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Sanremo Giovani 2026, i 15 finalisti: tra loro Selma da Tale e Quale Show

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Immagine generata con AI

La macchina di Sanremo Giovani 2026 è entrata nel vivo: dopo le audizioni live nella Sala A di via Asiago a Roma, sede storica della Rai, sono stati annunciati i 15 artisti finalisti che proseguiranno la corsa verso il palco dell’Ariston, puntando a conquistare un posto al Festival di Sanremo 2027. Tra i nomi selezionati spicca in modo particolare quello di Selma, cantante di Benevento che in questo momento sta vivendo una stagione di visibilità straordinaria, impegnata in contemporanea come concorrente di Tale e Quale Show su Rai 1. Un intreccio di palcoscenici che racconta bene quanto la musica italiana under-30 stia attraversando una fase di fermento creativo.

Chi sono i 15 finalisti: volti noti e nuove promesse

La lista dei selezionati per Sanremo Giovani 2026 è un mix intenzionale di artisti già rodati dalla televisione e talenti emergenti che arrivano dai circuiti indipendenti. Tra i nomi che il grande pubblico riconoscerà subito ci sono Albe, Petit, Plasma, Rob e i Les Votives, tutti con un passato tra i banchi di Amici o sotto i riflettori di X Factor. La loro presenza nella selezione conferma una tendenza ormai consolidata: i talent show televisivi sono diventati uno dei principali canali di accesso all’ecosistema sanremese, anche per la sezione dedicata alle nuove generazioni.

Ma la lista non si esaurisce qui. Albe, originario di Manerbio, in provincia di Brescia, porta in gara il brano Vuoi o non vuoi. Basim, che viene da Patti nel Messinese, concorre con Distanza. Dubrazil, milanese, ha scelto Por Favor, titolo che già nel nome lascia intuire un’influenza ritmica internazionale. Florinda, napoletana, si presenta con Senza ‘E Te, con un chiaro richiamo alla tradizione partenopea. Frambo, aretino, porta Non disturbare.

Tra i finalisti figura anche Gallas, rapper nato a San Giovanni Rotondo nel 2002 e cresciuto a Margherita di Savoia: la sua presenza segnala come il rap e le sonorità urban continuino a trovare spazio anche in un contesto tradizionalmente legato alla canzone d’autore. Completano il quadro Roberta Scandurra, proveniente dall’universo di X Factor, e Lea Gavino, nota al pubblico seriale per il suo ruolo in Skam Italia, la serie adolescenziale di Netflix che ha costruito un seguito fedelissimo. La presenza di Gavino è particolarmente significativa: dimostra come i confini tra recitazione e musica siano sempre più permeabili per le nuove generazioni creative.

→ Leggi anche: Tale e Quale Show 2026: i nuovi volti del cast di Carlo Conti

Selma: da Benevento al doppio palcoscenico

Il nome che più di tutti ha catalizzato l’attenzione mediatica è quello di Selma. La cantante campana, originaria di Benevento, arriva alla finale di Sanremo Giovani 2026 con un curriculum già denso per la sua età. Nel suo percorso c’è la vittoria a Dalla strada al palco, il programma Rai dedicato agli artisti di strada che ha portato in televisione voci autentiche e non contaminate dalle logiche dei talent più strutturati.

Oggi Selma è impegnata su due fronti contemporaneamente: da un lato la corsa sanremese, dall’altro la partecipazione a Tale e Quale Show 2026, il varietà condotto da Carlo Conti che ogni venerdì sera porta in scena le imitazioni canore dei vip. E Selma non si è limitata a partecipare: ha vinto le prime due puntate della stagione, portando in scena le versioni di Raye e Beyoncé con una convincente padronanza vocale. Due artiste di livello internazionale, con range vocali ampi e stili molto diversi tra loro: riuscire a restituirle entrambe con credibilità non è impresa banale, e la doppia vittoria ha confermato il suo talento agli occhi del pubblico generalista.

Questo doppio impegno — Tale e Quale Show da una parte, Sanremo Giovani dall’altra — la rende il personaggio più chiacchierato di questa edizione della selezione. Non è la prima volta che un artista gestisce più percorsi in parallelo, ma la simultaneità e la visibilità di entrambi i contesti rendono il caso di Selma particolarmente emblematico di come funziona oggi la costruzione di una carriera musicale in Italia.

Il meccanismo di Sanremo Giovani e il percorso verso l’Ariston

Per chi non conosce il funzionamento della competizione, vale la pena ricordare che Sanremo Giovani non è semplicemente un concorso parallelo al Festival: è il portale d’ingresso ufficiale per i nuovi artisti che vogliono calcare il palco dell’Ariston nella categoria Nuove Proposte. La selezione avviene per gradi, con audizioni, valutazioni interne e poi una fase televisiva che porta alla scelta dei finalisti destinati a partecipare al Festival vero e proprio.

→ Leggi anche: Ballando con le stelle 2026: i concorrenti rivelano le loro storie (Moreno, Ravagnani, Rossi, Guerritore, Bocchi, Muti, Finardi)

Le audizioni di questa edizione si sono svolte nella Sala A di via Asiago a Roma, uno spazio con una storia musicale importante alle spalle, legato alla produzione radiofonica Rai. La scelta di questa sede non è casuale: è un luogo che ha visto passare generazioni di artisti italiani, e portarvi le audizioni di Sanremo Giovani significa inserire i nuovi talenti in una catena ideale di continuità con la tradizione.

I 15 finalisti annunciati rappresentano la prima selezione: il percorso verso il Festival di Sanremo 2027 prevede ulteriori fasi di valutazione. Non tutti e 15 arriveranno all’Ariston: la competizione si farà più serrata, e sarà la qualità dei brani — oltre alla capacità di tenere il palco — a fare la differenza.

Cosa ci dice questa selezione sulla musica italiana under-30

Guardare la lista dei 15 finalisti di Sanremo Giovani 2026 è un esercizio interessante per capire dove sta andando la musica italiana delle nuove generazioni. Ci sono le radici territoriali forti — Napoli, la Sicilia, la Puglia, la Toscana — che continuano ad alimentare una scena ricca di identità locali. C’è la commistione di generi: dal pop melodico al rap, dalle sonorità internazionali alle influenze della tradizione partenopea. E c’è la presenza crescente di artisti che hanno già una storia televisiva alle spalle, il che pone una domanda legittima sul rapporto tra visibilità mediatica e autenticità artistica.

La risposta, probabilmente, non è binaria. Il fatto che un artista abbia partecipato a Amici o a X Factor non ne compromette il valore artistico, così come venire dai circuiti indipendenti non è di per sé garanzia di originalità. Quello che conta, alla fine, è il brano: a Sanremo — anche nella sezione giovani — è sempre la canzone a fare la differenza. Per approfondire il regolamento e le fasi della competizione, il sito ufficiale Rai dedicato al Festival di Sanremo rimane il riferimento più aggiornato.

Con 15 finalisti che spaziano dal rapper pugliese alla cantante campana già dominatrice di Tale e Quale Show, passando per l’attrice di Skam Italia e i veterani dei talent, questa edizione di Sanremo Giovani si preannuncia come una delle più eterogenee e imprevedibili degli ultimi anni. Il percorso è appena cominciato, e il palco dell’Ariston 2027 è ancora lontano — ma per questi quindici artisti, il cammino verso di esso è finalmente, concretamente, iniziato.

La Redazione di VelvetMag

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