La Corte Suprema degli Stati Uniti ha stabilito lunedì a Washington che Lisa Cook, governatrice della Federal Reserve, potrà restare al suo posto almeno fino alla conclusione del procedimento giudiziario sul tentativo di Donald Trump di rimuoverla, dopo le accuse mosse dalla Casa Bianca su presunte irregolarità legate a un mutuo.
La Corte Suprema ferma Trump sul caso Lisa Cook
La decisione della Corte Suprema arriva dopo mesi di scontro tra la Casa Bianca e la Federal Reserve, la banca centrale americana, attorno a un tema delicato: quanto può spingersi il presidente nel rimuovere i vertici degli enti federali indipendenti. Nel caso di Lisa Cook, nominata nel 2022 da Joe Biden, i giudici hanno scelto una linea prudente: il licenziamento resta sospeso, come già deciso lo scorso ottobre, finché la causa non sarà definita.
Trump aveva tentato di allontanare Cook accusandola di aver falsificato documenti per ottenere un mutuo immobiliare. La governatrice ha respinto le accuse e ha rivendicato la propria indipendenza. “Mi sono rifiutata di piegarmi alle pressioni politiche e ho continuato a fissare i tassi di interesse basandomi su ciò che è meglio per il popolo americano”, ha dichiarato dopo la sentenza, con un tono misurato ma fermo.
Per la Corte, la Federal Reserve conserva una posizione diversa rispetto ad altre agenzie federali. Non è un dettaglio tecnico. La sua autonomia, legata alla gestione della politica monetaria e alla stabilità dei mercati, viene considerata un presidio istituzionale da trattare con cautela.
Il precedente Slaughter e il potere sulle agenzie federali
La pronuncia su Lisa Cook va letta accanto a un’altra decisione, di segno diverso, che ha riguardato Rebecca Slaughter, commissaria della Federal Trade Commission. In quel caso la Corte, a maggioranza conservatrice, ha consentito la rimozione decisa da Trump, aprendo la strada a un ampliamento dei poteri presidenziali sugli enti indipendenti.
Fino a oggi, il principio fissato da una sentenza del 1935 aveva limitato la possibilità del presidente di mandare via, a propria discrezione, funzionari nominati con procedure che coinvolgono anche il Parlamento. Ora quel quadro appare meno solido. Trump, nel suo secondo mandato, ha già licenziato diversi funzionari, sciolto consigli direttivi e aumentato la pressione su varie strutture federali.
Eppure, sulla Fed, i giudici hanno scelto un passo diverso. Nel testo della decisione viene riconosciuta alla banca centrale un’autonomia “eccezionale” rispetto agli altri enti. Una formula pesata, che non chiude ogni porta al presidente, ma segnala un confine. Almeno per ora.
Chi è Lisa Cook, prima donna nera nel Board della Fed
Lisa Cook, 62 anni, è originaria della Georgia e proviene da una famiglia afroamericana legata al movimento per i diritti civili. Suo zio, Samuel DuBois Cook, fu compagno di classe di Martin Luther King Jr.; lei stessa ha raccontato in passato di portare ancora le cicatrici delle violenze subite da ragazza, in un contesto segnato da razzismo e segregazione.
Dopo gli studi in filosofia e fisica allo Spelman College, Cook ha conseguito un dottorato in economia e ha insegnato economia e relazioni internazionali alla Michigan State University. La sua attività accademica si è concentrata sulle banche centrali internazionali, sulle crisi finanziarie, sulle disuguaglianze economiche prodotte dalle discriminazioni razziali e sul rapporto tra innovazione e crescita.
Nel 2022, con la nomina di Joe Biden, è diventata la prima donna nera a entrare nel Consiglio dei Governatori della Federal Reserve. Un passaggio istituzionale di peso, anche simbolico. Cook ha spesso parlato delle barriere incontrate dalle donne nere nel mondo dell’economia, un ambiente ancora dominato da reti accademiche e finanziarie ristrette.
Autonomia della Fed e prossime mosse della Casa Bianca
La sentenza non elimina del tutto il nodo politico. La Corte Suprema non ha affermato in modo definitivo che un presidente non possa mai licenziare un membro della Federal Reserve. Ha però stabilito che, nel caso di Lisa Cook, la rimozione non può diventare effettiva prima della conclusione del giudizio.
Trump non ha mostrato l’intenzione di arretrare. Secondo quanto riferito dalla Casa Bianca, verranno adottate “le misure opportune per garantire che una persona che ha commesso illeciti non prenda decisioni vitali per il benessere degli Stati Uniti d’America”. Una frase che lascia intendere nuovi passaggi legali, forse anche nuove pressioni politiche.
Per Cook, invece, il punto resta l’indipendenza della politica monetaria. “La decisione odierna riafferma un principio che ha sostenuto una gestione economica sana per generazioni”, ha spiegato la governatrice, aggiungendo che la Fed deve decidere sulla base di evidenze e giudizio indipendente, “libera da interferenze politiche”. In gioco, più del destino di una singola funzionaria, c’è il rapporto tra presidenza americana, istituzioni indipendenti e fiducia dei mercati.






