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Jane Birkin, i migliori film del “broncio” più bello del grande schermo

La leggenda del cinema ci ha lasciati improvvisamente: la ricordiamo con alcuni tra i suoi cult intramontabili

Icona rivoluzionaria, musa di Hermès che per lei ha ideato l’iconica Birkin bag, Jane Birkin ci ha lasciati all’età di 76 anni. Se n’è andata improvvisamente, nel silenzio della sua abitazione parigina, così come le più grandi icone – come lei – fanno, ma non prima di averci lasciato un’importante eredità.

Britannica di nascita e francese di adozione, Jane Birkin è stata forse il volto della rivoluzione di costume e dello spirito di liberazione degli Anni Sessanta. Nata a Londra nel 1946, si è trasferita in Francia sul finire del 1960 e, dopo un primo matrimonio – naufragato – con John Barry, dal quale ha avuto la prima figlia Kate – mancata nel 2013 – è avvenuto l’incontro con Serge Gainsbourg. Con il cantautore, attore e regista francese ha dato origine a una delle coppie più chiacchierate dell’epoca.

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I migliori film per ricordare Jane Birkin (ANSA) – VelvetMag

Dal loro “scandaloso” amore è nata la celebre attrice Charlotte Gainsbourg e un’altra indimenticabile “creatura”: la storica Je t’aime… moi non plus, nel 1969. Se la relazione con Serge Gainsbourg non è durata, lo stesso non si può dire del suo statu quo di icona, che si è esteso anche sul grande schermo. In virtù di ciò, per rendere omaggio all’attrice, cantante e modella, scomparsa improvvisamente, abbiamo scelto di menzionare alcuni tra i migliori film a cui ha preso parte.

Jane Birkin, i migliori film dell’indimenticata icona

Il suo nome è inevitabilmente legato alla celebre bag firmata Hermès che porta il suo nome, divenuta simbolo di classe e lusso. Ma, al di là di ciò, Jane Birkin ha preso parte a diverse pellicole di spessore, sin dalla metà degli Anni Sessanta. Nel corso della sua carriera è stata diretta da grandi esponenti della settima arte, come Michelangelo Antonioni, Jean-Luc Godard, Patrice Leconte, Paul Morrissey, Bertrand Tavernier, James Ivory e Agnès Varda. E, proprio in merito al primo nome menzionato, è impossibile non menzionare Blow-Up (1966) di Antonioni.

Ispirato al racconto Le bave del diavolo dell’argentino Julio Cortázar, è valso al regista nostrano la Palma d’Oro a Cannes nel 1967 e ha ricevuto anche due candidature ai Premi Oscar. Nonostante la performance breve ma incisiva, Jane Birkin è stata in grado di incarnare nel modo più accurato lo spirito della Swinging London, nei panni della “ragazza bionda“, sullo sfondo di un’indagine in cui ciò che è reale assume confine sempre più sfumati.

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Jane Birkin, ecco quali sono i suoi migliori titoli (ANSA) – VelvetMag

Slogan (1969) di Pierre Grimblat è sicuramente un altro dei titoli imprescindibili dal ricordo di Jane Birkin. All’epoca non parlava ancora francese, ciononostante fu scelta per recitare al fianco di Serge Gainsbourg: il resto è storia. Il film, infatti, ha permesso ai due di intraprendere un sodalizio artistico – collaborando per il brano La Chanson de Slogan, primo di una lunga serie – e una scandalosa relazione. Grazie al successo della pellicola, lo stesso anno Birkin ha lavorato ne La piscina (La piscine) di Jacques Deray, uscito in Italia solo nel 1973. L’interprete britannica si affermò in Francia grazie alla pellicola, che nel cast vanta come protagonisti Alain Delon e Romy Schneider.

Gli altri film per ricordare Jane Birkin

A carriera ormai affermata, l’interprete naturalizzata francese è entrata a far parte del cast di Assassinio sul Nilo (1978) di John Guillermin, incentrato sulle indagini di Hercule Poirot, il personaggio nato dalla penna di Agatha Christie. Birkin si è trovata a recitare in un cast corale all star, composto da Peter Ustinov nei panni dell’investigatore belga, David Niven, Mia Farrow, Bette Davis, Maggie Smith e Angela Lansbury.

La donna della mia vita (1986) di Régis Wargnier vede Birkin nei panni di Laura, una donna che proverà ad aiutare il marito, un violoncellista che ha sviluppato una dipendenza da alcolici. I progressi dell’uomo, però, desteranno una gelosia sempre più distruttiva nella donna.

La bella scontrosa (La Belle Noiseuse) di Jacques Rivette del 1991 è liberamente basato sul racconto Il capolavoro sconosciuto di Honoré de Balzac. Il film, che ha vinto Grand Prix Speciale della Giuria al 44º Festival di Cannes, vede Birkin nel ruolo di Liz ormai ex musa del marito Edouard Frenhofer (interpretato da Michel Piccoli), per un quadro incompiuto da dieci anni, La Belle Nouseuse per l’appunto. Di comune accordo, la coppia sceglierà una nuova modella, la giovane Marianne (Emmanuelle Béart). Il film si connota come una riflessione tra reale e la sua imitazione, attraverso l’atto della creazione artistica.

Jane by Charlotte è sicuramente una delle ultime, grandi, performance che Jane Birkin ci ha regalato. È la “Jane” autentica, raccontata attraverso le parole della figlia, Charlotte Gainsbourg, nella sua opera prima. Si tratta di un dialogo generazionale, ma anche un’occasione per conoscere a fondo due icone del grande schermo. “Una scusa per avvicinarmi a lei, per guardarla, per prendermi del tempo con lei“, ha affermato Gainsbourg in merito a quella che si presenta come la più intima confessione di un’icona.

Jane Birkin in Jane by Charlotte
Jane Birkine Charlotte Gainsbourg in “Jane by Charlotte” – VelvetMag

Lorenzo Cosimi

Cinema e tv

Romano, dopo la laurea triennale in Dams presso l’Università degli Studi Roma Tre, si è poi specializzato in Media, comunicazione digitale e giornalismo alla Sapienza. Ha conseguito il titolo con lode, grazie a una tesi in Teorie del cinema e dell’audiovisivo sulle diverse modalità rappresentative di serial killer realmente esistiti. Appassionato di cinema, con una predilezione per l’horror nelle sue molteplici sfaccettature, è alla ricerca costante di film e serie tv da aggiungere all’interminabile lista dei “must”. Si dedica alla produzione seriale televisiva con incursioni sui social.

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