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Guerra dei palloni spia fra Usa e Cina, Pechino: “In un anno più di 10 volte sui nostri cieli”

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Mentre gli Stati Uniti annunciano di aver abbattuto il quarto pallone spia cinese, la Cina accusa: “Washington ha inviato palloni aerostatici nel nostro spazio aereo più di 10 volte dal gennaio 2022“.

Non ha usato mezzi termini il portavoce del ministero degli Esteri, Wang Wenbin, in un briefing con la stampa del 13 febbraio. Il Governo del Dragone passa dunque al contrattacco in quella che appare ormai la guerra dei palloni spia con l’America.

Il primo pallone spia cinese nei cieli americani, abbattuto il 4 febbraio 2023. Foto Twitter @Reuters

Pallone abbattuto negli Usa

Solo dall’anno scorso, i palloni aerostatici statunitensi hanno sorvolato illegalmente la Cina più di 10 volte senza alcuna approvazione da parte delle autorità cinesi” ha affermato il portavoce. Wang Wenbin ha esortato gli Stati Uniti a “cambiare rotta e a fare un’introspezione piuttosto che diffamare e accusare la Cina“. Da parte sua il Pentagono ha reso noto di avere abbattuto un altro oggetto non identificato, forse un pallone, ad alta quota sul Lago Huron, che si trova tra Stati Uniti e Canada. Lo riferisce la Cnn, citando fonti militari e del Congresso.

Ad abbattere l’oggetto sono stati i piloti dell’Air Force e della Guardia nazionale, al confine tra Usa e Canada. Le autorità americane hanno evitato di dire se l’oggetto volante abbattuto assomiglia al primo pallone spia cinese o ad altri ad altri due Ufo (Unidentified Flying Object – oggetto volante non identificato) di dimensione inferiore e di forma cilindrica. Entrambi neutralizzati, rispettivamente in Alaska e in Canada.

“Sorvolava siti militari”

Dopo il primo episodio, le forze di sicurezza nordamericane sono in allerta. Il possibile pallone spia non identificato sul Lago Huron è stato abbattuto da un caccia bombardiere F-16 per le sue potenziali capacità di sorveglianza. Ma anche perché avrebbe volato in prossimità di siti militari sensibili. Lo afferma il Pentagono.

La Marina Usa ha diffuso le foto del sospetto pallone-spia cinese che è stato abbattuto il 4 febbraio 2023. Foto Facebook/U.S. Fleet Forces Command

Agli inizi di febbraio, pochi giorni fa, il presidente Usa Joe Biden, aveva reso noto che le forze di difesa statunitensi avevano eliminato “con successo” un presunto pallone spia cinese. L’oggetto volante aveva sorvolato uno dei tre campi militari di missili nucleari americani. Ovvero la Malmstrom Air Force Base di Billings, nello Stato settentrionale del Montana.

Trudeau e il pallone sul Canada

Adesso è il premier canadese Justin Trudeau che ha ordinato di colpire un oggetto non identificato, di forma cilindrica come quello individuato nei cieli del Canada settentrionale. Un caccia F-22 ha sparato un missile centrando l’obiettivo. L’abbattimento è avvenuto dopo che l’aviazione ha individuato e monitorato l’oggetto “ad alta quota“. E dopo che lo stesso Trudeau aveva consultato il suo omologo statunitense, Biden.

Contatti fra Usa e Cina

In merito all’abbattimento da parte Usa del primo pallone spia, lo scorso 4 febbraio, l’Amministrazione Biden, riporta l’Agi, ha fatto sapere di aver avuto contatti con Pechino. E ciò dopo che le richieste del Pentagono erano state respinte per giorni. “Ci sono stati contatti con la Repubblica Popolare Cinese sul pallone ad alta quota“, ha dichiarato il vice segretario alla Difesa Melissa Dalton.

Il segretario alla Difesa Usa, Lloyd Austin, aveva chiesto di parlare con la controparte cinese subito dopo l’abbattimento del pallone aerostatico al largo della costa orientale degli Stati Uniti. Ma non aveva ottenuto risposta. L’accaduto aveva spinto il Segretario di Stato, Antony Blinken, a cancellare una missione diplomatica a Pechino in programma da tempo. La Cina aveva rifiutato l’offerta di una telefonata con il capo della difesa statunitense giudicando “irresponsabile” l’iniziativa di abbattere il pallone.

Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma. Ha scritto La Storia di Asti e la Storia di Pisa per Typimedia Editore. Segui Domenico su Facebook Segui Domenico su Linkedin

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