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Natale fra Covid e influenza per un milione di italiani: i consigli dell’esperto

Il virologo Andrea Pregliasco suggerisce di curarsi ma senza voler a tutti i costi azzerare i sintomi per partecipare a pranzi e cene in famiglia

Covid, influenza e vari virus respiratori hanno messo a letto circa un milione di italiani in questi giorni di Natale. Secondo i dati dell’ultimo bollettino del ministero della Salute, inoltre, sono stati oltre 60mila i casi Covid registrati nell’ultima settimana. Un cifra che denota un aumento del +7,2% rispetto a 7 giorni fa. Sono invece circa 884mila i contagi stimati di sindrome simil-influenzale. Anche i primi giorni del 2024 che sta per arrivare non saranno da meno, perciò occhio ai consigli degli esperti. 

All’Adnkronos Salute il virologo Fabrizio Pregliasco ha sottolineato come in questo periodo di Natale siano in circolazione influenza, raffreddori, tosse e altri virus respiratori, e tanto Covid. I sintomi sono variegati, più o meno accentuati. “Saranno circa un milione gli italiani che trascorreranno le vacanze di Natale a letto o alle prese con malanni di stagione“. Pregliasco ha lanciato un monito a poche ore dall’inizio di pranzi, cenoni, scambio di auguri e regali.

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Foto X @Uther_Pendrqgon

Le raccomandazioni per Natale

Per tutti la raccomandazione è di “non fare gli eroi. Non vi imbottite di farmaci fino ad azzerare i sintomi pur di partecipare a tavolate e riunioni di famiglia perché fate male voi stessi e soprattutto agli altri“. Pregliasco ricorda come l’elevato numero di persone malate, anche di Covid, durante questo Natale, dipende da una serie di fattori. “Innanzitutto perché quest’anno c’è stato il ritorno a una ‘nuova’ normalità che ci ha portati tutti ad abbassare la guardia rispetto al passato. E poi perché abbiamo avuto grandi sbalzi termici che favoriscono alla grande questi virus“.

Secondo l’esperto si tratta di “patologie da non sottovalutare” anche se – sottolinea – “questa normalità ce la dobbiamo godere. E per far sì che ciò avvenga in serenità ci sono delle raccomandazioni di buonsenso da rispettare. Dal ventilare gli ambienti in casa quando ci sono tante persone riunite, alle norme essenziali di igiene, lavaggio delle mani e non solo, all’usare la mascherina quando ci sono i fragili“.

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Foto X @vvoxonline

Covid, le regole di prudenza

Quanto alle cure per chi qualche virus se lo è già preso, Pregliasco raccomanda innanzitutto il “riposo per quanto possibile, e solo per i fragili, laddove indicato, l’aggiunta dell’antivirale per bocca Paxlovid (contro il Covid, ndr.). Per gli altri si possono assumere farmaci antinfiammatori, anti-tosse ecc. a patto che si faccia un’automedicazione responsabile. No assoluto all’antibiotico autoprescritto” ammonisce il virologo.

Occorre inoltre, aggiunge, “rispettare sempre i dosaggi prescritti per attenuare i sintomi senza azzerarli. Perché questi farmaci modulano la risposta infiammatoria. Se noi azzeriamo i sintomi facciamo il gioco del virus. Intanto perché, imbottiti di medicine, facciamo tutto quello che non dovremmo fare“.

Cioè partecipiamo alla convivialità nataliziache mette a rischio noi e gli altri. Ricordiamo poi che la febbre stessa è un sintomo positivo dell’organismo, dell’infiammazione intesa come risposta immunitaria per colpire il virus. Quindi, ciò non significa stare con il febbrone da cavallo, ma neanche fare gli eroi ignorando la malattia. Infine, se si ha un qualche sintomo si può indossare una mascherina chirurgica che, come abbiamo imparato, protegge gli altri a differenza della FFp2 che ci protegge anche dagli altri“, conclude.

 

Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri

Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma. Ha scritto La Storia di Asti e la Storia di Pisa per Typimedia Editore.

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