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Maternità surrogata reato universale: il ddl in dirittura d’arrivo

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Via libera della commissione Giustizia del Senato al disegno di legge che introdurrà, se confermato anche in Aula, il reato universale di maternità surrogata. Concluso l’esame degli emendamenti e le dichiarazioni di voto, lo scorso 3 luglio i gruppi hanno dato il mandato al relatore per l’approdo in Aula. A favore il Centrodestra, contrarie tutte le opposizioni. Il provvedimento, che porta la firma di Fratelli d’Italia, fortemente voluto dalla premier Meloni, aveva ricevuto il via libera dalla Camera il 26 luglio 2023.

Le ragioni del Centrodestra sono riassunte nelle affermazioni della vice capogruppo di FdI alla Camera, Augusta Montaruli. “La maternità surrogata – afferma – è una pratica indegna, che trasforma il corpo delle donne e la procreazione di bambini come merce da vendere al miglior offerente. Tutto questo è oltremodo abominevole e nulla c’entra con la libertà di essere genitore o di fare del proprio corpo ciò che si desidera“.

Esultanza alla Camera, lo scorso anno, per l’approvazione della legge contro la maternità surrogata. Foto Ansa/Massimo Percossi

Il reddito di maternità

Intanto il senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri rilancia il reddito di maternità. “La mia proposta di legge è un testo di avvio. Se ne potrà discutere. Io mi sono confrontato con il mio partito“. Gasparri vorrebbe assegnare un reddito di 1000 euro al mese per 12 mesi alle donne in difficoltà economiche e con un Isee fino a 15mila euro, se rinunciano ad abortire. Inoltre, per ogni figlio, dal terzo in poi scatterebbe una maggiorazione di 50 euro al mese e di 100 per ogni figlio con disabilità fino al diciottesimo anno d’età.

Gasparri ha ribadito che il reddito di maternità è “un’opportunità che nasce da una scelta della donna“. E a chi obietta che i suo ddl potrebbe attrarre attenzione solo per ragioni economiche, ha replicato: “Qualsiasi legge può essere aggirata, non posso escluderlo ma io parto dalla realtà e dalla buona fede“. Infine, sul fatto che il contributo è previsto solo per le italiane ha spiegato: “Ho usato il criterio della cittadinanza italiana non come un concetto etnico ma amministrativo e giuridico. Vorrei evitare che una canadese, nel senso di non italiana, possa venire qua per approfittarne“.

Foto X @Agenzia_Ansa

La reazione delle opposizioni

Al termine della commissione Giustizia che ha approvato il disegno di legge di Fratelli d’Italia, e che dovrà passare all’aula del Senato per l’ok definitivo, ha parlato anche il senatore del PD Alfredo Bazoli. “È francamente inaccettabile che si facciano le corse per approvare in Commissione un provvedimento che non è neanche calendarizzato per l’Aula e ci sia il totale silenzio, da parte dei presidenti di commissione, sul fine vita. Che invece è in calendario per l’aula il 17 settembre. Su quel disegno di legge non si fa niente, non sono state convocate le commissioni mentre si obbliga la commissione Giustizia a lavorare a tappe forzate per chiudere un provvedimento, quello sulla maternità surrogata, che ha carattere ideologico e interessa alla maggioranza“.

Riferendosi al disegno di legge sul fine vita, Bazoli ha ricordato che si tratta di un “provvedimento in quota opposizioni, di fatto“. Ma di cui non c’è traccia nelle commissioni Affari sociali e Giustizia del Senato che dovrebbero avviare la discussione, in vista dell’approdo in Aula già fissato al 17 settembre. Per la senatrice dem Anna Rossomando, “la maggioranza dimostra così di non saper affrontare i temi attuali. Ogni volta che c’è una questione che obbliga a fare i conti con l’attualità e con il futuro, loro sono incapaci di stare sui cambiamenti. E questo si traduce in un cinismo rispetto alla vita delle persone”. Riguardo alla maternità surrogata, anche detta GPA Gestazione Per Altri, o utero in affitto, il Vaticano ha espresso lo scorso aprile la sua condanna totale.

Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma. Ha scritto La Storia di Asti e la Storia di Pisa per Typimedia Editore. Segui Domenico su Facebook Segui Domenico su Linkedin

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