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Duplice omicidio a Verona, fermato il figlio della coppia assassinata

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Le forze dell’ordine hanno arrestato a Verona un uomo di 55 anni con l’accusa di omicidio. Vittime i suoi genitori, i cui cadaveri sono stati ritrovati nella loro abitazione il pomeriggio del 25 aprile. Giacevano senza vita da ore, probabilmente dalla sera del 24 aprile.  

Le vittime sono Giampaolo Turazza e Vilma Vezzaro, rispettivamente di 75 e 73 anni: vivevano ne quartiere di Borgo Roma, a Verona. Gli inquirenti si sono subito messi sulle tracce del figlio della coppia, Osvaldo Turazza, poi arrestato con l’accusa di duplice omicidio.

La polizia presso l’abitazione dei coniugi veronesi assassinati. Foto Ansa/Filippo Venezia

Cosa è successo a Verona

La dinamica del delitto è tuttora in fase di ricostruzione da parte della polizia. Tuttavia, dalle prime informazioni, sembra che l’assassino abbia accoltellato i due anziani genitori alla gola: il padre mentre era a letto; la madre è invece stata trovata riversa a terra nel corridoio dell’appartamento.

Le indagini si sono subito concentrate sul figlio dei due coniugi, che inizialmente aveva fatto perdere le sue tracce. Tutto resta ancora da capire con esattezza e sul caso è al lavoro la Polizia di Stato, intervenuta con gli investigatori della Squadra mobile e i tecnici della Scientifica per una lunga serie di rilievi. Mentre gli accertamenti sono tuttora in corso il magistrato ha autorizzato lo spostamento delle salme, che sono state trasferite in obitorio.

La testimonianza dei vicini

Secondo quanto ricostruito dal giornale di Verona, il quotidiano L’Arena, il duplice omicidio sarebbe avvenuto la sera di lunedì 24 aprile, al secondo piano di un palazzo in ristrutturazione nel quartiere di Borgo Roma. Un’inquilina ha sentito dei rumori. “Ogni tanto succedeva che alzassero un po’ la voce – ha raccontato sconvolta, secondo quanto riporta L’Arena – soprattutto quando avevano lui in visita. Ero amica di Wilma, ci legava l’amore per i gatti, ne aveva tre, scambiavamo spesso due parole quando usciva. L’ho incrociata per l’ultima volta lunedì 24. Come sempre gentile, delicata, sorridente, una donna speciale, dedita al marito che non stava bene e a quel figlio che, evidentemente, qualche problema aveva“.

Barbara Capovani, 55 anni. Foto Twitter @enpaonlus

Poche ore dopo il caso di Pisa

Il duplice omicidio di Verona segue di pochi giorni quello ancor più efferato di Pisa, avvenuto il 21 aprile, quando la psichiatra Barbara Capovani, 55 anni, è stata brutalmente assassinata – ricoverata in agonia, è poi deceduta il 23 aprile – a colpi di oggetto contundente. Forse una spranga. L’aggressore le ha teso un agguato aspettandola all’uscita dal suo turno di lavoro presso l’ospedale Santa Chiara. La polizia ha arrestato un 35enne ex paziente della dottoressa, Gianluca Paul Seung, che è sotto accusa per omicidio volontario premeditato.

I suoi organi hanno salvato vite

In queste ore si apprende che la generosità della dottoressa Capovani ha salvato la vita di un bambino. Per espressa volontà della psichiatra, infatti, i suoi organi sono stati donati. Il piccolo ha ricevuto uno dei reni della donna mediante un trapianto all’ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma. L’altro rene è andato a Siena, così come il cuore e i polmoni della dottoressa Barbara Capovani. Secondo quanto riporta La Nazione il fegato della dottoressa uccisa è stato trapiantato d’urgenza su un paziente a Milano. Anche in questo caso, come nel caso del bambino a Roma, si è trattato di un intervento salvavita.

Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma. Ha scritto La Storia di Asti e la Storia di Pisa per Typimedia Editore. Segui Domenico su Facebook Segui Domenico su Linkedin

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