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Costo luce e gas, Draghi cerca 20 miliardi

Ci sono imprese al collasso per i prezzi alle stelle. Ma la strada è in salita: il Governo ha effettuato finora interventi per 48 miliardi a sostegno dei cittadini

Le bollette dell’energia, fra gas e luce, saranno sempre più care nei prossimi mesi. Il Governo Draghi sta cercando di trovare risorse finanziarie per alleviare il caro vita. Servirebbero almeno una ventina di miliardi.

Un compito piuttosto difficile. Non ci sarebbe ancora, infatti, un’idea precisa su come recuperare i soldi necessari dal bilancio dello Stato. E questo perché l’esecutivo ha già varato un piano da 14 miliardi di euro con il decreto Aiuti bis dello scorso luglio, solo per citare l’ultimo intervento in un anno e mezzo di attività. Di certo, sostiene l’Ansa, Draghi non ammetterà ora uno scostamento di bilancio per reperire fondi. Ovvero: lo Stato non si indebiterà ancora, dato che il debito pubblico italiano, a quota 2.800 miliardi, è fra i più pesanti del mondo.

Foto Twitter @MeetingRimini

Scende intanto sotto quota 300 euro al megawattora il prezzo del gas alla Borsa di Amsterdam in apertura di seduta. I contratti futures sul mese di settembre cedono il 13,03% a 295,01 euro al MWh. Ma la situazione dei costi di gas e luce in bolletta per famiglie e imprese resta drammatica. Ci sono due parametri che il Governo Draghi dovrà valutare: il costo delle bollette e le modalità del loro pagamento. Qualsiasi intervento riguarderà comunque il quarto trimestre del 2022 (ottobre-novembre-dicembre) dopo le misure di calmierazione decise nei precedenti provvedimenti.

Luce e gas, sostegno alle famiglie

La situazione è molto pesante soprattutto per le imprese, che si stanno mangiando i loro ricavi per far fronte alle spese. C’è poi la necessità di andare in soccorso a chi, tra i cittadini, non è più in grado di sostenere i costi dell’energia. Per questo a Palazzo Chigi si stanno esaminando tutti i possibili interventi, d’intesa con gli operatori del settore. Ma che si possa definire qualcosa entro la prossima settimana sembra molto complicato. Il Governo è pronto a valutare anche le proposte che vengono dalla politica, e tuttavia ipotizzare da subito interventi massicci non è possibile.

Palazzo Chigi, sede del Governo, illuminato con i colori dell’Ucraina il 24 agosto.

Anche se alcune idee cominciano a girare. Sul credito d’imposta per le imprese che consumano molta energia si valutano più ipotesi. Probabilmente l’esecutivo prolungherà gli sconti sui carburanti in scadenza il 20 settembre. Ci sarebbero invece dubbi, anche di carattere tecnico, sulla possibilità di un intervento per la cassa integrazione a favore dei lavoratori delle imprese che devono fermare o ridurre la produzione a causa del caro energia. Sul versante delle famiglie potrebbe essere potenziata la rateizzazione delle bollette di luce e gas.

Una certezza è che si dovranno aspettare i dati agosto sul gettito fiscale. Pesa sicuramente la situazione macroeconomica internazionale. La Germania è in fase recessiva (-0,6%) insieme a Usa e Gran Bretagna. L’Italia invece è in crescita (con un +1): una sorta di isola felice. Ma questo non autorizza a pensare allo scostamento di bilancio – nuovo deficit nel bilancio dello Stato – per drenare risorse che vadano a finanziare provvedimenti di controllo politico di prezzi e tariffe di luce e gas. Su questo come su altri fronti, infatti, il Governo Draghi in un anno e mezzo ha effettuato interventi per complessivi 48 miliardi di euro. Tutti autofinanziati. È il valore di due manovre finanziarie, al quale si dovrà aggiungere la legge di bilancio di ottobre. A vararla sarà però il nuovo Governo che entrerà in carica dopo le elezioni. E questa è un’altra  incognita.

 

Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri

Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma. Ha scritto La Storia di Asti e la Storia di Pisa per Typimedia Editore.

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