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Migranti, Lampedusa scoppia: 4mila persone nell’hotspot. Il problema dei minori soli

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I flussi dei migranti sulle coste dell’Italia sono incessanti. A Lampedusa l’hotspot – il centro di raccolta recintato – è stracolmo come non mai. Si calcolano 4mila ospiti. La capienza del centro è di 400 posti. Gli sbarchi non si interrompono mai. Dopo i 63 migranti registrati il 25 agosto, dalla mezzanotte ci sono già stati altri 17 sbarchi con altre 519 persone giunte a Lampedusa nella notte fra il 25 e il 26 agosto.

All’hotspot di contrada Imbriacola ci sono, adesso, quasi 4mila ospiti. Fra cui 243 minori non accompagnati. La Prefettura di Agrigento ha già disposto per metà mattinata del 26 agosto l’imbarco di 740 migranti sul traghetto di linea Galaxy che giungerà in serata a Porto Empedocle.

Migranti sbarcano da una motovedetta della capitaneria a Lampedusa. Foto Ansa/Elio Desiderio

Le nazionalità dei migranti

Fra le ultime imbarcazioni che in questo fine settimana sono partite per l’Italia la situazione è la seguente. I barchini dalla Tunisia, spesso di ferro, lunghi pochi metri, sono partiti da Sfax, Kerkennah, Chebba. Quelli dalla Libia – paese da cui il flusso dei migranti è diminuito mentre dalla Tunisia è cresciuto – sono partiti da Zuara. Le nazionalità di provenienza delle persone sono molte: tunisini, ivoriani, burkinabè (del Burkina Faso), egiziani, eritrei, ghanesi, malesi, nigeriani, liberiani e sudanesi.

Governo, nuovo decreto

Secondo l’ultimo rapporto Frontex, gli sbarchi di migranti sulle coste italiane sono aumentati del 115% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. I dati del Viminale confermano che dall’inizio del 2023 sono sbarcate sulle nostre coste 100mila persone fra uomini, donne e bambini. Il Governo Meloni – messi da parte i proclami elettorali di blocchi navali e con una marcia indietro sul trattamento delle ong – studia un decreto legge sulla sicurezza che conterrà una stretta anche sul fronte delle espulsioni degli irregolari. Così come sulla verifica dell’età dei migranti presunti minori.

Migranti minorenni soli

Nei giorni scorsi l’Associazione Nazionale dei Comuni ha lamentato l’impossibilità di garantire tutele sul sistema di accoglienza di minori stranieri non accompagnati. A oggi sono oltre 23mila in Italia, in maggioranza maschi. Hanno per la maggior parte 17, 16 e 15 anni. Sul fronte dei minori stranieri non accompagnati, nel nuovo decreto legge potrebbe arrivare una stretta sui controlli medici. Ovvero sulle verifiche per stabilire l’età: dalla radiografia del polso ad altre verifiche anatomiche. Tutti mezzi per cercare di appurare se quei migranti appena sbarcati che durante le visite si dichiarano minorenni son effettivamente tali.

Il team della nave OceanViking, della ong Sos Mediteranée, assiste un’imbarcazione di migranti alla deriva. Foto Ansa/Sos Mediterranée

La Ue aiuta poco

E l’Unione europea cosa fa? “Occorre un impegno, finalmente concreto e costante, dell’Unione europea” e “sostegno ai paesi di origine dei flussi migratori“ ha detto il capo dello Stato, Sergio Mattarella, al Meeting di Rimini il 25 agosto. Bruxelles ha fatto sapere di essere “consapevole e continua a essere molto preoccupata per l’aumento degli arrivi nel Mediterraneo centrale e in particolare in Italia“.

La Commissione ha collaborato con le autorità italiane per contribuire a decongestionare l’hotspot di Lampedusa, in particolare attraverso l’assistenza di emergenza che consente il trasferimento aereo dei migranti vulnerabili dall’isola ad altre località del territorio italiano” ha assicurato la portavoce per gli Affari Interni, Anitta Hipper, interpellata dall’Ansa. Nessuno nega poi che l’Italia resti “sotto pressione” e dunque c’è la volontà di continuare ad assistere Roma “nell’affrontare le sfide migratorie“. Le agenzie pertinenti dell’Ue, Frontex, Agenzia dell’Unione Europea per l’Asilo (Euaa) ed Europol, hanno infatti dispiegato “450 persone in Italia”.

Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma. Ha scritto La Storia di Asti e la Storia di Pisa per Typimedia Editore. Segui Domenico su Facebook Segui Domenico su Linkedin

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