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Monopattini, Parigi li mette al bando dal 1° settembre 2023

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È Parigi, la capitale della Francia, la prima grande città d’Europa a vietare d’ora in avanti l’utilizzo dei monopattini. È già in corso la rimozione di 15 mila trottinette: i monopattini in libero accesso, tramite la app sullo smartphone, nei vari parcheggi pubblici della metropoli. Dal primo settembre Parigi diventerà quindi la prima capitale europea a vietare totalmente i controversi mezzo a due ruote, tanto utili e belli quanto sempre più spesso pericolosi.

L’operazione “si svolge con dolore” commentano i media d’Oltralpe. In quanto oltre 100 posti di lavoro sono minacciati dalla fine dei monopattini in città. Tuttavia è un intervento previsto, conseguente al risultato del referendum cittadino che lo scorso 2 aprile ha decretato lo stop all’iniziativa dell’utilizzo in città dei monopattini.

Monopattini elettrici. Foto Ansa/Giuseppe Giglia

Monopattini, il referendum

Alla votazione consultiva che il municipio di Parigi ha organizzato la scorsa primavera sul loro uso, quasi il 90% degli elettori che si sono recati ai seggi elettorali – in rappresentanza del 7% soltanto degli iscritti, per il forte astensionismo – hanno votato a favore del divieto. Anne Hidalgo, sindaco socialista di Parigi, si è quindi impegnata ad attuare il risultato.

I tre operatori privati che forniscono i monopattini elettrici di uso pubblico ai parigini – Dott, Lime e Tier Mobility – hanno fino al termine ultimo del 31 agosto per liberare del tutto la capitale francese. Si provvederà a trasferire i monopattini a Bordeaux, Lille, Berlino, Londra, Tel Aviv, Copenaghen e nel Belgio. I monopattini elettrici accessibili da smartphone tramite app sono arrivati nella capitale francese nel 2018. Il municipio ha cercato di regolamentarne l’utilizzo nel 2020, limitando a tre il numero degli operatori autorizzati.

Troppi incidenti

Il Comune di Parigi aveva apertamente incoraggiato gli elettori a dismettere il servizio, deplorando il fatto che gli incidenti fossero aumentati del 189% dal 2019, e che il monopattino generasse un clima ansiogeno nella capitale. Critici i vertici delle tre aziende escluse secondo cui Parigi “costituisce un’eccezione sul territorio europeo“, ha riferito Lime in un comunicato stampa. L’azienda californiana ha annunciato che i suoi monopattini verranno trasferiti in “città cosmopolite e internazionali di primo piano“.

Un uomo su un monopattino elettrico nel centro di Roma. Foto Ansa/Giuseppe Giglia

I monopattini in Italia

E in Italia? Non c’è solo la patente al centro delle nuove regole del Codice della strada che il ministro dei Trasporti, Matteo Salvini, ha varato questa estate. I monopattini elettrici hanno visto l’applicazione di nuove regole perché anche nel nostro Paese sta diventando un problema il flusso nel traffico delle città di questo mezzi molto usati, spesso anche in contromano.

Dunque i monopattini che si prendono a nolo nelle città italiane dovranno adesso sottostare a una nuova normativa. La scelta dell’Italia è però diversa da quella di Parigi: nessun divieto di circolazione bensì una forte regolamentazione. In primo luogo dovranno avere un meccanismo che li blocchi se escono dalle aree consentite. Il ddl stabilisce inoltre il “divieto di circolazione dei monopattini a propulsione prevalentemente elettrica privi di contrassegno o di copertura assicurativa.” E introduce “l’obbligo di uso del casco a bordo dei monopattini a tutti i conducenti, in precedenza previsto esclusivamente per i conducenti minori di 18 anni.” E, ancora, si introduce “un divieto generalizzato di sosta dei monopattini sui marciapiedi.

Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma. Ha scritto La Storia di Asti e la Storia di Pisa per Typimedia Editore. Segui Domenico su Facebook Segui Domenico su Linkedin

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