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Di Maio, la nuova vita del Rappresentante Ue fra gli sceicchi

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L’ex ministro degli Esteri Luigi Di Maio ha annunciato sui social media, com’è ormai costume per molti personaggi pubblici, la nascita del suo primo figlio: Gabriel. Il bambino è nato a Berlino, dove Di Maio vive da tempo con la compagna Alessia D’Alessandro, economista e ricercatrice. Di Maio ha condiviso la sua felicità e gratitudine sui suoi account per questo momento speciale, descrivendo il piccolo Gabriel come “il figlio di un amore straordinario”.

Rappresentante Ue nel Golfo Persico

Di Maio e D’Alessandro convivono da alcuni anni e la loro relazione è stata in passato al centro dell’attenzione mediatica. La compagna di Di Maio, laureata in economia, ha lavorato in Germania per varie istituzioni e organizzazioni internazionali. Proprio a Berlino, dove la coppia ha scelto di vivere, è nato il loro primo figlio, Gabriel.

Luigi Di Maio con l’Emiro del Qatar, Al Thani. Foto X @EUSR_Gulf

Secondo fonti vicine alla famiglia, la decisione di far nascere Gabriel in Germania riflette anche il desiderio di garantire al piccolo una doppia cittadinanza, che potrebbe offrirgli maggiori opportunità in futuro. La coppia ha sempre mantenuto un profilo piuttosto riservato riguardo alla propria privata, ma l’annuncio della nascita è stato accompagnato da un’esplosione di affetto mediatico.

In ogni caso, Luigi Di Maio da 2 anni non è più al centro della cronaca politica e mondana italiana. Dallo scorso anno ricopre la carica di Rappresentante speciale dell’Unione europea per il Golfo Persico, su indicazione dell’Alto rappresentante per la politica estera della Ue, Josep Borrell. Un ruolo di tipo politico-diplomatico, all’interno di un’élite di tecnocrati. Un ruolo che mai si sarebbe pensato assimilabile a un ex capo politico dei Cinque Stelle. Invece sono copiosi i post social che Di Maio pubblica suo suo account istituzionale: incontri con il principe ereditario dell’Arabia Saudita, Mohammad Bin Salman, o con l’Emiro del Qatar
Tamim bin Hamad Al Thani.

Di Maio, low profile dopo la politica

Per quanto riguarda la sua vita privata, Luigi Di Maio ha sempre espresso pubblicamente il desiderio di costruire una famiglia. Nel corso degli anni, durante varie interviste, ha parlato del suo desiderio di diventare padre, un sogno che ora si è realizzato. La nascita del figlio Gabriel rappresenta dunque un nuovo capitolo per l’ex ministro degli Esteri ed ex capo politico dei Cinque Stelle, movimento para-rivoluzionario che 10 anni fa avrebbe voluto “aprire il parlamento come una scatoletta di tonno” (così disse il fondatore Beppe Grillo).

Ma ormai sono lontani i tempi in cui l’attuale Rappresentante speciale dell’Unione europea per il Golfo Persico pubblicava sui social video-invettive contro il PD, che definì il “partito di Bibbiano” o proclamava in Tv che il Governo pentastellato avrebbe “abolito la povertà“. Lontani anche i tempi in cui lanciava il suo partito personale Insieme per il Futuro, che raccolse scarsissimi consensi alle elezioni politiche del 2022.

Adesso, con una madre come Alessia D’Alessandro, esperta di economia a livello internazionale, e un padre che ha ricoperto incarichi di primo piano nel Governo italiano, il piccolo Gabriel potrà contare su un futuro ricco di benessere materiale e dell’opportunità di inserirsi nella società ad alto livello.

Non è però mai spianato a prescindere il percorso emotivo e psicologico dei figli dei potenti. Spesso i genitori finiscono con l’occuparsi poco di loro e i bambini crescono sballottati da un luogo all’altro e da una coppia di nonni all’altra. L’auspicio è che il piccolo Di Maio non debba affrontare queste difficoltà. Il padre, del resto, ha dichiarato che intende crescerlo trasmettendogli i valori che egli sostiene abbiano guidato la sua carriera politica e personale. Ossia onestà, rispetto per gli altri e responsabilità civica.

Luigi Di Maio con la compagna Alessia D’Alessandro. Foto X @UnioneSarda

Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma. Ha scritto La Storia di Asti e la Storia di Pisa per Typimedia Editore. Segui Domenico su Facebook Segui Domenico su Linkedin

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