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Guerra in Ucraina, esplosioni a Sebastopoli in Crimea

Il conflitto torna a infiammare la regione occupata dai russi nel 2014. Ucraini convinti che Mosca "perderà 70mila soldati nei prossimi mesi"

La guerra in Ucraina investe la Crimea. Esplosioni causate da droni ucraini si sono udite a Sebastopoli e nelle zone limitrofe della città al mattino del 4 gennaio.

Le notizie arrivano dai canali Telegram, rilanciate dai media ucraini. Secondo Radio Svoboda, nella serata del 3 gennaio ci sono state altre esplosioni vicino all’aeroporto militare di Belbek, sempre in Crimea.

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Abbattimento di un drone ucraino a Sebastopoli, nella Crimea occupata dai russi. Foto Twitter @EuromaidanPress

Ucraina, bombe su Nikopol

Anche i residenti di Simferopoli hanno scritto sui social network di aver sentito il rumore di esplosioni vicino all’aeroporto di Belbek. Nel corso della notte l’esercito russo ha invece colpito più volte i quartieri residenziali di Nikopol, città dell’Ucraina orientale che si trova di fronte a Zaporizhzhia. Lo ha riferito il capo dell’amministrazione militare regionale di Dnipropetrovsk, Valentyn Reznichenko. “Questa notte nella regione di Nikopol ci sono stati molti bombardamenti nemici. I russi hanno colpito il centro del distretto con artiglieria pesante” ha detto. I bombardamenti hanno danneggiato case, un gasdotto e una rete elettrica.

“Sanno che perderanno la guerra”

Per quanto riguarda il Donbass, lo Stato Maggiore dell’esercito ucraino ha reso noto di aver respinto attacchi delle truppe russe vicino a 10 insediamenti a Donetsk, e nel Lugansk. Sempre secondo fonti dell’Ucraina, l’esercito russo perderà fino a 70.000 uomini nei prossimi 4-5 mesi, ma il Cremlino sembra essere “pronto” ad affrontare queste perdite. Lo ha detto il portavoce dell’intelligence militare, Andrii Cherniak, come riporta il giornale The Kyiv Independent. La Russia probabilmente “continuerà le operazioni offensive quest’anno“, ha affermato Cherniak, secondo il quale i russi “capiscono che perderanno” sul campo di battaglia. Tuttavia non hanno intenzione di porre fine alla guerra.

L’intelligence ucraina, ha proseguito il portavoce, è “sicura” che Mosca cercherà ancora di catturare la regione di Donetsk e farà di tutto per mantenere il suo corridoio terrestre sulla costa meridionale verso la Crimea occupata. Alti funzionari ucraini, intanto, avvertono che la Russia potrebbe lanciare una grande offensiva da più direzioni all’inizio di quest’anno.

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Il presidente turco Erdogan: tenterà un nuova mediazione di pace fra Kiev e Mosca. Foto Ansa/Epa How Hwee Young

Le truppe russe “potrebbero attaccare simultaneamente da nord e da est“, ha detto Cherniak. Però “sappiamo di queste azioni del nemico e le nostre truppe sono pronte“, ha aggiunto. Il Kyiv Independent osserva che i risultati militari che la Russia ha ottenuto sul campo di battaglia rimangono limitati, sebbene i combattimenti siano stati molto duri nell’est e nel sud del Paese. Le truppe russe hanno dovuto ritirarsi dal 40% dei territori dell’Ucraina che avevano occupato all’inizio dell’invasione lo scorso febbraio.

La mediazione di Erdogan

Di fronte a uno scenario di guerra che va aggravandosi sempre di più la Turchia vuole compiere un ennesimo tentativo di mediazione fra Mosca e Kiev. Tre, secondo gli osservatori, le ‘carte’ in mano al presidente turco Erdogan: il gas, le sanzioni e la Crimea. Erdogan, spiega il Corriere della Sera, si propone come interlocutore tra Ucraina e Russia. Cerca di svolgere un ruolo di interlocutore, sostenendo diplomaticamente Kiev senza imporre sanzioni a Mosca. Oggi 4 gennaio Erdogan dovrebbe avere due colloqui telefonici: con Vladimir Putin e Volodymyr Zelensky. “Intende offrire ancora una volta la mediazione di Ankara nel processo negoziale” ha riferito una fonte diplomatica all’agenzia di stampa russa Ria Novosti.

Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri

Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma.

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