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Mondiali in Qatar: 7 capitani rischiano l’ammonizione per la fascia arcobaleno

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I Mondiali di calcio in Qatar, cominciati da appena 24 ore, sono sempre più al centro di polemiche e tensioni extra sportive. Sono almeno 7 i capitani di altrettante nazionali che rischiano di ricevere un’ammonizione dalla Fifa ancor prima di scendere in campo. 

Il valore mediatico planetario di questi Mondiali di calcio sta risaltando sotto il profilo della denuncia del Qatar come paese che nega i diritti civili. Altro che gioco del calcio. E ora i capitani di 7 nazionali fanno sapere di essere pronti a indossare una fascia multicolore contro le discriminazioni e in sostegno alla comunità lesbica, gay, transgender (Lgbtq+). La Fifa però non ammette ‘diserzioni’ dalla linea di neutralità.

Foto Twitter @Its_Iperurania

E così i capitani rischiano di essere ammoniti prima dell’inizio delle partite. Questo, secondo Sky News, sarebbe l’orientamento della Fifa. La prima ammonizione preventiva potrebbe arrivare oggi 21 novembre. Harry Kane, capitano dell’Inghilterra, ha manifestato la ferma intenzione di indossare la fascia anti discriminazioni con i colori dell’arcobaleno. Dietro le quinte, proseguono le trattative. Oltre all’Inghilterra, sono coinvolte altre squadre europee presenti ai Mondiali: Galles, Olanda, Belgio, Danimarca, Germania (il capitano Manuel Neuer ha già indossato in altre occasioni la fascia arcobaleno) e Svizzera. I contatti tra la Fifa e la Football Association – la federcalcio inglese – potrebbero produrre una soluzione destinata a condizionare il comportamento delle nazionali che scenderanno in campo successivamente.

Mondiali, l’Inghilterra è già un ‘caso’

I fari sono puntati sulla nazionale inglese, in primo luogo. Il ct dell’Inghilterra, Gareth Southgate, ha confermato che i suoi giocatori si inginocchieranno ai Mondiali di Qatar 2022. La Nazionale dei Tre Leoni ha compiuto il gesto contro il razzismo e le discriminazioni in 33 partite consecutive dopo il ritorno in campo a seguito della chiusura dovuta al Covid-19. L’Inghilterra non si è inginocchiata nelle partite di settembre, ma compirà il gesto nell’esordio del Gruppo B contro l’Iran e anche in altre sfide ai Mondiali in Qatar.

Harry Kane, capitano della nazionale inglese, con la fascia arcobaleno. Foto Twitter @JamesMelville

Abbiamo discusso se metterci in ginocchio“, ha detto Southgate. “Riteniamo che dovremmo. Capiamo che in Premier League i club hanno deciso di farlo solo per determinate partite, grandi occasioni. Riteniamo che questi Mondiali siano un palcoscenico più grande e pensiamo che sia una dichiarazione forte che farà il giro del mondo per i giovani, in particolare“. I capitani della Premier League hanno deciso prima dell’inizio di questa stagione di utilizzare momenti specifici per inginocchiarsi senza eseguire il gesto in ogni partita. Ma il punto è – come il commissario tecnico ha detto esplicitamente – che i Mondiali del Qatar sono “un palcoscenico” planetario. E forse saranno più d’una le nazionali che metteranno in atto forme se non di protesta di richiamo a certi valori, tipicamente occidentali.

La Fifa e il Qatar

Resta da capire la reazione dell’Emiro del Qatar, Tamim bin Hamad Al Thani, dalla quale non sembra che Gianni Infantino, presidente della Fifa, voglia prescindere. Una settimana fa la trasmissione Report su Rai Tre ha raccontato gli intrecci che avrebbero contraddistinto questa competizione fin da una decina d’anni fa. Il Qatar – è l’ipotesi – avrebbe ricevuto dalla Fifa l’assegnazione pilotata dei Mondiali di calcio 2022 in cambio di contropartite indicibili. Come l’acquisto da parte dell’Emirato di armi dalla Francia dell’allora presidente Nicolas Sarkozy. “Abbiamo lavorato in tanti e duramente per allestire un torneo di successo, abbiamo profuso tutti i nostri sforzi per il bene dell’umanità. Finalmente il giorno che tutti aspettavamo è arrivatoha detto l’emiro Al Thani all’inaugurazione. Ma non è detto che i prossimi giorni saranno tranquilli.

Lo sceicco Tamim bin Hamad Al Thani, Emiro del Qatar, con il presidente della Fifa, Gianni Infantino, all’apertura dei Mondiali di calcio. Foto Ansa/Epa Friedemann Vogel

Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma. Ha scritto La Storia di Asti e la Storia di Pisa per Typimedia Editore. Segui Domenico su Facebook Segui Domenico su Linkedin

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