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Torna l’ora solare: lancette indietro di un’ora

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Nel corso della notte tra sabato 26 e domenica 27 ottobre 2024, l’Italia tornerà ufficialmente all’ora solare. Sposteremo le lancette degli orologi indietro di un’ora. Questo segnerà la fine dell’ora legale, che era in vigore dallo scorso marzo. E comporterà il ritorno a giornate con meno luce diurna. Una condizione che durerà fino alla prossima primavera.

Perché si cambia l’ora?

Il cambiamento dall’ora legale all’ora solare serve a sfruttare al meglio le ore di luce naturale durante la giornata, riducendo così il consumo energetico. Questo sistema va avanti in molti Paesi da decenni, sebbene oggi sia oggetto di dibattiti e discussioni sull’effettiva necessità e sui suoi effetti a lungo termine. L’ora legale, che ci ha accompagnato per tutta la stagione primaverile ed estiva, consentiva di ‘guadagnare’ un’ora di luce serale, permettendo di ridurre l’uso dell’illuminazione artificiale. Con l’avvicinarsi dell’inverno, però, le ore di luce naturale si riducono, rendendo meno significativo il mantenimento dell’ora legale.

Foto Ansa/Massimo Percossi

Ora solare, effetti sull’organismo

Il passaggio all’ora solare può avere conseguenze sul nostro organismo, in particolare sul ritmo circadiano, cioè l’orologio biologico che regola i nostri cicli di sonno e veglia. Anche se il cambiamento comporta un ‘guadagno’ di un’ora di sonno, molte persone avvertono disturbi nei giorni immediatamente successivi, come stanchezza, difficoltà di concentrazione e un senso generale di sfasamento.

Secondo gli esperti, per adattarsi più facilmente al cambio di orario, è consigliabile anticipare gradualmente le proprie abitudini nei giorni precedenti, come andare a dormire prima e ridurre l’uso di dispositivi elettronici la sera. Inoltre, passare del tempo all’aria aperta durante le ore di luce naturale può aiutare l’organismo a regolare meglio i propri ritmi.

Impatto energetico ed economico

Dal punto di vista energetico, il ritorno all’ora solare comporta un aumento dei consumi, soprattutto nelle ore serali. Durante l’ora legale, infatti, si stima che il risparmio energetico complessivo per il paese sia significativo, anche se negli ultimi anni i vantaggi sembrano essere diminuiti con l’evolversi delle tecnologie e l’uso di fonti di energia rinnovabile.

Foto Ansa/Mychele Daniau

L’Italia, insieme ad altri paesi europei, sta ancora discutendo sull’eventuale abolizione del cambio dell’ora. L’Unione Europea aveva avviato un dibattito nel 2018, suggerendo la possibilità di mantenere un orario fisso tutto l’anno, ma la decisione finale è stata rinviata e, per ora, il meccanismo del cambio d’ora resta in vigore.

Quando si tornerà all’ora legale?

L’ora solare rimarrà in vigore fino al prossimo 31 marzo 2025, quando le lancette verranno spostate di nuovo in avanti per il ritorno dell’ora legale. Questo ciclo annuale continuerà fino a nuove disposizioni, qualora si prendesse una decisione definitiva in merito all’abolizione del cambio orario stagionale al livello dei 27 Stati membri dell’Unione europea.

In sintesi, il cambio di orario, seppur percepito con fastidio da alcuni, continua a rappresentare una misura volta a ottimizzare l’uso dell’energia, sebbene i suoi benefici siano sempre più messi in discussione. C’è, fra le altre, l’ipotesi di restare per tutti e 12 i mesi dell’anno con l’ora legale. In modo da evitare il cambio e relativi disturbi di ordine biologico-emotivo. E al tempo stesso mantenere il più possibile i vantaggi in termini di risparmio energetico.

Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma. Ha scritto La Storia di Asti e la Storia di Pisa per Typimedia Editore. Segui Domenico su Facebook Segui Domenico su Linkedin

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