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Usa, è giallo sul blocco dei voli: “Sistema informatico in tilt”

Per alcune ore sospesi tutti i decolli. "Ma non è un cyberattacco" dice la Casa Bianca. Caos e ritardi per 4mila aerei, anche in Europa

Giallo con gravi risvolti sulla sicurezza nazionale negli Usa. Per alcune ore, l’11 gennaio, le autorità dell’aviazione hanno sospeso tutti i voli. Il tutto per colpa di un apparente guasto al sistema informatico della Federal Aviation Administration (Faa).

La stessa Faa ha poi annunciato, dopo alcune ore, di aver revocato la sospensione. E che gli aerei avrebbero potuto riprendere il decollo, dopo che è tornato a funzionare il sistema di notifica delle missioni aeree. Restano ignote le cause del guasto che ha mandato completamente in tilt il sistema dei voli aerei in tutti gli Usa.

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Un guasto informatico la cui origine resta ignota ha costretto a terra tutti i voli aerei negli Stati Uniti l’11 gennaio. Foto Ansa/ Shawn Thew

Usa, cosa è successo

Per la Casa Bianca non c’è al momento “nessuna prova” di un cyberattacco che abbia fatto scaturire il blocco dei voli aerei negli Usa. L’autorità aeronautica statunitense aveva inizialmente deciso di bloccare tutti i voli negli Stati Uniti fino alle 9:30 ora locale (le 15:30 in Italia), prorogando di mezz’ora l’orario inizialmente stabilito. Così, prima della regolare ripresa della circolazione, i voli aerei che hanno accumulato ritardi sono stati più di 3.500 in tutto il paese.

Le prime partenze annunciate dall’Ente dell’aviazione civile sono state quelle dell’aeroporto internazionale di Newark-Liberty, New Jersey, e dall’Hartsfield-Jackson di Atalanta, Georgia, a causa del traffico aereo particolarmente congestionato in queste aree. La compagnia United Airlines ha però avvisato i passeggeri che le cancellazioni e i ritardi dei voli potrebbero continuare nelle prossime ore. Anche a livello aeroportuale c’è chi fa sapere di lungaggini e difficoltà. Entrambi gli aeroporti internazionali di Chicago, il Midway e l’O’Hare, ad esempio, un’ora dopo l’autorizzazione alla ripresa del traffico aereo non avevano ripreso a operare normalmente.

Interviene la Casa Bianca

Il presidente degli Usa, Joe Biden, ha conferito con il ministro dei Trasporti, Pete Buttigieg, sullo stop dei voli. “Le cause non sono ancora note, ma in un paio di ore” la Federal Aviation Administration (Faa)dovrebbe avere un senso migliore di quello che ha provocato” lo stop, ha poi dichiarato il presidente americano. Biden ha quindi sottolineato gli aerei potevano comunque atterrare in sicurezza anche se non erano abilitati a decollare.

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Il ministro dei Trasporti americano, Pete Buttigieg. Foto Ansa/Epa Jim Lo Scalzo

In una dichiarazione alla Nbc, la Federal Aviation Administration aveva quindi assicurato si stare “lavorando per ripristinare il sistema di notifica delle missioni aeree“. “Stiamo eseguendo i controlli finali di convalida e ripopolando il sistema. Sono interessate le operazioni in tutto il sistema dello spazio aereo nazionale. Forniremo aggiornamenti frequenti man mano che faremo progressi“.

Dagli Usa all’Europa

Diverse persone hanno twittato dicendo di essere rimaste bloccate a causa dell’interruzione del servizio, riferiscono i media Usa. Oltre 4mila i voli in entrata o in uscita dagli Stati Uniti hanno subito ritardi. Altri sono stati cancellati secondo un sito di monitoraggio dei voli citato dai media americani dopo il blocco a causa di un guasto al sistema informatico della Federal Aviation Administration (Faa).

Gli aeroporti internazionali di Parigi prevedono ritardi nei voli, ha dichiarato una portavoce di Aeroports de Paris, che gestisce gli aeroporti di Parigi Charles de Gaulle e Orly . “Siamo stati informati di un incidente tecnico. Al momento non ci sono state cancellazioni di voli, ma è lecito aspettarsi dei ritardi” ha aggiunto.

Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri

Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma.

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