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Elon Musk ad Atreju: “Italiani fate figli altrimenti la vostra cultura scomparirà”

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Elon Musk superstar ad Atreju, la kermesse politica di Fratelli d’Italia, il partito di maggioranza relativa. Intervenuto alla manifestazione sabato 16 dicembre, il miliardario ha esortato gli italiani e i cittadini degli altri paesi industrializzati a fare figli “o la cultura dell’Italia, del Giappone e della Francia scomparirà”.

Il patron di Tesla ha sottolineato come per il calo demografico “rischiamo di non avere più questi paesi. L’Italia ha i confini, certo, ma è fatta dagli italiani, dalle persone“. Secondo il magnate americano, 52 anni, sudafricano naturalizzato statunitense, “l‘immigrazione non può risolvere il calo della demografia” dei Paesi industrializzati.

Elon Musk ad Atreju il 16 dicembre. Foto Ansa/Angelo Carconi

Musk e l’immigrazione

Musk ha citato il caso della Cina che perderà il 40% “della sua popolazione“. “Il mio consiglio a tutti i leader di Governo e alle persone è: ‘assicuratevi di avere bambini per creare una nuova generazione‘”. “Sono a favore dell’immigrazione legale che va aumentata mentre bisogna fermare quella illegale“, ha proseguito Musk. Secondo lui “devi dare il benvenuto a chi arriva, è onesto, vuole entrare a far parte della cultura e lavora duro ma serve un processo di approvazione” per gli ingressi.

Se “non c’è nessun filtro come fate a sapere chi sta arrivando? Non sto dicendo che tutti gli immigrati illegali siano criminali. La maggior parte sono integerrimi ma bisogna avere un processo, altrimenti non si può dire” ha aggiunto. In un discorso a tutto campo, il patron di Testa ha quindi toccato il punto della crisi climatica e della difesa della natura.

Sono un ambientalista” ha sottolineato. “Ma non dovremmo demonizzare petrolio e gas nel medio termine“, sottolinea Elon Musk. “Ho l’impressione che stiamo esagerando, nel breve periodo, sui cambiamenti climatici“. Critiche anche verso gli ambientalisti che fanno perdere “la fiducia nel futuro“. “Dobbiamo continuare ad avere speranze“. Musk è arrivato alla kermesse di Fratelli d’Italia con uno dei suoi figli (il patron di Tesla ne ha undici) sulle spalle prima di iniziare il suo intervento che ha affrontato anche il tema della natalità. In prima fila la premier Giorgia Meloni e accanto al presidente del Senato, Ignazio La Russa, e il ministro della Difesa, Guido Crosetto.

Giorgia Meloni con il premier albanese, Edi Rama (a sinistra), e quello britannico, Rishi Sunak (a destra) il 16 dicembre. Foto Ansa/Riccardo Antimiani

Da Meloni anche il premier albanese

Prima di Musk era intervenuto sul palco di Atreju il premier dell’Albania, Edi Rama, che ha parlato del recente e contestato accordo tra Italia e Albania sugli immigrati. Il capo del Governo di Tirana si è detto fiducioso sull’intesa con l’Italia, nonostante il recente stop dei giudici, perché “non ha nulla di incostituzionale“.

La Corte costituzionale albanese ha fatto il suo dovere, perché è automatico sospendere un accordo per prenderlo in considerazione prima della ratifica del Parlamento“. La decisione sarà nota “entro marzo ma credo che sarà presa molto prima perché – ricorda Rama ad Atrejuè un’intesa molto importante. E bisogna che entrambi i Governi sappiamo se possono andare avanti o no“. Per il premier l’Albania direbbe “no” alla prospettiva di siglare un patto sui migranti con un altro Stato europeo come quello raggiunto con l’Italia. “L’Italia è un paese fratello e quello che sta cercando di fare non è trasferire il problema” ha detto ancora Rama. “Tutte queste persone non saranno mandate in mare e lasciate da qualche parte, come qualcuno dice: ‘Guantanamo’ o ‘lager’“.

Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma. Ha scritto La Storia di Asti e la Storia di Pisa per Typimedia Editore. Segui Domenico su Facebook Segui Domenico su Linkedin

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