Guido De Maria e SuperGulp: addio al padre dei fumetti in televisione
Il 31 agosto 2026 l’Italia ha perso uno dei suoi narratori più originali e visionari: Guido De Maria, umorista, sceneggiatore e regista modenese, si è spento a 93 anni lasciando un vuoto enorme nel mondo della cultura pop italiana. Il suo nome è indissolubilmente legato a SuperGulp, il programma Rai che ha trasformato il fumetto da passatempo per ragazzi a forma d’arte riconosciuta e amata da intere generazioni. Parlare di Guido De Maria e SuperGulp significa parlare di un pezzo fondamentale della storia televisiva e culturale del nostro Paese, un capitolo che ha plasmato l’immaginario collettivo di milioni di italiani.
Chi era Guido De Maria: un creativo a tutto tondo
Guido De Maria non era soltanto il padre di un programma televisivo di successo. Era un intellettuale poliedrico, capace di muoversi con disinvoltura tra sceneggiatura, regia, umorismo e narrazione visiva. Originario di Modena, città da sempre fertile di talenti creativi, De Maria apparteneva a quella generazione di autori italiani cresciuta nel dopoguerra che aveva imparato a guardare il mondo con ironia e intelligenza, rifiutando la solennità gratuita in favore di uno sguardo acuto e spesso dissacrante.
La sua formazione e la sua carriera lo portarono a frequentare ambienti culturali vivaci e stimolanti. Tra i suoi amici più cari figurava Francesco Guccini, il cantautore e scrittore modenese considerato uno dei più grandi poeti della canzone italiana. Il legame tra i due non era soltanto di amicizia personale: rappresentava una sintonia profonda tra anime creative che condividevano radici geografiche, sensibilità culturale e una certa idea dell’Italia, ironica e affettuosa al tempo stesso. Guccini e De Maria erano espressione di una Modena intellettuale e popolare, capace di produrre arte di qualità senza perdere il contatto con la realtà quotidiana.
De Maria era anche un fumettista e sceneggiatore di talento. Insieme al suo amico Bonvi — al secolo Franco Bonvicini, altro grande nome del fumetto italiano — creò il personaggio di Nick Carter, un’avventura che testimonia la sua capacità di costruire storie capaci di intrattenere senza banalizzare. La collaborazione con Bonvi fu uno degli assi portanti della sua carriera creativa, un sodalizio artistico che produsse lavori capaci di resistere al tempo e di mantenere intatta la propria freschezza.
La nascita di Gulp! e la rivoluzione del fumetto in televisione
Il progetto che avrebbe cambiato per sempre il rapporto degli italiani con il fumetto nacque con il nome originale di Gulp!, poi diventato il celeberrimo SuperGulp. L’idea di Guido De Maria era semplice nella sua genialità: portare sul piccolo schermo della Rai il meglio della produzione fumettistica italiana e internazionale, adattandola per la televisione senza tradirne lo spirito originale. Non si trattava di animare i fumetti nel senso tradizionale del termine, ma di dargli vita attraverso un linguaggio ibrido, capace di preservare la natura grafica delle tavole pur inserendole in un contesto narrativo televisivo.
Il risultato fu un programma unico nel panorama televisivo europeo dell’epoca. SuperGulp non si limitava a mostrare fumetti: li raccontava, li commentava, li metteva in dialogo con il pubblico. Era un format che rispettava l’intelligenza degli spettatori — bambini e adulti — e che trattava il fumetto come quello che era: una forma d’arte a pieno titolo, con la sua grammatica visiva, i suoi autori, la sua storia.
La Rai, all’epoca punto di riferimento assoluto per la televisione italiana, offrì a De Maria la piattaforma ideale per questo esperimento culturale. Il programma andò in onda raggiungendo un pubblico vastissimo, trasformando personaggi che molti conoscevano già dalle pagine dei giornaletti in icone televisive amate da tutti. La forza di SuperGulp stava proprio in questa capacità di allargare il pubblico del fumetto senza snaturarne l’essenza.
I fumetti che hanno fatto la storia del programma
Tra i titoli che animarono SuperGulp figuravano alcuni dei personaggi più amati del fumetto italiano. Lupo Alberto, la creazione di Silver, portava sullo schermo le avventure del simpatico lupo innamorato della gallina Marta, con un umorismo tenero e mai banale. Alan Ford, il capolavoro di Magnus e Bunker, introduceva il pubblico televisivo a un mondo di spionaggio surreale e graffiante, con una satira sociale che ancora oggi risulta sorprendentemente attuale.
Le Sturmtruppe di Bonvi — l’amico e collaboratore di De Maria — portavano sul piccolo schermo la loro irresistibile satira militare, con soldati goffi e burocrazie assurde che smontavano ogni retorica bellicista con leggerezza e intelligenza. Cocco Bill, il cowboy astemio inventato da Jacovitti, aggiungeva al programma la sua vena surreale e il suo umorismo visivo inconfondibile. E poi c’era il Signor Rossi, creato da Bruno Bozzetto, personaggio che incarnava le frustrazioni e le aspirazioni del piccolo borghese italiano con una precisione quasi sociologica.
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Questi non erano semplicemente cartoni animati o adattamenti televisivi: erano opere che riflettevano la società italiana, le sue contraddizioni, i suoi sogni e i suoi vizi. De Maria aveva avuto la capacità e la sensibilità di selezionare il meglio della produzione fumettistica del tempo, costruendo un palinsesto che era al tempo stesso intrattenimento e cultura. Ogni puntata di SuperGulp era una piccola lezione di lettura critica dell’immagine, un invito a guardare il mondo con occhi diversi.
Il lascito culturale: perché SuperGulp conta ancora oggi
A distanza di decenni dalla sua prima messa in onda, l’eredità di SuperGulp rimane straordinariamente viva. Il programma ha contribuito in modo decisivo a legittimare il fumetto come forma culturale degna di attenzione critica in Italia. Prima di SuperGulp, il fumetto era spesso guardato con sufficienza dagli ambienti intellettuali; dopo di esso, era diventato parte integrante del dibattito culturale nazionale.
Questa rivoluzione silenziosa ma profonda è il lascito più importante di Guido De Maria. Egli ha dimostrato che il fumetto poteva essere portato in televisione senza perdere la propria identità, che la cultura popolare poteva essere trattata con rispetto e intelligenza, che il pubblico — anche quello più giovane — era capace di apprezzare qualcosa di più complesso e articolato di quanto la televisione dell’epoca generalmente offrisse.
Il suo lavoro ha aperto la strada a tutte le successive rivalutazioni del fumetto come arte: dalle grandi mostre nei musei alle cattedre universitarie dedicate alla nona arte, dal successo editoriale del graphic novel al riconoscimento internazionale di autori italiani. Senza la pionieristica intuizione di De Maria, questo percorso sarebbe stato certamente più lungo e più difficile.
Non è un caso che molti dei più importanti autori, registi, scrittori e artisti italiani delle generazioni cresciute negli anni Settanta e Ottanta citino SuperGulp come una delle esperienze formative della propria infanzia. Il programma ha educato lo sguardo, ha affinato il senso dell’umorismo, ha insegnato a leggere un’immagine. Sono competenze che non si dimenticano.
Guido De Maria e la scena culturale modenese ed emiliana
Per comprendere appieno la figura di Guido De Maria è necessario inquadrarla nel contesto culturale da cui proveniva. Modena e più in generale l’Emilia-Romagna hanno prodotto nel corso del Novecento una quantità straordinaria di talenti creativi: da Luciano Pavarotti a Enzo Ferrari, da Pier Vittorio Tondelli a Vasco Rossi, da Tonino Guerra a Francesco Guccini. De Maria si inserisce in questa tradizione con piena consapevolezza.
L’amicizia con Guccini non era soltanto un legame personale ma rappresentava una condivisione di visione del mondo. Entrambi erano profondamente radicati nella cultura emiliana, con la sua miscela di pragmatismo e fantasia, di ironia e passione civile, di tradizione popolare e apertura alla modernità. Questa radice comune si riflette nel lavoro di entrambi: nella capacità di parlare a tutti senza abbassare il livello, di intrattenere senza rinunciare alla profondità.

La scena culturale modenese degli anni in cui De Maria costruì la propria carriera era vivace e stimolante. Era un ambiente in cui artisti di diversa provenienza si incontravano, si confrontavano, si influenzavano reciprocamente. Il fumetto, la musica, il cinema, la letteratura: erano tutti campi che si nutrivano a vicenda, producendo un humus creativo eccezionalmente fertile. De Maria fu uno dei protagonisti di questo fermento, capace di trasformare le idee che circolavano in quell’ambiente in progetti concreti e duraturi.
Nick Carter e la collaborazione con Bonvi: un sodalizio creativo
Tra i molti contributi di Guido De Maria al mondo del fumetto e della narrativa italiana, la creazione del personaggio di Nick Carter insieme a Bonvi merita un’attenzione particolare. Bonvi — Franco Bonvicini — era uno degli autori più originali e irriverenti del fumetto italiano, noto soprattutto per le Sturmtruppe. Il sodalizio tra i due produsse un personaggio che si inseriva nella grande tradizione dei detective letterari rileggendola con l’ironia e la libertà creativa che caratterizzava entrambi gli autori.
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Questa collaborazione è emblematica del modo in cui De Maria lavorava: in dialogo costante con altri creativi, capace di valorizzare i talenti altrui mentre esprimeva il proprio. Non era un autore solitario chiuso nel proprio studio, ma un animatore culturale nel senso più pieno del termine, qualcuno che sapeva creare le condizioni perché idee e talenti potessero incontrarsi e moltiplicarsi.
La perdita di Bonvi — scomparso prematuramente — fu certamente un colpo duro per De Maria. Ma il lavoro comune rimase, testimonianza di un’amicizia creativa capace di produrre qualcosa di più grande della somma delle sue parti.
Il ricordo di una televisione che sapeva sognare
La morte di Guido De Maria ci invita inevitabilmente a riflettere su cosa fosse la televisione italiana in quella stagione creativa e su cosa sia diventata. SuperGulp era un programma che nasceva da un’idea forte, da una visione culturale precisa, dalla convinzione che la televisione pubblica avesse il dovere di offrire al proprio pubblico qualcosa di bello e intelligente. Era una televisione che non aveva paura di scommettere sui propri autori, di dare spazio alla creatività, di trattare gli spettatori — anche i più giovani — come persone capaci di apprezzare la qualità.
Questo modello, con tutte le sue imperfezioni e i suoi limiti, ha prodotto risultati straordinari. Ha formato generazioni di spettatori esigenti, ha creato un patrimonio culturale condiviso, ha contribuito a costruire un’identità nazionale che non si esauriva nella politica o nell’economia ma si nutriva anche di storie, immagini, personaggi.
Per approfondire la storia di SuperGulp e il suo impatto sulla cultura italiana è possibile consultare il ricordo di Rai News, che raccoglie testimonianze e documenti sulla vita e l’opera di De Maria. Anche l’agenzia Ansa ha dedicato ampio spazio alla notizia della sua scomparsa, sottolineando la portata del suo contributo alla cultura italiana.
FAQ: Guido De Maria e SuperGulp
Chi era Guido De Maria?
Guido De Maria era un umorista, sceneggiatore e regista originario di Modena, scomparso il 31 agosto 2026 all’età di 93 anni. È noto soprattutto come ideatore di SuperGulp, il programma Rai dedicato ai fumetti italiani e internazionali, e come co-creatore del personaggio Nick Carter insieme all’amico Bonvi.
Cos’era SuperGulp?
SuperGulp — originariamente chiamato Gulp! — era un programma televisivo della Rai ideato da Guido De Maria che portava sul piccolo schermo il meglio della produzione fumettistica italiana e internazionale. Il programma ha avuto un impatto enorme sulla cultura pop italiana, contribuendo a legittimare il fumetto come forma d’arte a pieno titolo.
Qual era il legame tra Guido De Maria e Francesco Guccini?
Guido De Maria e Francesco Guccini erano amici intimi, legati da una lunga amicizia personale e da una condivisione di radici culturali modenesi ed emiliane. Il loro rapporto rappresentava una sintonia profonda tra due grandi creativi della stessa generazione e della stessa terra.
Chi era Bonvi e cosa creò con De Maria?
Bonvi, al secolo Franco Bonvicini, era uno dei più originali fumettisti italiani, celebre per le Sturmtruppe. Insieme a Guido De Maria creò il personaggio di Nick Carter, in un sodalizio artistico che produsse opere significative nel panorama del fumetto italiano.
Con la scomparsa di Guido De Maria, l’Italia perde non soltanto un autore di talento ma un vero e proprio costruttore di cultura: qualcuno che ha saputo vedere nel fumetto un linguaggio universale, capace di parlare a tutti con intelligenza e umorismo, e che ha avuto il coraggio e la visione di portarlo al centro della scena televisiva nazionale. Il suo lavoro continuerà a vivere nelle storie che ha contribuito a raccontare e negli occhi di chi, da bambino o da adulto, ha imparato a guardare il mondo con occhi diversi grazie a SuperGulp.
Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.
