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Redditometro 2024 (ridimensionato): ecco che cosa cambierà

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Il Redditometro è uno strumento fiscale utilizzato dall’Agenzia delle Entrate per verificare la congruenza tra il reddito dichiarato dai contribuenti e le loro spese. Questo metodo di controllo fiscale, introdotto in Italia nel 2010, ha subito diverse modifiche nel corso degli anni, con l’ultimo aggiornamento significativo nel 2024. Le recenti modifiche al Redditometro riflettono un cambiamento di approccio verso una maggiore focalizzazione sui grandi evasori fiscali, con l’obiettivo di ridurre l’invasività nei confronti dei contribuenti con redditi medi e bassi.

Le nuove soglie di controllo

Una delle principali novità del Redditometro 2024 riguarda le soglie di controllo. Le nuove regole stabiliscono che i controlli avverranno solo per i contribuenti con discrepanze significative tra reddito dichiarato e spese. In particolare, il Redditometro si attiverà solo per redditi superiori ai 70.000 euro e quando la differenza tra il reddito dichiarato e le spese effettive supera il 20%. Questo cambiamento mira a concentrare gli sforzi dell’Agenzia delle Entrate sui grandi evasori fiscali, riducendo al contempo la pressione sui contribuenti che presentano discrepanze minori.

Foto X @ItalianPolitics

Obiettivi del nuovo Redditometro

Il Governo ha espresso chiaramente l’intenzione di utilizzare il Redditometro come strumento per combattere l’evasione fiscale a livelli più alti. L’idea è di rendere il sistema meno invasivo per i cittadini comuni, focalizzandosi invece su coloro che cercano di evadere tasse su importi significativi. Il vice ministro dell’Economia, Maurizio Leo, ha dichiarato che l’obiettivo è di creare un “fisco amico“, che sia giusto e proporzionato, intervenendo principalmente sui casi di evasione più gravi.

Come funziona

Il funzionamento del Redditometro si basa su una serie di indici di spesa che vengono confrontati con il reddito dichiarato. Tra le spese monitorate vi sono i costi per l’abitazione, l’auto, le spese di istruzione, i viaggi, e altre spese di consumo. In base alle nuove regole, l’Agenzia delle Entrate effettuerà un’analisi più dettagliata delle spese dei contribuenti con redditi elevati, utilizzando dati provenienti da diverse fonti, inclusi i dati delle carte di credito e delle utenze.

Reazioni al redditometro

Le modifiche al Redditometro hanno suscitato reazioni diverse. Da un lato, molti contribuenti e associazioni di categoria hanno accolto positivamente l’idea di ridurre l’invasività dei controlli fiscali per la maggior parte dei cittadini. Dall’altro lato, alcuni esperti fiscali hanno sollevato preoccupazioni riguardo all’efficacia del sistema nel combattere realmente l’evasione fiscale su larga scala.

L’opposizione ha criticato le modifiche, sostenendo che potrebbero indebolire gli strumenti a disposizione per la lotta all’evasione fiscale. Tuttavia, il Governo ha ribadito che l’obiettivo principale è di rendere il sistema fiscale più equo e meno oppressivo, concentrando le risorse sui casi di evasione più rilevanti.

Il redditometro è in funzione dal 2010. Foto X @LaStampa

Implicazioni future

Le nuove regole del Redditometro 2024 rappresentano un passo verso un approccio più mirato e meno invasivo nella lotta all’evasione fiscale. Questo cambiamento potrebbe portare a una maggiore accettazione del sistema fiscale da parte dei contribuenti, migliorando il rapporto tra cittadini e fisco. Tuttavia, sarà fondamentale monitorare l’efficacia di queste modifiche nel lungo termine e valutare se gli obiettivi di riduzione dell’evasione fiscale verranno effettivamente raggiunti.

In sintesi, il Redditometro 2024 introduce importanti novità che mirano a concentrare i controlli sui grandi evasori fiscali, riducendo l’invasività per i contribuenti con redditi più bassi. Questi cambiamenti rappresentano un tentativo del Governo di creare un sistema fiscale più giusto e proporzionato, in grado di combattere l’evasione senza penalizzare eccessivamente i cittadini comuni.

Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma. Ha scritto La Storia di Asti e la Storia di Pisa per Typimedia Editore. Segui Domenico su Facebook Segui Domenico su Linkedin

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