
Palinsesti Rai 2026-2027: il grande rimescolamento dell’autunno
Ogni estate, con la presentazione ufficiale dei nuovi palinsesti, la Rai ridisegna il proprio volto davanti al pubblico e agli addetti ai lavori. Quest’anno, però, la stagione autunnale 2026-2027 porta con sé un rimescolamento più profondo del solito: addii eccellenti, ritorni attesi, scommesse editoriali coraggiose e qualche punto interrogativo che tiene in sospeso milioni di telespettatori. I palinsesti Rai 2026-2027 raccontano un servizio pubblico che cerca di reinventarsi senza perdere il filo con la tradizione, in un panorama televisivo sempre più frammentato dalla concorrenza delle piattaforme streaming. Ecco tutto quello che sappiamo, chi esce di scena, chi resta e cosa ci aspetta sui canali della tv di Stato.
Chi lascia la Rai: gli addii che fanno rumore
Il capitolo delle uscite è, come sempre, quello che cattura per primo l’attenzione. Tra i nomi che non figurano nei palinsesti Rai 2026-2027 spiccano volti che per anni hanno animato le serate e i pomeriggi della televisione pubblica.
Federica Sciarelli e il futuro incerto di Chi l’ha visto?
La notizia che ha suscitato più discussione è senza dubbio la partenza di Federica Sciarelli da Chi l’ha visto?, il programma di Rai 3 dedicato alle persone scomparse che per decenni ha rappresentato un punto di riferimento per le famiglie in cerca di risposte e per il pubblico più fedele alla rete. Sciarelli ha incarnato il programma in modo così totalizzante da renderlo quasi inseparabile dalla sua figura: la sua conduzione empatica, il tono diretto, la capacità di tenere insieme il rigore giornalistico e la partecipazione umana hanno costruito un legame fortissimo con gli spettatori.
Ora che lei se ne va, il futuro del programma resta avvolto nell’incertezza. Secondo quanto riportato da Elle Italia, la Rai non ha ancora annunciato chi prenderà il suo posto né se il format sarà confermato nella sua forma attuale. Si tratta di una delle questioni più delicate dell’intera stagione: Chi l’ha visto? non è solo un programma, è un servizio. Scegliere il successore sbagliato — o peggio, cambiare il format in modo troppo radicale — potrebbe alienare un pubblico che ha costruito con quella trasmissione un rapporto quasi di fiducia civica.
Milo Infante lascia Rai
Un’altra uscita significativa riguarda Milo Infante, che lascia la rete pubblica. Infante aveva portato avanti un’informazione pomeridiana dai toni vivaci e spesso sopra le righe, riuscendo comunque a costruire una sua platea. La sua assenza ridisegna ulteriormente il pomeriggio informativo della Rai, che dovrà trovare nuovi equilibri per presidiare quella fascia oraria.
Paola Perego e Paola Barale fuori dai palinsesti
Tra le esclusioni che hanno fatto discutere, Paola Perego e Paola Barale non figurano nella nuova offerta della Rai. Si tratta di due profili molto diversi tra loro — la prima con una lunga storia di conduzione televisiva e una recente fase di rilancio, la seconda con un percorso più discontinuo — ma entrambe legate all’immaginario della tv generalista italiana. La loro assenza dai palinsesti Rai 2026-2027 è un segnale di come la rete stia scegliendo di investire su altri volti e altri format, come confermato da Vanity Fair Italia.
Via dei Matti: una cancellazione che fa discutere
Tra i programmi che non torneranno c’è anche Via dei Matti n°0, il delizioso spazio musicale condotto da Stefano Bollani e Valentina Cenni. Il programma era diventato nel tempo una piccola rarità: intelligente, musicalmente raffinato, capace di parlare di jazz, classica e canzone d’autore senza mai risultare accademico o distante. Il pubblico lo aveva adottato con affetto, e la sua cancellazione ha generato una reazione di dispiacere genuina tra gli spettatori più fedeli. Bollani e Cenni hanno ricevuto ampio sostegno dal pubblico, ma la Rai ha comunque scelto di non rinnovarlo. Una perdita per chi crede che il servizio pubblico debba anche coltivare nicchie di qualità, non solo inseguire gli ascolti.
Chi rimane: le certezze della nuova stagione
Accanto alle uscite, i palinsesti Rai 2026-2027 confermano una serie di volti e format che rappresentano la spina dorsale dell’offerta pubblica. Le conferme sono tanto importanti quanto le novità: raccontano le priorità editoriali della rete e il tipo di televisione che la Rai vuole continuare a fare.
Salvo Sottile e Ore 14
Salvo Sottile continua con Ore 14, il contenitore pomeridiano di Rai 2 che ha trovato la sua identità mescolando cronaca, approfondimento e intrattenimento leggero. Sottile ha dimostrato di saper tenere la barra dritta in un orario difficile, quello del primo pomeriggio, dove il pubblico è abitudinario ma anche esigente. La sua conferma è un segnale di continuità in una fascia che la rete vuole presidiare con solidità.
Alberto Angela: la cultura raddoppia
Una delle notizie più attese e più apprezzate dai telespettatori è il raddoppio della programmazione di Alberto Angela. Già da anni il divulgatore scientifico è uno dei volti più amati della televisione italiana, capace di portare milioni di persone davanti allo schermo per parlare di storia, arte, archeologia e scienza con una naturalezza disarmante. Il fatto che la Rai abbia scelto di investire ancora di più su di lui — ampliando lo spazio a disposizione dei suoi programmi — dice molto sulla direzione editoriale della rete: la cultura di qualità, se ben raccontata, funziona. Angela è la prova vivente che il servizio pubblico può essere popolare senza essere banale.
Carlo Lucarelli torna con Blu Notte
Un ritorno molto atteso è quello di Carlo Lucarelli con Blu Notte, il programma che ha fatto la storia della televisione italiana raccontando misteri, crimini irrisolti e casi oscuri della cronaca nera con uno stile inconfondibile. Lucarelli è uno dei pochi autori televisivi capaci di fare vera divulgazione storico-giudiziaria senza scivolare nel sensazionalismo. Il suo ritorno in palinsesto è una di quelle notizie che fanno piacere ai vecchi fan e incuriosiscono chi non lo conosce ancora.

Le grandi scommesse: Stefano De Martino e i nuovi progetti
Stefano De Martino si conferma come il nome più centrale dell’intera offerta Rai per la stagione 2026-2027. Dopo il successo travolgente di Affari Tuoi — che ha ridisegnato gli equilibri dell’access prime time italiano — il conduttore napoletano è diventato il punto di riferimento della rete, il volto su cui la Rai scommette di più in termini di visibilità e aspettative.
De Martino non è semplicemente un conduttore di successo: è diventato un fenomeno culturale, capace di intercettare un pubblico trasversale che va dai giovanissimi agli spettatori più tradizionali. La sua presenza nei nuovi palinsesti è al tempo stesso una conferma e una sfida: mantenere quei livelli di ascolto, stagione dopo stagione, non è mai scontato. La Rai lo sa, e per questo lo ha messo al centro della propria strategia comunicativa.
Tra le novità più intriganti annunciate per la stagione c’è anche il fatto che la Rai ospiterà per la prima volta in assoluto un tributo ai Latin Grammy. Si tratta di un segnale di apertura verso un pubblico e una cultura musicale che in Italia è ancora largamente sottorepresentata nella televisione generalista. La musica latina — dal reggaeton alla salsa, dal pop urbano alle nuove sonorità caraibiche — ha conquistato negli ultimi anni un pubblico enorme anche nel nostro Paese, e portarla nella televisione pubblica con un evento di questa portata è una scelta editoriale che guarda al futuro.
Roberto Benigni in prima serata: il grande ritorno
Uno degli annunci che ha fatto più notizia è il ritorno in prima serata di Roberto Benigni. L’attore e regista toscano, premio Oscar e artista tra i più amati in Italia e nel mondo, tornerà sul palcoscenico della televisione pubblica in un appuntamento di cui si attende con curiosità la forma definitiva. Benigni è uno di quegli artisti capaci di fermare il Paese davanti allo schermo: quando parla, quando recita, quando interpreta un testo — che sia Dante, la Costituzione o un monologo originale — lo fa con una potenza comunicativa che pochi altri possono vantare.
Il suo ritorno in prima serata è una di quelle notizie che vanno al di là dei palinsesti: è un evento culturale prima ancora che televisivo. E il fatto che la Rai lo abbia voluto al centro della propria offerta dice molto sull’ambizione della rete di fare televisione che sia, al tempo stesso, popolare e di spessore.
Le sfide strutturali della Rai nel 2026
Al di là dei singoli nomi e dei singoli programmi, i palinsesti Rai 2026-2027 si inseriscono in un contesto più ampio che vale la pena leggere con attenzione. La televisione lineare è sotto pressione da anni: le piattaforme streaming hanno cambiato le abitudini di consumo, i giovani guardano sempre meno la tv tradizionale, e il concetto stesso di “palinsesto” — ovvero la griglia oraria fissa — è sempre più in discussione.
La Rai risponde a queste sfide in modi diversi. Da un lato, punta sulla qualità e sulla riconoscibilità dei volti: Angela, Benigni, Lucarelli, De Martino sono nomi che portano pubblico perché il pubblico si fida di loro. Dall’altro, cerca di allargare la propria offerta verso nuovi generi e nuovi pubblici — come dimostra l’apertura verso la musica latina con il tributo ai Latin Grammy.
Resta però aperta la questione del servizio pubblico in senso stretto: programmi come Chi l’ha visto? non sono solo contenuto televisivo, sono infrastruttura sociale. La loro sopravvivenza — e la qualità della loro conduzione — riguarda non solo gli ascolti, ma il ruolo che la Rai vuole continuare a svolgere nella vita civile del Paese.
Domande frequenti sui palinsesti Rai 2026-2027
Chi condurrà Chi l’ha visto? dopo Sciarelli?
Al momento la Rai non ha ancora comunicato ufficialmente il nome del nuovo conduttore né se il programma sarà confermato nella sua forma attuale. La situazione resta in evoluzione.
Alberto Angela avrà più spazio nella nuova stagione?
Sì. La Rai ha confermato il raddoppio della programmazione dedicata ad Alberto Angela, uno dei segnali più chiari dell’investimento della rete sulla divulgazione culturale di qualità.
Dove trovare informazioni ufficiali sui palinsesti Rai?
Il sito ufficiale della Rai pubblica tutte le informazioni aggiornate sulla presentazione dei palinsesti all’indirizzo rai.it/presentazionepalinsesti.
Un autunno di transizione, ma con idee chiare
Guardando nel complesso i palinsesti Rai 2026-2027, emerge il ritratto di una televisione pubblica in movimento: non in crisi, ma in cerca di un nuovo equilibrio tra continuità e innovazione. Le uscite — alcune dolorose, come quella di Sciarelli — segnano la fine di un’epoca; i ritorni — Benigni, Lucarelli — ricordano che la memoria televisiva del Paese è un patrimonio da non disperdere; le conferme — Angela, De Martino, Sottile — indicano dove la rete ha scelto di investire la propria credibilità. La stagione che si apre sarà un banco di prova importante: per i nuovi format, per i volti che dovranno riempire spazi lasciati vuoti, e per la Rai stessa, che dovrà dimostrare di saper essere ancora, nel 2026, il punto di riferimento della televisione italiana.
Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.












