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Ucraina, Putin: “Armi nucleari in Bielorussia”. Difesa aerea congiunta in Scandinavia

Da luglio, sostiene il capo del Cremlino, armamenti atomici a un passo dal confine ucraino. Kiev: "Minsk ostaggio di Mosca"

Mentre i soldati russi muoiono sul fronte di Bakhmut, la città dell’Ucraina che da mesi non riescono a conquistare, Putin schiera armi atomiche in Bielorussia. “II primo luglio completeremo la costruzione di un deposito di armi nucleari tattiche” ha detto il presidente russo.

Il 25 marzo Putin ha dichiarato che “la Russia produrrà oltre 1.600 carri armati entro un anno“. Dichiarazioni che stridono con quelle di tipo opposto, cioè di apertura al piano di pace della Cina, che per Putin sarebbe una buona “base per le trattative“.

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Vladimir Putin. Foto Ansa/Epa Gavriil Grigorov

Ucraina, rischio Fukushima

La Russia ha già consegnato alla Bielorussia il sistema missilistico Iskander, in grado di trasportare armi nucleari” ha fatto sapere Putin. “Schiereremo in Bielorussia anche 10 aerei in grado di trasportare armi nucleari tattiche” ha poi aggiunto Putin nel corso di un’intervista ai media russi.

A fronte della nuova minaccia nucleare per l’Ucraina e per l’Europa che arriverà dalla Bielorussia, per Kiev, “esiste il rischio di un guasto dei sistemi di raffreddamento della centrale nucleare di Zaporizhzhia. Questo potrebbe significare un possibile scenario tipo Fukushima“. Lo ha affermato il direttore generale dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea), Rafael Grossi.

Paesi scandinavi, difesa aerea

I comandanti delle forze aeree di Svezia, Norvegia, Finlandia e Danimarca hanno intanto firmato una lettera d’intenti. L’obiettivo è di creare una difesa aerea nordica unificata per contrastare la Russia. La decisione di integrare le forze aeree è una conseguenza dell’invasione dell’Ucraina da parte di Mosca, ha detto alla Reuters il comandante delle forze aeree danesi, il maggiore generale Jan Dam, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa sul suo sito.

Le reazioni

Per quanto riguarda la minaccia di armamenti nucleari che proverrebbe dalla Bielorussia, “non ci sono indicazioni che Mosca si stia preparando a usare armi nucleari“. Lo ha detto un alto funzionario del governo americano, commentando l’annuncio del Cremlino di voler dispiegare armi nucleari tattiche in Bielorussia.

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Il presidente iraniano Ebrahim Raisi riceve il presidente bielorusso Alexander Lukashenko il 13 marzo a Teheran. Foto Ansa/Epa Ufficio presidenziale iraniano

Non abbiamo riscontrato alcun motivo per modificare la nostra posizione nucleare strategica. Né alcuna indicazione che la Russia si stia preparando a usare un’arma nucleare. Restiamo impegnati nella difesa collettiva dell’alleanza NATO“, ha affermato l’alto funzionario, come riporta l’agenzia di stampa Reuters sul suo sito. La Russia e la Bielorussia parlano da tempo del trasferimento di armi nucleari, ha aggiunto.

Ucraina: “Uccisi 170mila soldati russi

Da parte sua l’Ucraina afferma che la Russia sta tenendo Minsk in “ostaggio nucleare“. Così il segretario del Consiglio di sicurezza e difesa nazionale ucraino, Oleksiy Danilov. “Il Cremlino ha preso la Bielorussia come ostaggio nucleare“, ha scritto Danilov su Twitter, aggiungendo che la mossa rappresenta “un passo verso la destabilizzazione interna del paese“.

Tutto questo mentre, secondo il Governo dell’Ucraina, sono 170.550 i soldati russi uccisi dall’inizio dell’invasione, un anno fa. Inclusi 660 nella giornata del 25 marzo. Nel suo aggiornamento sulle perdite subite finora da Mosca, l’esercito ucraino indica inoltre che si registrano 305 caccia, 291 elicotteri e 2.216 droni russi abbattuti. Lo riportano i media nazionali. Questi dati non sono facilmente verificabili. Generalmente occorre ridimensionare le stime del Governo dell’Ucraina.

 

Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri

Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma. Ha scritto La Storia di Asti e la Storia di Pisa per Typimedia Editore.

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