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Iran, i funerali del capo di Hamas

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I funerali di Ismail Haniyeh, capo politico di Hamas, hanno avuto luogo l’1 agosto a Teheran. Massiccia la partecipazione di persone e la presenza di alti funzionari iraniani. L’Iran ha chiuso il suo spazio aereo. La tensione con Israele, già in crescita dopo l’uccisione di Haniyeh, aumenta.

Una cerimonia solenne

L’ayatollah Ali Khamenei, Guida Suprema dell’Iran, ha presieduto la preghiera funebre, sottolineando l’importanza della figura di Haniyeh per la resistenza palestinese. Il funerale si è trasformato in una manifestazione di forza e di unità, con la partecipazione di migliaia di cittadini iraniani che hanno riempito le strade di Teheran per rendere omaggio al leader di Hamas.

Foto Ansa/Epa Abedin Tahrkenareh

L’Iran chiude lo spazio aereo

In concomitanza con i funerali, l’Iran ha annunciato la chiusura del proprio spazio aereo, una mossa interpretata come un segnale di preparazione per una possibile risposta militare a Israele. Le tensioni tra i due paesi sono ai massimi storici, con numerosi incidenti e attacchi registrati nelle ultime settimane.

Reazioni internazionali

Il Segretario di Stato americano Antony Blinken ha esortato tutte le parti coinvolte a evitare un’escalation ulteriore. “È cruciale che le tensioni non sfocino in un conflitto aperto. Stiamo lavorando con i nostri alleati per trovare una soluzione diplomatica” ha dichiarato Blinken in una conferenza stampa.

L’Iran e il ruolo di Hamas

Hamas, l’organizzazione di cui Haniyeh era uno dei principali leader, ha promesso vendetta per la sua morte. In un comunicato, il gruppo ha dichiarato: “La morte di Haniyeh non sarà vana. Continueremo la nostra lotta fino alla liberazione della Palestina“. La retorica infuocata di Hamas ha ulteriormente complicato gli sforzi diplomatici per calmare la situazione.

L’uccisione di Haniyeh e i conseguenti funerali a Teheran rappresentano un punto di svolta nelle relazioni tra Iran e Israele. Gli analisti prevedono che la situazione potrebbe deteriorarsi rapidamente se non i principali attori geopolitici del Medio Oriente non prenderanno misure immediate per la de-escalation. La chiusura dello spazio aereo iraniano è vista come una realtà che preannuncia possibili azioni militari, con l’Iran che potrebbe cercare di dimostrare la sua capacità di risposta.

Una donna tiene in mano una foto del defunto leader politico di Hamas Ismail Haniyeh durante il suo corteo funebre. Foto Ansa/Epa Abedin Taherkenareh

Medio Oriente, si rischia una guerra totale

I funerali di Ismail Haniyeh a Teheran hanno accentuato le tensioni tra Iran e Israele, con il rischio di un’escalation militare. La comunità internazionale, guidata dagli Stati Uniti, sta cercando di mediare per evitare un conflitto aperto. Nel frattempo, la situazione rimane altamente instabile, con sviluppi che potrebbero avere ripercussioni significative per la sicurezza regionale e globale.

L’assassinio del comandante Ismail Haniyeh è un atto codardo e non passerà sotto silenzio” ha dichiarato Musa Abou Marzouk, uno dei maggiori dirigenti di Hamas in una delle prime dichiarazioni. Le Guardie rivoluzionarie dell’Iran hanno dichiarato che “stanno indagando sull’incidente della morte del capo politico di Hamas e annunceranno i risultati dell’indagine in seguito“. Nel frattempo Israele tace. Nessuna assunzione di responsabilità da parte del Governo e dall’Idf, secondo quanto riporta la Radio militare israeliana.

La tv di Stato iraniana riferisce che l’uccisione di Ismail Haniyeh ritarderà di diversi mesi l’accordo di cessate il fuoco e il rilascio degli ostaggi a Gaza e provocherà una rappresaglia da parte dei gruppi sostenuti dall’Iran nella regione. Lo riportano i media israeliani. Funzionari iraniani sottolineano che le dichiarazioni della televisione di Stato riflettono le opinioni del leader supremo Khamenei e del Governo.
Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma. Ha scritto La Storia di Asti e la Storia di Pisa per Typimedia Editore. Segui Domenico su Facebook Segui Domenico su Linkedin

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