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Premio Nobel per la Fisica a John Hopfield e Geoffrey Hinton

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Il Premio Nobel per la Fisica 2024 è stato assegnato a John Hopfield e Geoffrey Hinton per i loro studi pionieristici sulle reti neurali. Hanno gettato le basi dell’apprendimento automatico, rivoluzionando il campo dell’intelligenza artificiale e aprendo la strada a nuove applicazioni in vari settori. 

Innovazione nelle reti neurali

I vincitori del Nobel, John Hopfield e Geoffrey Hinton, hanno contribuito alla creazione delle reti neurali, un modello matematico ispirato al cervello umano che consente ai computer di apprendere da esperienze, anziché seguire istruzioni predeterminate. Questo approccio ha portato a progressi fondamentali nel riconoscimento di immagini, linguaggio naturale e robotica. L’IA è diventata un campo cruciale grazie agli sviluppi nelle reti neurali, capaci di emulare funzioni complesse come la memoria e l’apprendimento. Le applicazioni variano dall’analisi delle immagini all’intelligenza artificiale per scopi scientifici, industriali e quotidiani.

Foto Ansa/Epa Christine Olsson

Il monito di Hinton sull’IA

Geoffrey Hinton, nel 2023, si è dimesso da Google per esprimere preoccupazione sui rischi dell’IA, prevedendo un possibile scenario in cui le macchine potrebbero superare l’intelligenza umana. Questo monito sottolinea l’importanza di regolamentare lo sviluppo dell’IA per garantire che rimanga sicura e controllabile. Le scoperte di Hopfield e Hinton hanno rivoluzionato il modo in cui l’intelligenza artificiale viene sviluppata e utilizzata, aprendo nuove frontiere nella scienza e nella tecnologia.

Le motivazioni del Nobel

Per ciò che riguarda le motivazioni con le quali l’Accademia di Svezia ha assegnato i Nobel, ecco la dichiarazione ufficiale. “I due premi Nobel per la Fisica di quest’anno hanno utilizzato strumenti della fisica per sviluppare metodi che costituiscono il fondamento del potente machine learning di oggi. John Hopfield ha creato una memoria associativa in grado di archiviare e ricostruire immagini e altri tipi di modelli nei dati. Geoffrey Hinton ha inventato un metodo in grado di trovare autonomamente proprietà nei dati e quindi eseguire compiti come identificare elementi specifici nelle immagini”.

John J. Hopfield e Geoffrey E. Hinton. Foto Ansa/Epa Nobel Prize

Hopfield, il Nobel a 91 anni

Il Premio Nobel John J. Hopfield è nato a Chicago nel 1933: ha 91 anni e alle spalle una lunga carriera scientifica conclusa nell’Università di Princeton. Nato da una coppia di fisici polacchi, si è laureato allo Swarthmore College nel 1954 e nel 1958 ha conseguito il dottorato di ricerca in Fisica alla Cornell University. Per due anni ha lavorato come teorico nei laboratori Bell, ai quali è rimasto legato per i successivi 35 anni.

In seguito ha insegnato Fisica all’Università della California e a Berkeley, poi in quella di Princeton e poi si è trasferito al California Institute of Technology (Caltech), dove nel 1986 è stato tra i fondatori del programma di Calcolo e sistemi neurali e dove ha insegnato Chimica e Biologia. Poi è tornato a Princeton, dove ha insegnato Biologia molecolare. Fisica e biologia sono stati i punti di riferimento di tutta la sua produzione scientifica, fino alle ricerche sulle reti neurali artificiali.

Il più giovane destinatario del Premio Nobel per la Fisica è stato il fisico e cristallografo britannico Lawrence Bragg, che aveva 25 anni quando fu premiato, nel 1915, per gli studi condotti sull’analisi della struttura cristallina per mezzo dei raggi X insieme al padre. ll più anziano è stato il fisico statunitense Arthur Ashkin, arrivato al Nobel nel 2018 all’età di 96 anni grazie alle invenzioni rivoluzionarie nel campo della fisica dei laser, insieme a Donna Strickland e Gérard Mourou.

Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma. Ha scritto La Storia di Asti e la Storia di Pisa per Typimedia Editore. Segui Domenico su Facebook Segui Domenico su Linkedin

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