NewsPrimo piano

Arte, ambientalisti ‘attaccano’ la “Ragazza con l’orecchino di perla”: tre arresti

Un attivista di Just Stop Oil si è 'incollato' al quadro, protetto da un vetro. Un altro ha fatto un 'comizio' sulla crisi climatica

Non si fermano le azioni provocatorie dei gruppi ambientalisti contro le opere d’arte. Obiettivo: sollecitare nell’opinione pubblica una presa di posizione contro l’inquinamento e la distruzione della natura. Giovedì 27 ottobre un attivista di Just Stop Oil ha incollato la propria testa al vetro che protegge il celeberrimo dipinto del pittore olandese Jan Vermeer.

Si tratta della Ragazza col turbante, meglio conosciuto come Ragazza con l’orecchino di perla e conservato al Museo Mauritshuis dell’Aia, in Olanda. Un altro attivista che era con l’uomo che ha tentato di ‘incollare’ il suo orecchio a quello della Ragazza con l’orecchino di perla di Vermeer gli ha versato addosso il contenuto di quella che sembra una lattina di salsa di pomodoro. Poi a sua volta ha incollato la propria mano sinistra al muro su cui si trova l’opera d’arte.

Arte
Gli attivisti di Just Stop Oil ‘contro’ la “Ragazza con l’orecchino di perla”. Foto Ansa/Twitter Jens

Si è quindi rivolto ai visitatori presenti in sala e ha detto: “Come vi sentite quando vedete qualcosa di stupendo e inestimabile che sembra venire distrutto davanti ai vostri stessi occhi? È la stessa sensazione di quando vedete il pianeta che viene distrutto.” La direzione del museo dell’Aia ha fatto sapere che il quadro non ha subito danni. La polizia ha detto di aver arrestato tre persone in relazione all’ ‘attacco’ all’opera d’arte ma non ha fornito ulteriori dettagli.

Perché ‘colpire’ l’arte?

In queste settimane stanno avvenendo spesso, in varie parti d’Europa, atti dimostrativi contro le opere d’arte più celebri, che, pur non danneggiandole, determinano reazioni di shock, e generalmente molto negative, in molte persone. Scopo delle provocazioni degli ambientalisti che prendono di mira l’arte è di richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica. Gli attivisti di Just Stop Oil vogliono sollecitare una presa di posizione sulla necessità di tutelare il pianeta dall’inquinamento, dai peggiori effetti degli irreversibili cambiamenti climatici e dall’esaurimento delle risorse ambientali. E puntano il dito sui produttori di materie prime, e non solo, altamente inquinanti. Non è chiaro, però, se riescano nel loro intento. Sempre più voci critiche si levano a riguardo delle loro iniziative ‘provocatorie’.

Lancio di purè contro il quadro di Monet a Potsdam il 23 ottobre 2022. Foto Ansa/Twitter Letzte Generation

Anche gli Uffizi nel mirino

Due settimane fa due attiviste di Just Stop Oil avevano lanciato della zuppa di pomodoro sul celebre dipinto Girasoli di Van Gogh, alla National Gallery di Londra. Domenica scorsa 23 ottobre due membri del gruppo tedesco Letzte Generation (Ultima Generazione) hanno imbrattato con del purè di patate un quadro di Monet nel Museo Barberini di Potsdam, in Germania. Lo scorso luglio un gruppo di attivisti si era invece incollato al vetro che protegge un’altra opera d’arte famosa in tutto il mondo, La Primavera di Sandro Botticelli agli Uffizi di Firenze, mostrando poi uno striscione con le scritte “No gas, no carbone.

Un’attivista portata via di peso agli Uffizi dopo il blitz del 22 luglio 2022. Foto Ansa/Ultima Generazione

Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri

Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma.

Back to top button