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Gaza, più vicino un accordo sul rilascio di altri ostaggi

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La sospensione dei bombardamenti e delle operazioni militari di terra da parte di Israele per circa 2 mesi in cambio del rilascio di oltre 100 ostaggi israeliani ancora nelle mani dei miliziani di Hamas. Sarebbero questi i termini di un’intesa che sembra adesso più vicina fra le parti in guerra in Palestina.

Secondo il New York Times, i negoziatori, guidati da diplomatici statunitensi, stanno approntando un accordo che potrebbe entrare in vigore nelle prossime 2 settimane. Esiste una bozza scritta dell’intesa che fonde le proposte di Israele e di Hamas. Le parti in guerra le hanno elaborate e avanzate negli ultimi 10 giorni. Ci sono ancora importanti disaccordi da superare. Ma i negoziatori sono cautamente ottimisti sul fatto che un accordo finale sia a portata di mano, secondo i funzionari americani che il New York Times ha contattato.

Foto Ansa/Epa Christophe Petit Tesson

Gaza, l’Unrwa travolta dalle accuse

A fronte di una speranza di cessate il fuoco si registra a Gaza la questione dei gravissimi sospetti su alcuni dipendenti dell’agenzia dell’ONU che si occupa dei rifugiati palestinesi: l’Unrwa (United nations relief and work agency). Il segretario generale delle nazioni Unite, Antonio Guterres, ha chiesto a tutti i paesi di “garantire la continuità” dell’Agenzia.

In questi giorni gli Usa, l’Italia, il Canada, la Germania, la Gran Bretagna, la Finlandia, l’Australia e l’Olanda hanno deciso di congelare i propri finanziamenti all’Unrwa. L’Agenzia ha infatti dovuto licenziare 9 suoi dipendenti sospettati di essere coinvolti nel pogrom di stampo nazista che i miliziani di Hamas hanno compiuto in Israele il 7 ottobre 2023. Israele ha dichiarato che mai più consentirà la presenza dell’organismo a Gaza, una volta terminata la guerra.

Pur comprendendo le loro preoccupazioni, e anch’io sono rimasto inorridito da queste accuse – ha detto Guterres in una nota -, faccio appello con forza ai governi che hanno sospeso i loro finanziamenti almeno a garantire la continuità delle operazioni dell’Unrwa“. “Qualsiasi dipendente delle Nazioni Unite coinvolto in atti terroristici sarà ritenuto responsabile, anche attraverso un’azione penale“, ha dichiarato inoltre Guterres, impegnandosi a collaborare con le autorità competenti. E ha confermato che 12 dipendenti dell’Unrwa a Gaza sono interessati da queste “accuse estremamente gravi“. Essi sono oggetto di un’indagine interna dell’ONU: l’Unrwa ha licenziato 9 di loro, di uno è “confermata la morte” e l’identità di altri due è “in via di chiarimento“, ha aggiunto.

“Tunnel di Hamas intatti”

Dall’America giungono altre rivelazioni su cosa stia accadendo realmente nella Striscia di Gaza, dove i giornalisti non possono se non limitatamente raccontare lo svolgimento e le conseguenze della guerra. Secondo il Wall Street Journal, dopo 114 giorni di combattimenti, ben l’80% del sistema di tunnel di Hamas nel sottosuolo di Gaza sarebbe intatto. Lo affermano funzionari israeliani e statunitensi, secondo cui è difficile valutare quanta parte del labirinto sotterraneo sia stata distrutta finora dalle truppe israeliane. Funzionari israeliani hanno affermato che il leader di Hamas, Yahya Sinwar, e altri comandanti del gruppo terrorista si nascondono sottoterra. In particolare Sinwar si troverebbe in un centro di comando in un tunnel sotto Khan Younis, insieme ad alcuni degli ostaggi israeliani.

Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma. Ha scritto La Storia di Asti e la Storia di Pisa per Typimedia Editore. Segui Domenico su Facebook Segui Domenico su Linkedin

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