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Mattarella: “I social media vanno usati bene”

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Gli onnipresenti social media sono al centro dell’attenzione di tutti e anche il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, è tornato a parlare di questo tema. Lo ha fatto il 24 novembre in un messaggio al presidente della Fondazione Segni Nuovi, Alberto Stizzoli, per la XIII edizione del Festival della Dottrina Sociale.

Il proposito di far sì che l’uso dei social rafforzi i vincoli relazionali propri a una società autentica, anziché cedere alla tentazione di sovrapporre una realtà virtuale a quella reale, merita apprezzamento” ha affermato il Capo dello Stato. “Contribuire a far sì che l’esercizio della libertà di ciascuno rafforzi e garantisca la libertà di tutti rappresenta un esercizio positivo della solidarietà racchiusa nei principi fondamentali della nostra Costituzione“.

Sergio Mattarella. Foto Quirinale/Paolo Giandotti

Mattarella e i giovani

Il titolo #soci@lMENTE LIBERI, filo conduttore della XIII edizione del Festival, interpreta in modo compiuto la pista di ricerca che vi vede impegnati” ha scritto ancora nel suo messaggio il capo dello Stato”. Si tratta, per il Presidente, di “una scelta particolarmente apprezzabile, tesa a favorire la creazione di spazi, specie per i giovani, basati su partecipazione e impegno personali. In un tempo in cui i rapporti sociali rischiano di essere sempre più effimeri e il principio di responsabilità insito nell’esercizio della libertà rischia di essere negletto, mettere al centro le relazioni, reali e autentiche, è pratica meritevole per la coesione sociale della Repubblica“.

Già lo scorso agosto Sergio Mattarella aveva lanciato un messaggio sui social media e lo aveva fatto rivolgendosi ai giovani in occasione del Meeting di Rimini del gruppo cattolico di Comunione e Liberazione. “Avete conoscenze adeguate, per affrontare, senza timore, le trasformazioni digitali e tecnologiche, che sono già in atto” erano state le parole del Presidente. “Avete la coscienza che l’ambiente è parte della nostra vita sociale. Che non ci sarà giustizia sociale senza giustizia ambientale, e viceversa. La speranza è in voi giovani. Prendetevi quel che è vostro. Comprese le responsabilità e i doveri“.

Fra i giovani l’uso dei social media è ancora alto sebbene non manchino segnali di stanchezza. Foto X @FonteUfficiale

“Usare i social con intelligenza”

Avete la sensibilità di sentirvi pienamente europei, più degli adulti” aveva aggiunto Mattarella dal palco di Rimini. “Avete conoscenze adeguate per affrontare, senza timore, le trasformazioni digitali e tecnologiche. Avete la coscienza che l’ambiente è parte della nostra vita sociale. Che non ci sarà giustizia sociale senza giustizia ambientale e viceversa. Non vi chiudete, non fatevi chiudere in tanti mondi separati. Usate i social, sempre con intelligenza. Impedite che vi catturino, producendo una somma di solitudini, come diceva il mio Vescovo di tanti anni addietro. Non rinunciate, mai, alle relazioni personali, all’incontro personale, all’affetto dell’amico, all’amore, alla gratuità dell’impegno.

Per rafforzare il senso del proprio discorso il presidente della Repubblica aveva citato anche l’enciclica Fratelli tutti di papa Francesco. Il quale “ha parlato di ‘amicizia sociale’ come orizzonte di un nuovo e più intenso dialogo tra le generazioni. Tra la cultura popolare e quella accademica, tra l’arte, la tecnologia e l’economia. Un rinnovato umanesimo nel tempo dell’innovazione. In cui avanzano le neuroscienze, la robotica, l‘intelligenza artificiale, l’ingegneria genetica, le frontiere della medicina, le tecnologie digitaliaveva ancora sottolineato Mattarella. “L’amicizia sociale è una dimensione che lega la comunità nell’affrontare le sfide della storia. Favorire la dimensione sociale, dell’amicizia, è un impegno a cui sono chiamate, tutte, le pubbliche istituzioni, ma con esse anche le forze sociali, economiche e le energie civili.

Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma. Ha scritto La Storia di Asti e la Storia di Pisa per Typimedia Editore. Segui Domenico su Facebook Segui Domenico su Linkedin

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