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Benzema, la replica al ministro francese: verso uno scontro giudiziario senza precedenti

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È tutto falso. Karim Benzema non ha mai avuto il minimo rapporto con quell’organizzazione. E ha deciso di vivere in Arabia Saudita, paese che ha dichiarato terroristi i Fratelli Musulmani, cosa mai fatta dalla Francia. È durissima la replica che i legali dell’attaccante della Nazionale francese hanno rivolto a stretto giro al potente ministro dell’Interno, Gérald Darmanin. Il quale ha accusato il campione di calcio di presunti “noti rapporti” con i Fratelli Musulmani.  

L’avvocato di Benzema, Hugues Vigier, ha rivelato al quotidiano Le Parisien: “Stiamo pensando a un ricorso alla giustizia contro questo ministro“. Si tratterebbe di un fatto senza precedenti nella storia del calcio europeo e forse mondiale. Un giocatore, certamente fra i più blasonati del mondo, che trascina in giudizio un politico di alto rango, possibile prossimo candidato alla presidenza della Repubblica francese.

Benzema e, a destra, il ministro Darmanin. Foto Ansa/Epa/VelvetMag

Cosa ha detto Darmanin

Del resto l’attacco frontale di Darmanin a Benzema era stato scioccante e anch’esso senza precedenti. Il 18 ottobre, intervistato dall’emittente CNews, il ministro dell’Interno aveva accusato pubblicamente l’attaccante francese di avere “noti legami con i Fratelli Musulmani“. Si tratta di un’organizzazione islamista radicale, attiva soprattutto in Egitto e Siria, che l’Occidente – ma anche diversi paesi arabi – considerano terroristica.

Darmanin rispondeva a una domanda sulla presa di posizione del Pallone d’Oro ora trasferitosi in Arabia Saudita. Benzema, infatti, dai suoi account social aveva solidarizzato con gli “abitanti di Gaza, ancora una volta vittime di ingiusti bombardamenti che non risparmiano donne e bambini“. “Il signor Karim Benzema ha noti legami, come tutti sappiamo, con i Fratelli Musulmani” aveva brutalmente replicato il ministro dell’Interno francese.

La destra contro Benzema

Una reazione sprezzante che ha suscitato un vespaio in Francia. Valérie Boyer, senatrice dei Repubblicani (di Centrodestra), ha chiesto di togliere il Pallone d’Oro all’ex bomber del Real Madrid e di far decadere la sua nazionalità francese. “Ricordiamo che Karim Benzema è stato ceduto al club Al-Ittihad in Arabia Saudita lo scorso giugno e beneficia anche della doppia nazionalità: francese e algerina” ha affermato la bellicosa senatrice.

Valerie Boyer. Foto Ansa/Epa Yoan Valat

Inoltre, il ministro degli Interni, Gérald Darmanin, ha affermato mercoledì 18 ottobre che Benzema è ‘legato ai Fratelli Musulmani‘. […] Se le parole del ministro dell’Interno sono vere, bisogna considerare sanzioni contro Karim Benzema. Una sanzione, inizialmente simbolica, sarebbe quella di ritirargli il Pallone d’Oro. Infine, dobbiamo chiedere la perdita della nazionalità. Non possiamo accettare che una doppia cittadinanza francese conosciuta a livello internazionale possa disonorare e addirittura tradire il nostro paese in questo modo“.

La sinistra solidarizza

Dalla parte opposta dello schieramento politico francese arrivano lodi e sostegno a Benzema. Nientemeno che dal leader della sinistra, Jean-Luc Mélenchon. “Salve signor Benzema. Non la conosco e non so niente di calcio” esordisce su Twitter “Ma il Governo e i suoi amici hanno scelto di demonizzarla. La chiamano ‘francese di carta’. Con tali nemici che parlano con tali parole lei deve essere una persona straordinaria, senza odio etnico o religioso. Nipote di persone trattate come ‘francesi di carta’ anche dai Pétainisti che ritiravano i loro documenti a chi era francese da meno di dieci anni, so che la Francia appartiene a tutti coloro che la scelgono. Chi ci insulta non la merita“.

Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma. Ha scritto La Storia di Asti e la Storia di Pisa per Typimedia Editore. Segui Domenico su Facebook Segui Domenico su Linkedin

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