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La Russia sferra un massiccio attacco in Ucraina, si alzano in volo i caccia della Polonia

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Nei giorni successivi alle elezioni plebiscitarie per Putin e all’attentato dell’Isis al Crocus City Hall di Mosca (circa 140 le vittime e centinaia di feriti), la Russia ha intensificato i suoi attacchi in Ucraina. Nella notte del venerdì santo, 29 marzo, i bombardamenti hanno distrutto diverse strutture energetiche nelle regioni centrali e occidentali dell’Ucraina. La Polonia ha fatto decollare i suoi caccia bombardieri in un’azione di sorveglianza. Il pericolo che la guerra si allarghi e coinvolga un paese dell’Alleanza atlantica è ogni giorno più forte. 

Varsavia ha dunque riferito di una maggiore sorveglianza dello spazio aereo polacco in seguito al pesante attacco russo all’Ucraina nella notte. Il comando operativo delle forze armate polacche ha fatto decollare i suoi aerei e quelli degli alleati. E ha quindi avvertito i cittadini: “Questa notte c’è un’intensa attività da parte dell’aviazione a lungo raggio della Federazione Russa“. Un’attività “associata ad attacchi missilistici su obiettivi situati nel territorio dell’Ucraina. Sono state avviate tutte le procedure necessarie per garantire la sicurezza dello spazio aereo polacco“.

Distruzione dopo un attacco missilistico russo vicino ​​a Zaporizhzhia. Foto Ansa/Epa Kateryna Klochko

L’attacco russo in Ucraina

Durante la notte l’esercito russo ha lanciato un potente attacco missilistico contro le strutture energetiche dell’Ucraina” ha riferito il comandante dell’aeronautica Mykola Oleschuk. Il militare ha affermato che la difesa ha abbattuto 84 obiettivi su 99. Le truppe del Cremlino hanno attaccato con 60 droni, 3 missili aerobalistici X-47M2 Kinzhal, 2 missili balistici Iskander-M, 9 missili aerei guidati X-59, 4 missili da crociera Iskander-K, 21 missili da crociera X-101-X-555. Il ministero dell’Energia ha reso noto su Telegram che “le centrali termiche e idroelettriche nelle regioni centrali e occidentali sono rimaste danneggiate“.

Secondo le stime dell’istituto di studi militari statunitense Isw (The institute for the study of war) le forze russe hanno conquistato 505 chilometri quadrati di territorio ucraino. E lo hanno fatto dall’ottobre 2023. Ovvero da quando hanno lanciato le operazioni offensive a seguito del fallimento della controffensiva ucraina. La Russia ha guadagnato quasi 100 chilometri quadrati in più tra il primo gennaio e il 28 marzo 2024, rispetto agli ultimi tre mesi del 2023. “Le opportunità di sfruttare le vulnerabilità ucraine si amplieranno con il persistere della carenza di armamenti“, scrive l’Isw sul suo sito. “L’arrivo di assistenza occidentale sufficiente e regolare ridurrebbe queste opportunità per le forze russe“.

Un caccia bombardiere polacco in volo. Foto X @EuroAirshow

Russia: “Kiev attacca Belgorod

Da parte sua la Russia ha affermato che 15 bersagli aerei ucraini sono stati abbattuti questa notte sulla città russa di Belgorod. Lo riporta l’agenzia di stampa Tass. Non sono state segnalate vittime, ha specificato il governatore dell’omonima oblast Vyacheslav Gladkov. “Le nostre difese aeree sono entrate in azione nella città e nel distretto di Belgorod, abbattendo 15 bersagli aerei in avvicinamento. Secondo le informazioni preliminari, non ci sono state vittime“, ha scritto Gladkov su Telegram.

Pericolo d’incidenti nucleari

In Ucraina, invece, il direttore generale dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea), Rafael Grossi, ha sostenuto che “il conflitto continua a mettere in pericolo la sicurezza nucleare in Ucraina“. Grossi ha segnalato in particolare i rischi dovuti a “attività militari in corso nei pressi della centrale nucleare di Zaporizhzhia, allarmi di raid aerei e bombardamenti che mettono fuori uso l’energia elettrica in diversi siti“. “Da più di due anni ormai la sicurezza nucleare in Ucraina è in costante pericolo“, sottolinea Grossi in un comunicato pubblicato ieri sera sul sito web dell’Aiea.

Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma. Ha scritto La Storia di Asti e la Storia di Pisa per Typimedia Editore. Segui Domenico su Facebook Segui Domenico su Linkedin

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