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Meloni a Bruxelles, la premier dà battaglia sul tema dei migranti

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La premier Giorgia Meloni è a Bruxelles dove promette battaglia al Consiglio europeo dei capi di Stato e di Governo sulla questione degli sbarchi dei migranti. Dal vertice “mi aspetto passi concreti” ha dichiarato la presidente del Consiglio.

Quello dei migrantiè un tema considerato oggi centrale, qualcosa che era impensabile fino a qualche mese fa e viene seguito passo passo dal Consiglio” ha affermato Meloni.

Giorgia Meloni fra il primo ministro svedese Ulf Kristersson (a sin.) e l’omologo ungherese Viktor Orban al vertice Ue a Bruxelles. Foto Ansa/Epa Olivier Hoslet

Meloni, Ucraina e Patto di stabilità

Francamente non sono preoccupata” dalle posizioni della Lega sull’Ucraina, ha poi ragionato Meloni di fronte ai cronisti. “La linea dell’Italia è chiara“, ha assicurato, sottolineando che “al di là delle posizioni sul necessario richiamo a continuare a lavorare per la soluzione del conflitto, su cui tutti lavoriamo, il punto è capirsi su cosa sia utile“.

Sulla riforma del Patto di stabilitàci sono sempre visioni abbastanza differenti, ma io penso che l’Ue debba imparare dai suoi errori, dal passato, dalla realtà che stiamo affrontando“, ha ribadito Meloni. La premier italiana ha ricordato che “oggi a noi si richiedono importanti investimenti per la transizione ecologica, digitale, per le catene di approvvigionamento strategico“.

La premier e Macron

E allora, secondo Meloni, “non si può pensare che investimenti necessari a rendere competitivi i nostri sistemi non si tengano in considerazione nella governance. Per noi sarebbe tragico tornare ai parametri precedenti“. La premier ha perciò sollecitato “una governance più attenta alla crescita economica e non solo alla stabilità: ci sono passi in avanti ma bisogna lavorare ancora molto“.

Meloni con Macron a Roma lo scorso ottobre. Foto Ansa/Chigi Filippo Attili

Sono in contatto con Macron, vediamo“, ha detto ancora Meloni, parlando dei bilaterali che avrà a margine del Consiglio europeo. “Vedo adesso il premier polacco Mateusz Morawiecki – ha anticipato – e ho in programma un incontro con il primo ministro greco, (Kyriakos Mītsotakīs, ndr.) forse allargato anche ad altri paesi”.

Il Consiglio Ue e i migranti

Il Consiglio europeo che si riunirà il 23 e 24 marzo a Bruxelles, avrà sul tavolo prima di tutto l’economia, e in secondo piano gli affari esteri. I capi di Stato e di Governo parleranno anche di migrazioni. Ma nessuno si attende grosse novità, salvo il fatto che la premier Meloni insisterà sul punto dopo il naufragio di Cutro. E ciò perché la strategia da seguire su questa materia è già stata ampiamente discussa, e messa nero su bianco nelle conclusioni, nel Consiglio straordinario del 9 febbraio scorso. Come spiega un alto funzionario Ue all’Adnkronos, “quello che conta è che abbiamo fissato una linea di azione; ora bisogna attuarla“.

La presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, e la presidenza svedese dell’Unione europea aggiorneranno i leader su ciò che si è fatto fino a oggi. Von der Leyen lo ha già spiegato in una lettera il lunedì 20 marzo. “La stessa cosa avverrà nel Consiglio Europeo di giugno – continua la fonte – l’intenzione non è quello di riaprire la discussione ogni volta, ma di attuare quello che si è già deciso“.

Il Consiglio europeo del 23 marzo è il primo ordinario del 2023. Seguirà l’Eurosummit in formato allargato, a tutti e 27 i paesi membri dell’Unione, il giorno successivo, 24 marzo. Il summit è cominciato prima del solito, alle 11.30, per un pranzo di lavoro con il segretario generale delle Nazioni Unite, António Guterres. Con quest’ultimo ci sarà uno scambio “sulle principali questioni geopolitiche e sulle sfide globali” ha spiegato il presidente del Consiglio Europeo, Charles Michel.

Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma. Ha scritto La Storia di Asti e la Storia di Pisa per Typimedia Editore. Segui Domenico su Facebook Segui Domenico su Linkedin

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