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Ucraina, Soledar è rasa al suolo: “Impossibile evacuare i bambini”

I terreni attorno a Bakhmut crivellati di crateri, un paesaggio apocalittico. La resistenza di Kiev in forte difficoltà

La cittadina di Soledar, in Ucraina, alle porte di Bakhmut (nel Donbass) è in questi giorni il punto forse più oscuro della guerra. La battaglia fra i russi invasori e la resistenza ucraina è feroce.

Soledar, come mostrano le immagini satellitari della società americana Maxar Technologies, è rasa al suolo. I combattimenti, però non si fermano. E se i russi affermano di avere il controllo della situazione, gli ucraini replicano che ciò è falso, e che hanno inflitto al nemico ingenti perdite.

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Due foto satellitari della Maxar Technologies ritraggono Soledar, in Ucraina, prima (1 agosto 2022) e dopo (10 gennaio 2023) essere stata rasa al suolo a causa di una battaglia che infuria da mesi fra russi e ucraini

Infuria dunque la battaglia nel Donetsk, drammaticamente mostrata dalle foto satellitari. Le immagini che vi mostriamo sono relative anche a un terreno attorno a Bakhmut completamente crivellato di colpi di artiglieria. “I soldati ucraini stanno combattendo disperatamente“, ha fatto sapere l’Ucraina. Mosca sostiene invece di aver ormai conquistato Soledar, da giorni al centro di un’aspra battaglia tra russi e ucraini. Il governatore della regione di Donetsk, dove si trova la località contesa, ha lanciato l’allarme per i civili: “Ce ne sono ancora almeno 500, tra cui 15 bambini che è impossibile evacuare“.

Paesaggio apocalittico

Le fotografie della Maxar Technologies, pubblicate su Twitter, mostrano la città di Soledar nell’agosto 2022 e la situazione adesso. I palazzi di allora sono completamente distrutti dalle bombe. Un altro scatto sta rapidamente facendo il giro dei social: è quello di un campo tra Soledar e la città di Bakhmut, completamente crivellato. Dal satellite sembrano piccoli fori ma sono in realtà crateri provocati dai missili nel terreno. Un paesaggio apocalittico.

L’Ucraina: “Soledar ancora nostra”

Nonostante la difficile situazione, i soldati ucraini stanno combattendo disperatamente” ha detto la viceministra della Difesa, Hanna Malyar. “Il nemico sta cercando senza successo di catturare Soledar“, ha aggiunto. E ha anche sottolineato come “gli ingressi in città sono disseminati dei corpi dei soldati di Putin uccisi ma i russi si muovono direttamente sui corpi dei loro soldati caduti“. Anche il presidente dell’Ucraina, Volodomyr Zelensky, in un video su Telegram ha assicurato che “il fronte di Donetsk tiene“.

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La foto di Maxar Technologies del 7 gennaio 2023 rivela migliaia di crateri di bombe nei campi e lungo le strade dentro e intorno alla città di Bakhmut, in Ucraina

Di tenore opposto le dichiarazioni che arrivano da Mosca. Il Cremlino ha affermato di avere ormai il controllo di Soledar dove, secondo le milizie dell’autoproclamata Repubblica di Donetsk, rimangono ancora solo alcune “sacche di resistenza” delle forze di Kiev. Il tutto mentre le truppe russe avrebbero già preso il controllo totale dei quartieri occidentali. Il Cremlino si è congratulato con gli “eroi” del gruppo Wagner. “Un lavoro davvero colossale è stato fatto a Soledar, queste sono azioni eroiche assolutamente altruiste“, ha dichiarato il portavoce di Putin, Dmitry Peskov, rispondendo a una domanda sull’operato dei mercenari. Sono più d’una, però, le fonti che riferiscono di molti morti. “Le ostilità continuano“, ha aggiunto Peskov, ripreso dall’agenzia Interfax.

I bambini di Soledar

Nel contesto della battaglia fra i soldati russi e quelli ucraini i civili sono in trappola. A Soledar ve ne sarebbero oltre 500, tra cui 15 bambini, ed è impossibile evacuarli a causa dei combattimenti in corso. A lanciare l’allarme è stato il governatore della regione di Donetsk, Pavlo Kyrylenko, come riportano i media internazionali. La cittadina, che prima della guerra aveva una popolazione di circa 10.500 abitanti, oggi ne ha appena 559, secondo Kyrylenko.

Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri

Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma.

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