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La Bce: “Sta arrivando la recessione in Europa”

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Si affaccia la recessione in Europa. L’economia dell’area euro, nel quarto trimestre del 2022 e nel primo del 2023, “potrebbe subire una contrazione dovuta alla crisi energetica“. È l’allarme della Banca centrale europea (Bce).

Nel suo bollettino l’istituto di credito di Francoforte parla inoltre di “elevata incertezza” così come di “indebolimento dell’attività economica mondiale“. A livello internazionale generale vi sono inoltre “condizioni di finanziamento più restrittive” e con rischi “orientati al ribasso“. Ma “una eventuale recessione sarebbe relativamente breve e di lieve entità“.

La sede della Banca centrale europea a Francoforte, in Germania. Foto Ansa/Ronald Wittek

Bce, i dati del Bollettino

I funzionari della banca centrale europea appuntano le loro osservazioni sull’economica europea sul Bollettino economico dell’istituto, che per contro nota “segnali positivi” dall’occupazione. Il tasso di occupazione sarebbe infatti aumentato dello 0,3%, nel terzo trimestre. La disoccupazione, per altro, è al nuovo minimo storico del 6,5% (dato relativo allo scorso mese di ottobre). “Le pressioni sui prezzi restano forti in tutti i settori“, nota poi la Bce. Nel periodo tra settembre e metà dicembre 2022, fra aspettative di un inasprimento più marcato della politica monetaria, “i tassi di interesse a più lungo termine sono cresciuti, nel complesso, solo lievemente” e “i differenziali sui titoli di Stato si sono ridotti“.

Lo rileva la Bce in un’analisi sull’andamento dei mercati finanziari nel Bollettino economico. I funzionari di Francoforte si soffermano sull’andamento di Italia e Grecia che sembra smentire chi temeva un’impennata degli spread fra annunci di rialzi dei tassi e smantellamento del quantitative easing (Qe). “I differenziali sui titoli di Stato italiani e greci a dieci anni – nota il documento – sono scesi, rispettivamente, di 18 e 22 punti base“. Per la Bce “i tassi di interesse debbano ancora aumentare in misura significativa a un ritmo costante per raggiungere livelli sufficientemente restrittivi da assicurare un ritorno tempestivo dell’inflazione all’obiettivo del 2% nel medio termine“.

Il problema dei bond

Lo scrive la banca centrale nel Bollettino dando conto delle decisioni del Consiglio direttivo del 15 dicembre. La Bce conferma inoltre che da marzo il portafoglio dei bond acquistati negli anni col programma ‘App’ “sarà ridotto a un ritmo misurato e prevedibile“. Ossia pari, in media, a 15 miliardi di euro al mese sino alla fine del secondo trimestre del 2023. Nuovi importi si definiranno nel corso del tempo.

La governatrice della Bce, Christine Lagarde. Foto Ansa/Ronald Wittek

La Bce aveva già avviato, per altro, alla fine dello scorso anno, il quantitative tightening. Si tratta del processo con cui la banca comincerà a liberarsi dei bond comprati negli anni passati. Titoli di Stato dei vari Paesi europei, a cominciare da quelli più in difficoltà come l’Italia, che non saranno più a carico dell’istituto con sede a Francoforte “a partire dagli inizi di marzo 2023“.

Lagarde e la Bce

Le stime macroeconomiche dell’istituto guidato da Christine Lagarde indicano per l’Europa “una crescita economica del 3,4% nel 2022, dello 0,5% nel 2023, dell’1,9% nel 2024 e dell’1,8% nel 2025“. Lo scorso dicembre la governatrice della Bce aveva inoltre sostenuto che “l’inflazione continua a essere di gran lunga troppo elevata. E, secondo le proiezioni, si manterrà su un livello superiore all’obiettivo per un periodo di tempo troppo prolungato“.

Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma. Ha scritto La Storia di Asti e la Storia di Pisa per Typimedia Editore. Segui Domenico su Facebook Segui Domenico su Linkedin

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