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Migranti, Meloni contro il giudice di Catania: “C’è un’Italia che favorisce l’immigrazione illegale”

La premier si scaglia contro il magistrato che ha rimesso in libertà 3 persone rinchiuse nel Centro per le espulsioni accelerate di Pozzallo (Ragusa)

La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, è nuovamente intervenuta sul tema migranti dopo le polemiche degli ultimi giorni relative alle dichiarazioni di Olaf Scholz. Il cancelliere della Germania ha annunciato infatti maggiori controlli ai confini del suo paese. Il tutto mentre la Francia intensifica i respingimenti alla frontiera con l’Italia. 

Siamo di fronte a una pressione migratoria senza precedenti, dovuta all’instabilità di vaste aree dell’Africa e del Medio Oriente” ha scritto Meloni in un post su Facebook. “Il Governo italiano lavora ogni giorno per fronteggiare questa situazione e contrastare l’immigrazione illegale di massa. Lo facciamo con serietà ad ogni livello: coinvolgendo gli altri Stati europei e stringendo accordi con i paesi africani per fermare le partenze dei barconi e distruggere la rete dei trafficanti di esseri umani. E con norme di buon senso per facilitare le espulsioni di chi non ha diritto ad essere accolto“.

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Giorgia Meloni. Dietro di lei Stefania Craxi, a capo della Commissione Difesa e Esteri del Senato. Foto Ansa/Chigi

Meloni e la sentenza di Catania

Ma sul tema migrantitutto diventa più difficile se altri Stati lavorano nella direzione diametralmente opposta alla nostra“. “Un lavoro difficile, certo, ma che può portare a risultati concreti, con pazienza e determinazione. Certo, tutto diventa molto più difficile se nel frattempo altri Stati lavorano nella direzione diametralmente opposta, e se perfino un pezzo di Italia fa tutto il possibile per favorire l’immigrazione illegale. E non parlo solo della sinistra ideologizzata e del circuito che ha i propri ricchi interessi nell’accoglienza“, ha sottolineato la premier.

Giorgia Meloni se la prende con i tribunali. “Sono rimasta basita di fronte alla sentenza del giudice di Catania, che con motivazioni incredibili rimette in libertà un immigrato illegale, già destinatario di un provvedimento di espulsione, dichiarando unilateralmente la Tunisia paese non sicuro. E scagliandosi contro i provvedimenti di un Governo democraticamente eletto. Non è la prima volta che accade e purtroppo non sarà l’ultima. Ma continueremo a fare quello che va fatto per difendere la legalità e i confini dello Stato italiano. Senza paura“, ha concluso Meloni.

Migranti respinti dalla Francia

Ma la questione dei migranti che sempre più numerosi attraversano il Mare Mediterraneo per giungere in Europa sta mettendo in crisi anche altri paesi. Proseguono infatti i respingimenti in Francia, da parte della gendarmerie d’Oltralpe, verso il Piemonte. È quanto emerge dalla denuncia della onlus Rainbow4Africa.

L’associazione descrive l’affollamento al rifugio di Oulx, in Alta Val di Susa (Torino). “Il rifugio è pieno – spiega il presidente della onlus – stimiamo oltre 180 migranti presenti. Abbiamo deciso di mettere gente a dormire in terra“. “Una quarantina di migranti sarebbero stati respinti attraverso i boschi“. Anche con l’ausilio di droni “utilizzati dalla Gendarmerie per allontanarli“, come hanno raccontato gli stessi migranti.

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Un momento dello sbarco a Civitavecchia dei 61 migranti che erano a bordo della Geo Barents. Foto Ansa/Medici senza frontiere

Gli arrivi non si fermano

A Civitavecchia sono sbarcati in queste ore i 61 migranti che erano a bordo della Geo Barents, la nave di Medici Senza Frontiere. Fra di loro persone provenienti da vari paesi come Bangladesh, Egitto, Nigeria, Pakistan e Siria. Compresi 5 minori non accompagnati. L’operazione di salvataggio dei naufraghi era avvenuta nel pomeriggio di giovedì scorso, 28 settembre, al largo della Libia. Altri 61 migranti di varie nazionalità, tra cui una decina di minori, sono arrivati prima dell’alba sulla costa calabrese. La barca a vela di 12 metri sulla quale viaggiavano si è arenata non lontano da Bianco, nella Locride.

Si svuota intanto l’hotspot di Lampedusa. Sono 52 i migranti rimasti ospiti della struttura, tra i quali anche i 22 sbarcati dalla nave ong Nadir. Il grosso delle presenze, 242 persone, sono state imbarcate sul traghetto di linea Sansovino giunto a Porto Empedocle. Poco distante dall’isola, nelle acque antistanti Punta Bianca a Lampedusa, è emerso un corpo senza vita: un’altra vittima del mare, probabilmente un migrante.

 

Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri

Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma. Ha scritto La Storia di Asti e la Storia di Pisa per Typimedia Editore.

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