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Biden-Xi Jinping: incontro il 15 novembre a San Francisco

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Su invito del presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, il presidente della Cina, Xi Jinping, incontrerà il suo omologo americano mercoledì prossimo 15 novembre a San Francisco. Il viaggio di Xi negli Usa durerà 3 giorni: dal 14 al 17 novembre, appunto nella capitale della California, che è poi lo Stato degli Usa meno geograficamente lontano dalla Pechino. Non si esclude che fra i temi sul tavolo via siano la guerra in Ucraina e quella a Gaza.

Un incontro che si preannuncia storico, almeno sulla carta. Era da un anno che i leader delle due superpotenze più importanti del mondo non si incontravano (lo fecero a margine del G20 in Indonesia). Joe Biden e Xi Jinping lavoreranno alla riapertura dei canali di comunicazione militare, nonostante la riluttanza di Pechino. Come è noto negli ultimi anni i rapporti fra le due superpotenze si sono deteriorati.

Biden e Xi Jinping a novembre 2022 in Indonesia. Foto Ansa/Epa/Xinhua/Li Xueren

Cina-Usa, situazione difficile

È scoppiata una guerra cibernetica, fatta di attacchi informatici e di palloni, e aerei, spia dall’una e dall’altra parte. Da ultimo è salita alle stelle la tensione attorno alla vicenda di Taiwan: l’isola cinese indipendente che non si riconosce nella madrepatria e che invece Pechino vorrebbe annettersi definitivamente. Ma la cui indipendenza gli Usa difendono come avamposto occidentale a Oriente. A parte il fatto che Taiwan è uno dei luoghi più importanti al mondo in cui avviene la produzione di microchip: le componenti tecnologiche forse più necessarie in assoluto per il funzionamento delle società sviluppate.

Sullo sfondo di tutto questo, a San Francisco Biden e Xi discuteranno della competizione economica tra le due superpotenze e di questioni di sicurezza di comune interesse. Come detto si tratta del secondo incontro di persona tra i due leader dopo quello di un anno fa, a margine del vertice del G20 di Bali, in Indonesia. Ma questa volta potrebbe rivelarsi più importante e prolungato.

Dall’11 al 17 novembre, gli Stati Uniti ospiteranno l’APEC Economic Leaders’ Week a San Francisco: il vertice del capi dei paesi dell’Asia-Pacific Economic Cooperation (APEC). Gli Usa si presenteranno al summit con l’impegno “a promuovere una crescita economica inclusiva e sostenibile, rafforzando al contempo la competitività americana in un’Asia-Pacifico libera e aperta” recita una nota del Dipartimento di Stato americano.

Gavin Newsom. Foto Ansa/Epa Allison Dinner

La sfida di Newsom a Biden

Il vertice cade in un momento delicato anche per la politica interna statunitense. È di due settimane fa il viaggio a Pechino, ufficialmente per parlare di cambiamenti climatici, del governatore della California, Gavin Newsom, un ‘giovane’ di 56 anni appena (Biden ne ha 80). Il presidente Xi Jinping in persona ha ricevuto un ‘semplice’ governatore statunitense: cosa che non avveniva da anni. Ufficialmente Newsom appoggia Joe Biden nella corsa alla riconferma per le elezioni presidenziali del novembre 2024. E non è un caso se il vertice APEC, nel cui contesto s’inquadra il prossimo incontro fra il presidente uscente e il suo omologo cinese si svolgerà dall’11 al 17 novembre in California.

Tuttavia non sono pochi gli analisti che scommettono su una possibile sfida a Biden portata proprio dal governatore Newsom. Il quale intanto ‘studia’ da presidente e sostiene che il suo viaggio in Cina indica una volontà di “disgelo” nella relazioni Cina-Usa. Del resto “il divorzio non è un’opzione” quando si tratta delle due maggiori economie del mondo. In un’intervista a Christiane Amanpour della Cnn, Newsom ha affermato che “dobbiamo abbassare il riscaldamento. Dobbiamo gestire le nostre differenze strategiche. Dobbiamo riconciliare le nostre linee rosse“. Adesso sta a Joe Biden rilanciare e spianare la strada alla sua riconferma alla Casa Bianca: un buon rapporto, meno teso e più conciliante con Pechino serve, eccome.

Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma. Ha scritto La Storia di Asti e la Storia di Pisa per Typimedia Editore. Segui Domenico su Facebook Segui Domenico su Linkedin

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