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Cop28, papa Francesco: “I soldi per le armi in un fondo contro la fame”

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La Conferenza dell’ONU sul clima, la Cop28 di Dubai, è al suo terzo giorno su due settimane di meeting e già esplodono alcune contraddizioni. Da un lato non si placano le polemiche sul presidente dell’assemblea, Sultan al-Jaber. Dirigente di una compagnia petrolifera, vuole che il mondo produca più energia green senza abbandonare lo sfruttamento delle fonti fossili. Dall’altro una ventina di paesi tra cui Usa, Francia ed Emirati Arabi Uniti chiedono di triplicare la produzione di energia nucleare planetaria entro il 2050.

In questo contesto, in cui è difficile che la Cop28 termini con intese forti per una svolta netta a difesa della Terra contro il riscaldamento globale, il 2 dicembre papa Francesco ha inviato a Dubai il suo messaggio. “Quante energie sta disperdendo l’umanità nelle tante guerre in corso. Come in Israele e in Palestina, in Ucraina e in molte regioni del mondo” ha detto il Pontefice, assente alla Cop28 per motivi di salute.

Papa Francesco. Foto Ansa/Giuseppe Lami

Cop28, il Papa: “L’ora è urgente

Conflitti che non risolveranno i problemi, ma li aumenteranno! Quante risorse sprecate negli armamenti, che distruggono vite e rovinano la casa comune!“. “Rilancio una proposta” ha dichiarato Francesco nel messaggio letto dal cardinale Parolin presente alla Cop28. “Con il denaro che si impiega nelle armi e in altre spese militari costituiamo un Fondo mondiale per eliminare finalmente la fame“. Un fondo che avrebbe inoltre il compito di “realizzare attività che promuovano lo sviluppo sostenibile dei paesi più poveri, contrastando il cambiamento climatico“.

Purtroppo non posso essere insieme a voi, come avrei desiderato, ma sono con voi perché l’ora è urgente. Sono con voi perché, ora come mai, il futuro di tutti dipende dal presente che scegliamo. Sono con voi perché la devastazione del creato è un’offesa a Dio, un peccato non solo personale ma strutturale che si riversa sull’essere umano, soprattutto sui più deboli. Un grave pericolo che incombe su ciascuno e che rischia di scatenare un conflitto tra le generazioni“.

Giorgia Meloni ala Cop28 di Dubai. Foto Ansa/Epa Martin Divisek

Meloni: “Transizione non ideologica

Sono intanto 123 su 195 i paesi che hanno approvato la dichiarazione della Cop28 su clima e salute. Lo ha annunciato il presidente della Conferenza, il controverso Sultan Al Jaber. Un proclama con quale s’intende accrescere la collaborazione intersettoriale, ridurre le emissioni nel settore sanitario e aumentare finanziamenti per la salute climatica.

E a Dubai si è svolto il 2 dicembre l’intervento della presidente del Consiglio italiana, Giorgia Meloni. “È un momento chiave del nostro sforzo per contenere la crescita delle temperature entro 1,5 gradi” ha detto la premier. “Anche se ci sono ragioni per essere ottimisti, l’obiettivo è lontano, la Cop 28 deve essere una svolta. Siamo chiamati a dare una chiara direzione e agire in modo ragionevole ma concreto“. “L’Italia sta facendo la sua parte nel processo di decarbonizzazione in modo pragmatico con un approccio” che rispetti la neutralità tecnologica. Ovvero “libero da radicalismo: se vogliamo essere efficaci” serve “una sostenibilità ambientale che non comprometta la sfera economica e sociale, una transizione ecologica non ideologica“.

Nel 2024 il G7 a guida italiana

L’Italia è, nel contesto europeo, “parte della carbon neutrality entro il 2050” ha detto ancora Meloni alla Cop28. “E per ridurre le emissioni almeno del 55% entro il 2030. Ma siamo anche impegnati per il programma Fit for 55“. La premier ha ribadito quindi l’impegno italiano per l’Africa cui saranno destinati 4 miliardi di euro per la lotta ai cambiamenti climatici. L’energia, ha aggiunto nel suo intervento alla Cop28, è “uno dei pilastri del Piano Mattei” per l’Africa. L’Italia, ha sottolineato la premier vuole diventare “un hub strategico per l’energia pulita“. Questi temi saranno al centro del G7 a guida italiana che si svolgerà dal 13 al 15 giugno 2024 in Puglia, nella Valle d’Itria, a Borgo Egnazia. Pochi giorni dopo le elezioni europee del 6-9 giugno 2024.

Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma. Ha scritto La Storia di Asti e la Storia di Pisa per Typimedia Editore. Segui Domenico su Facebook Segui Domenico su Linkedin

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