Politica

PNRR: via libera alla seconda tranche, la prima cabina di regia Meloni

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L’Italia riceverà dalla Commissione europea la seconda tranche da 21 miliardi del PNRR italiano. Iniziano quindi i lavori della cabina di regia, che la premier Giorgia Meloni ha convocato per la prima volta a Palazzo Chigi.

La cabina di regia deve infatti gestire i fondi, ripartirli secondo il PNRR e garantire il corretto evolversi dell’implementazione del Piano. L’8 novembre erano presenti, oltre a Meloni, tutti i ministri coinvolti nell’attuazione del PNRR e anche Massimiliano Fedriga, presidente della Conferenza delle Regioni. Fedriga rappresentava le amministratori locali. In videocollegamento anche Antonio De Caro, presidente dell’Anci, e Michele de Pascale in rappresentanza delle Province.

Foto Twitter/Maria Elisabetta Alberti Casellati

Giorgia Meloni ha definito il PNRR “la sfida più grande del governo e dell’Italia“. “Non possiamo permetterci di non spendere nei tempi previsti e dobbiamo farlo nel miglior modo possibile” avrebbe aggiunto la presidente del Consiglio. “Il precedente Governo ha convocato la cabina di regia solo due volte, noi intendiamo immaginare una convocazione cadenzata. Riteniamo opportuno che questo organismo sia convocato periodicamente per monitorare costantemente lo stato di attuazione del PNRR. È un’ occasione per l’Italia e non va sprecata: ogni euro va speso bene e deve essere utile per sostenere la crescita economica, lo sviluppo e l’ammodernamento della nazione“.

PNRR, sovvenzioni e prestiti

Soddisfazione anche da parte del ministro dell’Economia e delle finanze, Giancarlo Giorgetti. “Con la seconda rata – ricorda Giorgetti – sono disponibili 10 miliardi di euro di sovvenzioni e 11 miliardi di prestiti per l’Italia. È la dimostrazione concreta che abbiamo fatto tutti i passaggi necessari per raggiungere questo step. Continueremo a vigilare e agire con la stessa determinazione e serietà fino al raggiungimento dell’obiettivo finale“. “Con l’anticipo e il primo pagamento siamo a 67 miliardi, la metà del totale erogato da NextGeneration” ha scritto in un tweet, il commissario Ue all’Economia, Paolo Gentiloni. “Per l’Italia la grande sfida continua” e l’implementazione del PNRR dovrà prevedere “riforme e investimenti per l’ambiente l’innovazione e il sociale“.

Foto Facebook/Giorgia Meloni

La seconda tranche

Per ottenere la seconda tranche del PNRR, l’Italia ha dovuto completare 44 milestones (obiettivi qualitativi) e 1 target (obiettivo quantitativo). La tabella di marcia, completata con successo, prevedeva tra le riforme principali quella della pubblica amministrazione, dell’istruzione e dell’economia circolare. Mentre tra gli investimenti ci sono quelli sulla banda ultra-larga e il 5G, R&D, l’inclusione sociale e l’assistenza sanitaria territoriale. Molte riforme, come quella della P.A. e dell’istruzione, richiederanno altri passaggi da completare entro il prossimo anno.

L’attuazione del piano, secondo quanto si apprende, è finora andata molto bene, soprattutto considerando la considerevole dimensione del PNRR italiano rispetto a quello degli altri Paesi. Si tratta di un piano ambizioso che, secondo gli addetti ai lavori, richiede un’attenzione costante sia da parte delle autorità italiane che di quelle europee. Tanto che Bruxelles invierà una missione a Roma, per fare il punto della situazione, a inizio dicembre. Anche per capire come attuare la parte di investimenti relativi a Repower EU.

Giancarlo Giorgetti (dx) e Paolo Gentiloni. Foto Ansa/Epa Olivier Hoslet

Le riforme del PNRR

Per ottenere la terza tranche da 19 miliardi di euro, entro fine anno l’Italia dovrà completare 39 milestones e 16 targets. Tra le riforme principali attese entro il 2022 c’è l’approvazione della legge annuale sulla concorrenza e la riforma dei servizi pubblici locali, quella della giustizia e del mercato del lavoro. Come investimenti invece bisognerà andare avanti sulla digitalizzazione della Pubblica amministrazione, sui trasporti sostenibili e l’efficienza energetica. Nel primo semestre del 2023 invece bisognerà lavorare per ottenere la quarta tranche da 16 miliardi, raggiungendo 20 milestones e 7 targets. Come prima cosa bisognerà completare l’attuazione della riforma della giustizia civile e penale, il codice per gli appalti e la riforma del pubblico impiego.

Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma. Ha scritto La Storia di Asti e la Storia di Pisa per Typimedia Editore. Segui Domenico su Facebook Segui Domenico su Linkedin

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