Politica

Meloni e l’Europa: quale è il progetto politico della neopresidente?

Share

La presidente Meloni ha preso parte a Bruxelles, al suo primo incontro con i vertici dell’UE da quando è la nuova Presidente del Consiglio. “La voce dell’Italia in Europa sarà forte“, ha annunciato la stessa premier su Facebook. “Siamo pronti ad affrontare le grandi questioni, a partire dalla crisi energetica, collaborando per una soluzione tempestiva ed efficace al fine di sostenere famiglie e imprese”. 

Ma quale progetto politico europeo ha in mente la presidente Meloni? Seguendo le sue più recenti dichiarazioni cercheremo di stilarne i tre punti chiave e obbiettivi politici di medio-termine.    

Meloni/ FOTO ANSA/STEPHANIE LECOCQ

Meloni e il controllo da parte dell’UE delle filiere fondamentali

Quello che ci racconta l’attuale crisi è che questo modello europeo paventato dai centristi ha avuto dei limiti. Noi pretendevamo di normare come si cucinano gli insetti. Una delle mille direttive surreali che sono state fatte. Ma non ci accorgevamo che non avevamo una strategia energetica, che non avevamo una politica comune di difesa, che non avevamo una politica estera, che avevamo catene di approvvigionamento troppo lunghe.” Sono le parole della presidente Meloni in una nota trasmissione televisiva di quest’anno nei riguardi dell’assetto politico-economico attuale dell’UE. Uno dei punti chiave della sua visione politica consisterebbe nel recupero di una maggiore incisività politica dell’Unione Europea, e di un maggiore controllo delle catene fondamentali di approvvigionamento. 

Giorgia Meloni/FOTO ANSA/FILIPPO ATTILI

Soluzioni comunitarie basate su catene di approvvigionamento più corte e investimenti, alleggerirebbero per la premier la dipendenza strategica dell’UE, nel medio-termine, da potenze straniere. A tal proposito in un settore cruciale come quello delle tecnologie ad esempio, l’UE è ad oggi tragicamente esposta a shock esogeni. Dipendente per circa il 99% dai chip di Taiwan, e all’80% dalle big tech statunitensi dei big data o cloud. Realtà come Amazon, Google, e Microsoft la fanno da padroni, trasportando circa il 70% del fatturato del settore oltreoceano. Recentemente l’iniziativa a trazione franco-tedesca Gaia-X, aveva gettato le basi per un infrastruttura paneuropea. Che aveva incontrato inizialmente il sostegno della Commissione UE proprio in virtù del valore della “sovranità digitale”. Ad oggi “inspiegabilmente” bloccato, lascia l’UE in una posizione di sudditanza tecnologica, con la “chip war” fra Cina e USA rischia di esserci fatale.  

L’Europa e i rapporti con gli USA

Io dico sempre che la NATO dovrebbe avere due colonne, una europea e l’altra americana. Il nostro destino è certamente occidentale come quello degli americani, ma i nostri interessi, per ragioni geopolitiche, non sempre sono gli stessi. Quindi l’Europa dovrebbe farsi sentire.” Nei confronti dell’alleato americano, la presidente Meloni, ribadisce la necessaria posizione atlantista, ma con un ruolo europeo più protagonista sulla scena globale, a difesa strenua degli interessi geopolitici europei se necessario anche verso Washington. Da ciò nasce la richiesta pressante dell’esercito europeo. “Se l’Europa decide come ha deciso in questi anni di demandare ad altri la sua difesa, l’Europa demanda ad altri anche la sua libertà. Perché gli altri non ti difendono gratis. Ti difendono in cambio di una sfera di influenza. E tu quei soldi che hai risparmiato sulle armi li paghi poi in altre cose.” Sul fronte delle risorse militari infatti l’UE è oggi fortemente esposta. Acquista circa il 60% delle stesse al di fuori dell’Europa. L’acquisto di armamenti statunitensi è un modo per garantirsi una sorta di protezione militare aggiuntiva da parte di Washington.

Meloni e la richiesta di una svolta confederale (e non federale)

La mia idea di Europa è quella di un’Europa confederale in cui viga il principio di sussidiarietà. Dove Bruxelles non faccia quello che può fare meglio Roma, e dove Roma non agisca lì dove, da soli, non si è competitivi.” La presidente Meloni sarebbe favorevole ad un maggiore coinvolgimento delle istituzioni UE nelle questioni politiche globali e prettamente macroeconomiche. Energia, difesa, esteri, moneta: sono interessi da tutelare con forza “all’esterno” come europei nel mercato globalizzato. Senza abdicare per la logica del principio di sussidiarietà, all’autonomia di ogni singolo stato membro nell’esercizio della propria sovranità nazionale.

Meloni e Metsola/FOTO ANSA

Qual è la differenza con il disegno federalista? Il federalismo prevede al contrario un maggiore accentramento e, dunque un maggiore controllo da parte delle istituzioni europee sulle politiche nazionali, a partire da quelle fiscali e di bilancio. L’UE non è ancora né una confederazione, né una federazione. Entrambi i percorsi nascondono parecchie incognite. Il disegno confederale, auspicato della presidente Meloni, necessita di una coesione politica e di un sentimento di solidarietà consolidato per generare un reale impatto globale. Mentre quello federale ha il vantaggio di assicurare rapidità e compattezza. Anche solo il passaggio ad un voto a maggioranza – e non più all’unanimità – in seno alla Consiglio Europeo rappresenterebbe una svolta verso una nuova idea di Europa.

Chiara Cavaliere

Attualità, Spettacolo e Approfondimenti Siciliana trapiantata nella Capitale, dopo la maturità classica ha coltivato la passione per le scienze umane laureandosi in Scienze Politiche alla Luiss Guido Carli. Senza mai abbandonare il sogno della recitazione per cui ha collaborato con le più importanti produzioni cinematografiche italiane tra cui Lux Vide, Lotus e Italian International Film. Si occupa di attualità e degli approfondimenti culturali e sociali di MAG Life, con incursioni video. Parla fluentemente inglese e spagnolo; la scrittura è la sua forma di attivismo sociale. Il suo mito? Oriana Fallaci. Segui Chiara su Istragram Segui Chiara su Facebook

Leave a Comment

Recent Posts

Non è il prodotto, è il taglio: quello che molti scoprono troppo tardi”

Siamo sempre più abituati a cercare la "magia" nel prodotto giusto, che promette di risolvere…

3 settimane ago

Il ritorno del make-up anni 2000: perché tutte vogliono quel look

Il trucco anni 2000 è tornato prepotentemente sulla scena, alimentato dal fenomeno del revival delle…

3 settimane ago

Oltre la vittoria del festival: la vera forza di Sal Da Vinci di cui tutti parlano

La partecipazione di Sal Da Vinci al Festival di Sanremo 2026 è stata, senza dubbio,…

3 settimane ago

Emozione a Sanremo: Gianni Morandi canta con il figlio e si commuove

Gianni Morandi ha vissuto un momento speciale al Festival di Sanremo 2026, quando ha avuto…

3 settimane ago

Non sempre la più costosa è la migliore: la classifica Altroconsumo sulle creme antirughe

L'acido ialuronico è uno degli ingredienti più apprezzati nella skincare, noto per le sue incredibili…

3 settimane ago

Revenge dress a Sanremo: Laura Pausini incanta in velluto stile Lady Diana

Laura Pausini è stata una delle protagoniste assolute della prima serata del Festival di Sanremo…

4 settimane ago