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Ucraina, il cardinale Zuppi a Mosca ma i russi massacrano adulti e ragazzi a Kramatorsk

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La pace, o almeno la fine della guerra, fra Russia e Ucraina appare ancora un miraggio. Ma il 28 e 29 giugno Matteo Zuppi, il cardinale di Bologna inviato speciale di papa Francesco, è a Mosca. Dopo aver incontrato a Kiev, il 6 giugno, Zelensky, adesso lo accolgono i governanti russi, sebbene nessuno preveda un incontro con Putin. 

Mentre il cardinale stava per giungere nella capitale della Federazione Russa, si è saputo che è aumentato a 10 il numero delle vittime del bombardamento russo con missili Iskander su un ristorante affollato di Kramatorsk, nel Donbass ucraino. Il locale, punto di incontro fra miliari, ma anche giornalisti e inviati di paesi stranieri, oltre che di famiglie del posto, è stato distrutto. I feriti sono 61. Fra le vittime anche due sorelle gemelle di 14 anni.

IL cardinale Matteo Zuppi, inviato del Papa per la pace fra Russia e Ucraina. Foto Ansa/Epa/Ufficio presidenziale ucraino

La strage di Kramatorsk

Rispondendo a una domanda sulla vicenda, il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha detto che la Russianon colpisce infrastrutture civili, i bombardamenti sono diretti a siti collegati in un modo o nell’altro a infrastrutture militari.” I servizi segreti dell’Ucraina hanno arrestato una persona che sospettano di avere passato ai russi informazioni per l’attacco missilistico al ristorante di Kramatorsk, avvenuto il 27 giugno.

Lo ha reso noto su Telegram il consigliere del ministero dell’Interno di Kiev, Anton Gerashenko. Secondo l’Sbu, i russi hanno chiesto a questa persona di verificare se il locale fosse aperto e di registrare la presenza di clienti. “L’uomo ha quindi effettuato registrazioni video segrete del locale e delle auto parcheggiate nelle vicinanze e ha trasmesso i filmati all’intelligence militare russa“, aggiunge Gerashenko.

Tra le vittime dell’attacco c’è una ragazza di 17 anni e due sorelle gemelle di 14 anni. Lo ha reso noto il procuratore generale Andriy Kostin, come riporta Ukrinform. Inoltre le squadre di soccorso hanno estratto dalle macerie il corpo di un bambino, è stato riferito. “È possibile che ci siano ancora persone sotto le macerie“, ha scritto Kostin su Telegram. Secondo il procuratore a colpire il ristorante sono stati “due missili Iskander“. Dal canto loro le forze ucraine hanno abbattuto la notte scorsa 6 droni Shahed-136/131 lanciati dai russi sull’Ucraina.

Le gemelle 14enni Yulia e Anna Aksenchenko assassinate dai russi nel bombardamento del 27 giugno a Kramatorsk, Ucraina. Foto Twitter @RaffaellaRoma

“Controffensiva ucraina? È solo all’inizio

Secondo l’Aeronautica militare di Kiev, “nella notte del 28 giugno 2023, le unità di difesa aerea dell’Aeronautica militare e altri elementi delle Forze di difesa dell’Ucraina hanno distrutto 6 munizioni da lancio Shahed-136/131. Gli occupanti russi le hanno usate per attaccare l’Ucraina dalla direzione sud-est“, si legge nel rapporto. E lo Stato Maggiore delle forze armate ucraine ha riferito che i soldati russi hanno tentato senza successo di attaccare 5 insediamenti ucraini in quattro direzioni, il 27 giugno.

Intanto, intervistato dal Financial Times, il ministro della Difesa ucraino, Oleksiy Reznikov, afferma che i recenti e modesti successi ucraini contro le forze russe sono solo un’ “anteprima” di una controffensiva molto più grande. Si stenta a crederlo, però. Ma Reznikov insiste: “L’evento principale” dell’attacco deve ancora arrivare e “quando accadrà, lo vedrete tutti… Tutti vedranno tutto“. Il ministro ha confermato che le principali riserve di truppe dell’Ucraina, tra cui la maggior parte delle brigate recentemente addestrate in Occidente ed equipaggiate con moderni carri armati e veicoli corazzati della NATO, devono ancora essere utilizzate nell’operazione.

Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma. Ha scritto La Storia di Asti e la Storia di Pisa per Typimedia Editore. Segui Domenico su Facebook Segui Domenico su Linkedin

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