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Pier Silvio Berlusconi: “Non scendo in politica, la mia famiglia è compatta. Arcore un museo? Invenzioni”

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Martedì 5 luglio Pier Silvio Berlusconi, amministratore delegato di Mediaset, ha presentato insieme ai vertici aziendali i palinsesti della corazzata televisiva per il 2023. Un appuntamento che ha assunto un significato politico importante.

Si è trattato infatti della prima apparizione pubblica in azienda dopo la morte del fondatore, Silvio Berlusconi. Pier Silvio non ha nascosto l’emozione nel ricordare il Cavaliere e nel ringraziarlo pubblicamente raccontando anche alcuni aneddoti privati. Poi l’amministratore delegato ha raccontato del suo no alla politica. Ma anche del rapporto con la premier Giorgia Meloni, e della propria famiglia “più compatta che mai.

La presentazione dei palinsesti Mediaset il 5 luglio a Cologno Monzese. Foto Ansa/Mediaset

Il ricordo di Berlusconi

La mancanza che sento è personale” ha confessato Pier Silvio Berlusconi. Si tratta di un vuoto che “cresce ogni giorno di più.” Silvio Berlusconi “era un papà di una dolcezza infinita, la perdita di un genitore è davvero una delle cose più dolorose che possano accadere. Sono ancora in quella fase iniziale, faccio ancora fatica a parlare” ha dichiarato commosso l’amministratore delegato di Mediaset.

Mi manca l’uomo, è stato un grande padre, ho avuto una crescita grazie a lui. Ricordo che un giorno mi chiamò in cucina e c’era la mia agenda esposta al fianco della sua e mi disse: ‘Ma tu hai veramente tutti questi appuntamenti? Sei diventato me’. La mancanza è totale, ma è stato così grande che ci ha dato la possibilità di andare avanti senza di lui. Ha dato a noi figli la possibilità di camminare con le nostre gambe.

Mediaset non è in vendita

In queste settimane ho letto delle ricostruzioni che mi hanno fatto male” ha quindi proseguito Berlusconi junior spostando il discorso sul piano degli affari e dell’imprenditoria. “Non abbiamo mai parlato di vendita di Mediaset. La famiglia non solo appare compatta ma lo è. Io voglio molto bene a mia sorella Marina e ai miei tre fratelli Barbara, Eleonora e Luigi. Ognuno fa il proprio lavoro, ma siamo sempre stati compatti e uniti“.

Pier Silvio Berlusconi. Foto Ansa/Mediaset

Quanto all’ipotesi che Arcore possa diventare un museo, spiega: “È un’ipotesi inventata.” Dopo la morte del Cavaliere, avvenuta lo scorso 12 giugno, e più ancora a seguito dei funerali del 14 giugno nel Duomo di Milano, alcuni media avevano descritto la famiglia Berlusconi come divisa. In particolare sostenendo che Luigi Berlusconi potesse diventare, con le sorelle Barbara ed Eleonora, una spina nel fianco di Pier Silvio e Marina. Ovvero i figli di primo letto di Silvio Berlusconi, ai vertici dell’impero economico-finanziario di famiglia.

Pier Silvio si affida a Meloni

Ma alla presentazione dei palinsesti Mediaset, Pier Silvio Berlusconi ha fatto muro e ha respinto tutto. Anche i rumors circolati in questi giorni circa una sua eventuale ‘discesa in campo’ per rimpiazzare il padre. “Per non essere frainteso – ha sottolineato – su una mia ipotetica discesa in politica rispondo ‘assolutamente no‘.”

“Non scendo in politica, la politica è un mestiere serio, da studiare e imparare. Oggi Mediaset sta attraversando un momento di crescita e devo rimanere a fare il mio mestiere… Mediaset è importante, non potrei andarmene all’improvviso… e poi non vedo emergenze nazionali. C’è un governo votato dagli elettori, Forza Italia deve e può garantire stabilità al Governo. Detto ciò non ho intenzione di scendere in politica“. L’ad Mediaset ha quindi rilasciato dichiarazioni sul suo rapporto di conoscenza con la presidente del Consiglio. “Il mio è un buon rapporto con Giorgia Meloni – ha detto – la conosco da molti anni. È una persona che stimo, giovane, decisa, ho stima personale, è il nostro premier.” Un messaggio chiaro: ‘Giorgia pensaci tu’.

Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma. Ha scritto La Storia di Asti e la Storia di Pisa per Typimedia Editore. Segui Domenico su Facebook Segui Domenico su Linkedin

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