Il nuovo ministro degli Esteri britannico David Cameron. Foto Ansa/Epa Andy Rain
L’ex premier inglese David Cameron torna a far parte del Governo di Sua Maestà come ministro degli Esteri, per volontà di Rishi Sunak. Si tratta di un ritorno clamoroso. Cameron fu travolto del 2016 dal risultato del referendum sulla Brexit che lui stesso aveva convocato ma facendo campagna per il no. Nell’idea che lo avrebbe vinto e così avrebbe rafforzato il suo potere.
Fu l’inizio della fine. Il 2016, con la campagna pro-Brexit e l’esito del referendum, e poi con l’elezione di Trump in America, segnò l’anno della cosiddetta post truth (post verità). Ovvero delle fake news e della demagogia di massa diffusa a piene mani sui social media. Cameron, premier conservatore dei Tories dal 2010 al 2016, dovette fare un passo indietro. E sembrava destinato a mai più riapparire sulla scena politica britannica di primo piano.
Il nuovo ministro degli Esteri britannico David Cameron. Foto Ansa/Epa Andy Rain
Ma dopo soli 3 anni di implementazione, la Brexit – cioè la rottura definitiva dei già sottili legami fra Gran Bretagna e Unione europea – entrata in vigore a febbraio 2020, è in crisi. Così Cameron è stato cooptato d’urgenza. Per far fronte quello che appare un ripensamento e un almeno parziale pentimento britannico per l’improvvida uscita dal mercato comune. Con i dazi doganali ripristinati, la chiusura ai lavoratori non britannici, l’inefficacia e le polemiche legate alle misure restrittive sull’immigrazione illegale, il premier Rishi Sunak ha deciso di imprimere una svolta. Del resto manca un anno alle elezioni politiche e nei sondaggi il partito Tory è nettamente indietro al Labour.
L’occasione è stato un rimpasto di Governo seguito al licenziamento in tronco di Suella Braverman. La ministra degli Interni ha pesantemente criticato la polizia, giudicata troppo “morbida” nei confronti dei manifestanti pro-Palestina che in questi giorni hanno invaso le strade di Londra. E l’ha accusata di non avere autonomia. Troppo per Sunak, che ha colto la palla al balzo e ha fatto entrare nel suo esecutivo David Cameron. Il quale andrà al posto di James Cleverly, finora ministro degli Esteri e nuovo titolare in pectore del dicastero dell’Interno.
La ministra degli Interni britannico uscente Suella Braverman. Foto Ansa/Epa Tolga Akmen
“Sono stato in disaccordo con Rishi Sunak su alcune decisioni individuali” in passato, ha dichiarato Cameron. Ma “so che è un leader forte e capace“. Così il nuovo ministro degli Esteri in un post su X. Cameron, promotore del referendum sulla Brexit del 2016 e poi sostenitore sconfitto della campagna pro Remain, a differenza del brexiteer Sunak, ha aggiunto di aver accettato per spirito di “servizio verso il Paese” in un momento di drammatiche “sfide” globali.
Tra le sfide globali citate da Cameron il conflitto russo-ucraino e “la crisi in Medio Oriente“. Il nuovo ministro ha sottolineato di voler guidare il Foreign Office nella convinzione che il Regno Unito sia “un paese internazionale“. E debba perciò agire in dialogo stretto con i suoi “alleati” per “far sentire la propria voce” con forza. “Per quanto io sia stato fuori dalla prima linea della politica negli ultimi 7 anni – ha poi scritto l’ex premier 57enne – spero che la mia esperienza, come leader del Partito Conservatore per 11 anni e come primo ministro per sei – mi possa assistere nell’aiutare” l’attuale capo del Governo.
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