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Avatar 2 deve incassare davvero 2 miliardi? James Cameron potrebbe aver mentito

L'appello "disperato" del noto regista è stato accolto con grande entusiasmo dal pubblico, ma la situazione potrebbe essere stata "gonfiata"

In appena 13 giorni, Avatar – La via dell’acqua ha superato il miliardo di dollari al box office globale, grazie anche alle parole di James Cameron. Il regista, infatti, aveva confessato che, per rientrare nei costi, dovesse quantomeno arrivare a 2 miliardi: ma è davvero così?

Il successo di Avatar – La via dell’acqua prosegue senza sosta. In neanche due settimane, il kolossal di James Cameron che, secondo le stime rilasciate da The Hollywood Reporter, sarebbe costato tra i 350 e 400 milioni di dollari, ha superato il miliardo al box office. Si tratta del terzo titolo distribuito nel 2022 ad aver raggiunto tale traguardo, dopo Top Gun: Maverick e Jurassic World – Il dominio. Ma l’attesissimo sequel del film con il maggior incasso di sempre sembra destinato ad andare ben oltre questa cifra. O almeno è ciò che spera il regista.

Lo’ak e Kiri (da sinistra) in un'immagine di Avatar 2 (ANSA/UFFICIO STAMPA) -VelvetMag
(L-R): Lo’ak and Kiri in 20th Century Studios’ AVATAR: THE WAY OF WATER. Photo courtesy of 20th Century Studios. © 2022 20th Century Studios. All Rights Reserved.

In un’intervista rilasciata a ridosso del rilascio di Avatar – La via dell’acqua nelle sale statunitensi, James Cameron ha difatti dichiarato: “Dobbiamo riuscire a conquistare almeno la terza o la quarta posizione al box office dei maggiori successi mondiali solo per riuscire a recuperare i costi.” Cameron ha infine apostrofato la pellicola come “il peggior caso di business nella storia del cinema“. Ma sarà realmente così o il regista ha bluffato, “gonfiando” appositamente le cifre per creare hype? Una serie di motivi porterebbero a sostenere la seconda ipotesi, che ridimensionerebbe l’incasso necessario per rientrare non solo nei costi, ma anche per creare profitto.

Avatar – La via dell’acqua potrebbe non dover incassare 2 miliardi di dollari: ecco perché

In neanche due settimane, Avatar – La forma dell’acqua è diventato il secondo maggior incasso del 2022 nonché il terzo più alto dell’era post-pandemica, dopo Spider-Man: No Way Home di Jon Watts e Top Gun: Maverick di Joseph Kosinski. In poco più di dieci giorni, dunque, il kolossal targato James Cameron non sembra tradire le aspettative, tanto da essere oltre a metà strada del traguardo fissato di 2 miliardi di dollari. Ciononostante, diversi analisti del settore hanno spiegato che la cifra sarebbe stata sovrastimata.

Neteyam, Neytiri, Lo’ak e Jake Sully (da sinistra) in un'immagine di Avatar 2 (ANSA/UFFICIO STAMPA) -VelvetMag
(L-R): Neteyam, Neytiri, Lo’ak, and Jake Sully in 20th Century Studios’ AVATAR: THE WAY OF WATER. Photo courtesy of 20th Century Studios. © 2022 20th Century Studios. All Rights Reserved.

In primo luogo, nel chiacchierato budget di 350-400 milioni – a cui andrebbero aggiunti circa 200 milioni di dollari in marketing, per un totale approssimativo di circa 550/600 milioni – rientrerebbero anche i costi per le riprese del terzo capitolo del franchise e per lo sviluppo di Avatar 4 e 5. Il budget “puro” per La via dell’acqua, dunque, ammonterebbe a “soli” 250 milioni di dollari. Per questo motivo, alla pellicola potrebbe bastare anche un incasso globale di “appena” 1.3 miliardi, per creare introiti di 520 milioni. Il discorso si applica all’infuori della Cina dove, nonostante la grave situazione sanitaria dovuta all’innalzamento dei contagi da Covid, al box office continua a fare scintille. Su suolo cinese, infatti, al distributore va circa il 25% degli incassi, mentre altrove la percentuale sale al 40% dell’incasso. Sicuramente, Avatar – La via dell’acqua taglierà il suddetto traguardo a breve, vista e considerata la velocità con cui ha raggiunto il miliardo.

Lorenzo Cosimi

Cinema e tv

Romano, dopo la laurea triennale in Dams presso l’Università degli Studi Roma Tre, si è poi specializzato in Media, comunicazione digitale e giornalismo alla Sapienza. Ha conseguito il titolo con lode, grazie a una tesi in Teorie del cinema e dell’audiovisivo sulle diverse modalità rappresentative di serial killer realmente esistiti. Appassionato di cinema, con una predilezione per l’horror nelle sue molteplici sfaccettature, è alla ricerca costante di film e serie tv da aggiungere all’interminabile lista dei “must”. Si dedica alla produzione seriale televisiva con incursioni sui social.

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