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Carlo, pugni e tirate d’orecchie: il re vittima di bullismo

Neppure l'erede al trono ha potuto sottrarsi ad atti di bullismo a scuola

Oggi tutti lo conoscono come re Carlo, ma in passato per molti è stato semplicemente un compagno di classe. Anche quando era l’erede al trono, dunque, non ha potuto evitare di essere mira dei bulli della sua scuola, che lo hanno aggredito in diversi modi. A raccontare questi episodi inediti è stato un ex compagno di classe dell’allora principe Carlo.

I fatti risalgono a molti decenni fa, quando il Sovrano si è trasferito nel collegio di Gordonstoun, in Scozia. Ai tempi Carlo aveva solo 13 anni e il principe Filippo aveva insistito perché seguisse le sue orme frequentando quella scuola. Elisabetta II era già sul trono e – da quello che si dice – poco propensa a far educare il futuro re in quel college.

Ansa

Differentemente da ciò che si può immaginare, infatti, Gordonstoun era una scuola che preparava alle situazioni più difficili. Un vero e proprio corso di sopravvivenza, che affiancava alle lezioni normali attività particolari, tra cui corse nei campi innevati e docce con acqua gelida.

Gli anni difficili di re Carlo nel collegio scozzese

Alla fine re Carlo lasciò la scuola nel 1967. I racconti suggeriscono che l’allora principe avesse trovato molto difficile la sua permanenza nel collegio. Ma qualche anno dopo si dichiarò felice di averla frequentata e ringraziò l’istituto per avergli permesso di “conoscere se stesso”. Ma un suo ex compagno di classe ha raccontato che per Carlo fu un periodo davvero sofferto. Parlando in un nuovo documentario di ITV intitolato Charles: Our New King, John Stonborough ha rivelato che l’erede al trono era preso di mira da altri ragazzi, che lo incolpavano per le rigide regole.

Ansa – Il principe Carlo a scuola con la regina Elisabetta e il principe Filippo (1957)

L’uomo ha dichiarato che il futuro re era vittima di bullismo. Ha affermato: “Uno degli errori commessi quando Carlo è arrivato a Gordonstoun è stato che ci è stato detto che doveva essere trattato come tutti gli altri. Ma non era tutti gli altri, no? Il re d’Inghilterra! Aveva un investigatore privato, noi non avevamo investigatori privati. E quando è arrivato, hanno rafforzato tutte le regole ed è diventata una scuola più severa. Penso che alcune persone se la siano presa con lui“. I compagni, dunque, diventarono sempre più sospettosi nei suoi confronti, tendevano ad escluderlo e anche chi provava ad essergli amico veniva preso di mira, così desisteva.

Ansa

In alcuni casi, inoltre, il bullismo andava oltre l’isolamento, ma sfociava in atti di violenza. Il compagno ha raccontato: “Ho assistito a un attacco diretto al principe Carlo durante una partita di rugby quando era nella mischia e un ragazzo gli ha tirato l’orecchio e un altro gli ha dato un pugno“. Stonborough ha aggiunto che il futuro re aveva pochi amici a scuola, ma non si lamentava e si è limitava a “sopportarlo“.

Roberta Gerboni

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Siciliana, vive a Roma. Appassionata di scrittura e giornalismo fin da giovane, inizia il proprio percorso in redazione a 17 anni, occupandosi di cultura e attualità. Per tre anni redattore del Corriere di Gela, si è dedicata alla redazione di articoli per varie testate online.
Laurea Magistrale con Lode in Lettere Classiche all' Università degli Studi di Siena, dopo aver conseguito la laurea triennale in Lettere a Catania.
Appassionata di salute, bellezza e delle vite dei reali di tutto il mondo.

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