spacco inguinale, schiena scoperta a rivelare un grande tattoo con tralcio di rose, capelli lisci effetto bagnato, sguardo smokey eyes. Una diva in stile Jessica Rabbit, super sensuale e provocante, che ha regalato grandi emozioni soprattutto ai tanti maschietti presenti dietro le transenne.

Scarlett Johannson sexy e provocante sul red carpet della Mostra del Cinema di Venezia

Non meno acclamata la coprotagonista Laura Dern, elegantissima in un abito lungo color verde oliva firmato Gucci, con applicazioni floreali brillantinate a decorare tutta la parte anteriore. Interessanti le larghe maniche a tre quarti in voile, la fascia in seta sull’orlo e la cinturina in vita nera con glitter.

Laura Dern elegantissima e acclamata alla Mostra del Cinema di Venezia

Consensi decisamente più moderati per il film, in gara per il Leone d’oro. “Marriage Story” ha commosso il pubblico dei giornalisti, che ha accolto in modo però abbastanza timido la storia di questa coppia di artisti (lui Adam Driver nelle vesti di un regista teatrale che vive a New York, lei Scarlett Johansson nella parte di un’attrice che si trasferisce a Los Angeles) che deve attraversare il dolore e lo strazio di un divorzio. Un’opera molto autobiografica per il cineasta Baumbach, e con svariati appigli alla realtà personale anche per Johansson.

Laura Dern, Scareltt Johansson e Adam Driver protagonisti di “Marriage Story” di Noah Baumbach

Quando ho incontrato Noah per parlare di questo progetto che aveva in mente, stavo proprio affrontando un divorzio [dal secondo marito Romain Duriac, ndr]” ha dichiarato Scarlett in conferenza stampa. “Noah non lo sapeva, come io non avevo idea di cosa volesse propormi. Conosco Noah da un sacco di tempo, mi fido molto di lui, abbiamo un dialogo molto aperto. E questo ruolo è magicamente arrivato nel momento giusto, credo sia stato il destino, ma condividere quel dolore mi ha fatto bene”.
A proposito della sceneggiatura, il regista ha rivelato: “Ho scoperto che quando qualche cosa non funziona più è il momento in cui la capiamo meglio, è come guardare la propria casa da fuori. È stato importante per me sapere di poter contare su Adam Driver e Scarlett Johansson, due attori che quando recitano si perdono nella parte ma allo stesso tempo hanno sempre il controllo. Alla fine di una sequenza avevo bisogno di tempo per staccarmi dalla scena, andavo a passeggiare. Vederli al lavoro era come vedere due atleti che si affrontano e si sfidano”.

Noah Baunmbach in gara alla Mostra del Cinema di Venezia con il film “Marriage Story”

Tiepidi consensi alla proiezione riservata alla stampa, anche per un altro atteso film in gara per il Leone d’oro. Il regista newyorkese James Gray (“I padroni della notte”, “Two Lovers”, “C’era una volta a New York”) ha presentato “Ad Astra”, film sceneggiato da lui stesso insieme a Ethan Gross, coprodotto e interpretato da Brad Pitt, affiancato da Liv Tyler, Tommy Lee Jones e Donald Sutherland. Film di genere fantascientifico, “Ad Astra” segue le vicende del maggiore Roy McBride (Pitt), un astronauta che viaggia attraverso i confini del sistema solare per rintracciare il padre scomparso. Finirà però con il portare alla luce un mistero che minaccia la sopravvivenza del pianeta Terra, scoprendo segreti che cambieranno la natura dell’esistenza umana e il posto dell’uomo stesso nell’universo.

Brad Pitt convincente astronauta nel film “Ad Astra” di James Gray

E’ uno dei ruoli più difficili che abbia affrontato nella mia carriera” ha rivelato in conferenza stampa Brad Pitt. “La storia narrata è molto intima, delicata, ci è voluto grande equilibrio e controllo nell’interpretare quel personaggio. Sapevo che la mia recitazione doveva essere misurata e attenta, far sì che la trama si sviluppasse in modo delicato e giusto. Anche per questo abbiamo chiamato a lavorare con noi una serie di amici con cui avevamo già collaborato. Sono molto felice dell’equilibrio che abbiamo raggiunto, è molto vicino alle discussioni che abbiamo avuto sin dall’inizio”.
Una storia piena di citazioni, cinematografiche e non solo, quella narrata in “Ad Astra”, come ha confermato il regista. “Una delle cose bellissime del cinema è che è una combinazione di tutte le altri arti: c’è la pittura, c’è la danza, c’è la coreografia, c’è la cinematografia ovviamente, c’è il teatro, c’è il dramma e anche la letteratura ha un ruolo nella narrazione. Forse sono vecchio stile ma credo molto nella narrativa. Sono stato ossessionato da Moby Dick e volevo utilizzare dei temi che non hanno tempo. Credo nella forza del mito, ho preso degli archetipi per fare questo film”.

Forse il film non è stato del tutto convincente, ma di certo sul tappeto rosso Brad Pitt e compagni hanno strappato grandi applausi e consensi. Un red carpet serale affolatissimo di vip di casa nostra e non solo, sul quale hanno sfilato una bellissima Madalina Ghenea (in abito tutto ricoperto di strass, con scollo romantico e lungo strascico), la modella Bar Rafaeli (in un semplice abito nero, che sottolinea le curve del suo pancione), una sofisticata Liv Tyler (in un lungo abito nero asimmetrico, a lasciar scoperte le spalle e parte della schiena) e il regista James Gray insieme alla moglie Alexandra Dickson Gray.

Bar Rafaeli, Liv Tyler, James Gray e Alexandra Dickson Gray sul red carpet di Venezia

Urletti di gioia, crepitio di flash dei fotografi e grandi applausi da parte del pubblico hanno sottolineato l’arrivo di un Brad Pitt che più invecchia più acquista fascino, elegantissimo in un abito classico nero con papillon nero di ordinanza. Il divo si è concesso con generosità ai tanti fan assiepati dietro le transenne, che lo hanno atteso per ore con i telefonini puntati (pronti a farsi i selfie) e i pennarelli pronti per gli autografi. Ancora una volta Brad non ha deluso. Per la gioia di cinefili, esteti e ammiratori in cerca di cimeli da Festival!

Martina Riva

Musica&Cinema

Da sempre appassionata di tutto ciò che riguarda il mondo dell’intrattenimento, mi sono laureata in Conservazione dei Beni Culturali con una tesi di laurea in Storia del Cinema sul film “Lolita” di Stanley Kubrick. Finita l’università, mi sono trasferita a Los Angeles, dove, tra le altre cose, ho ottenuto un certificate in giornalismo a UCLA; nella Città degli Angeli ho lavorato per varie TV tra cui KTLA, dove per tre anni mi sono occupata principalmente di cinema, coprendo le anteprime mondiali dei film e i principali eventi legati al mondo spettacolo (Golden Globes, Academy Awards, MTV Awards e altri). Nel 2005 sono approdata alla redazione spettacoli di SKY TG24 dove ho lavorato come redattrice, inviata ai Festival e conduttrice. Le mie passioni principali, oltre al cinema, sono i viaggi, il teatro, la televisione, l’enogastronomia e soprattutto la musica rock. Segni particolari? Un amore incondizionato per i Foo Fighters!

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