Basta con gli insulti, serve rispetto, ed è ingeneroso sostenere che il governo è poco attento alle richieste delle Regioni. Con una lettera aperta al Corriere della Sera (oggi 21 luglio), il premier Giuseppe Conte si rivolge ai cittadini della Lombardia e del Veneto. E rivendica con forza il lavoro che il governo sta facendo sull’autonomia differenziata.
Conte spiega che essa non è una bandiera regionale da sventolare, ma una riforma che farà bene all’Italia intera. Si dice pronto a incontrare i governatori anche prima di portare la bozza finale in Consiglio dei ministri. Conte spiega che punta a “realizzare un progetto ben costruito, che vi offra vantaggi reali, che siano sostenibili anche nel tempo. Senza contare che – aggiunge – questo progetto riformatore non è questione affidata esclusivamente alla dialettica Governo-Regioni, in quanto l’ultima parola spetta al Parlamento”.
“Le agenzie riportano, da ultimo, dichiarazioni che scadono nell’insulto, tanto più inaccettabili in quanto pronunciate da rappresentanti istituzionali – scrive Conte -. E rivolte a rappresentanti istituzionali”. Ieri, infatti, il governatore della Lombardia Attilio Fontana aveva parlato di paese “nelle mani di cialtroni che per un pugno di voti soffocano un volano di crescita come l’autonomia e contrabbandano il tutto come una battaglia nord contro sud”.
Parole pesanti dopo il no al pacchetto sull’autonomia proposto dal governo. E aveva dichiarato di voler denunciare agli italiani ”i biechi interessi politici” che si nascondono dietro il mancato accoglimento delle richieste di Lombardia e Veneto. – Ma per il premier Conte è “a dir poco ingeneroso dopo mesi e centinaia di ore di attento lavoro, sostenere che siamo poco attenti alle vostre sensibilità”.
Rivolgendosi ai lombardi e ai veneti, il Presidente del Consiglio sottolinea: “Le vostre richieste stanno a cuore anche a noi. Come pure ci sta a cuore la sorte dei restanti 45 milioni di cittadini italiani”. In questo senso, “se il confronto civile terrà il luogo degli insulti più recenti, mi dichiaro sin d’ora disponibile a incontrare i vostri governatori, per considerazione nei vostri confronti, anche prima di portare la bozza finale in Consiglio dei Ministri, in modo da poterli tenere compiutamente aggiornati”. E conclude: “Per me l’autonomia non è una bandiera regionale da sventolare, ma una riforma che farà bene a voi e all’Italia intera”.
Photo credits: Twitter
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